Henry De Vere Stacpoole.
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La paura che uccide.
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Titolo originale: The cottage on the fells.
1937. Arnoldo Mondadori Editore, MILANO. 
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
            Fondazione Ezio Galiano 
               http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato da: Claudio Paganelli per il "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".
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Presentazione.
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Questo thriller mozzafiato di Henry De Vere Stacpoole, un meraviglioso scrittore irlandese del 900, ormai quasi dimenticato,  qualcosa di unico che va assolutamente letto
La paura che uccide  la riedizione in veste moderna e illustrata del romanzo giallo The cottage on the fells dello scrittore irlandese Henry De Vere Stacpoole, pubblicato la prima volta in Inghilterra nel 1908. Un bellissimo romanzo, ingegnosamente architettato, che inserisce tra gli elementi dellindagine le teorie investigative e sperimentali di Wilhelm Khne, il quale ipotizzava, a cavallo tra 19esimo e ventesimo secolo, che fosse possibile estrarre dal fondo della retina di un morto lultima immagine vista da questo prima di morire.
Operazione che il medico legale, dottor Murrel, impiega in questo romanzo nel tentativo di fornire allagente di Scotland Yard Freyberger il volto dellassassino del povero Leloir, apparentemente morto di paura alla vista del suo carnefice.
Limmagine estratta dalla retina per farne una riproduzione fotografica, come se fosse un negativo, potrebbe addirittura far luce su due misteriosi casi di omicidio avvenuti a distanza di anni in Francia e in Inghilterra, complicando lo svolgimento di una trama che si snoda sul filo di unambiguit, retta con sapienza narrativa, dove predominano lequivoco e la confusione tra vittima e omicida.
Sar compito del giovane agente di Scotland Yard Freyberger dipanare questa intricata matassa, ricordando che lassassino  dotato di unintelligenza, una forza e unastuzia incredibili.
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L'AUTORE.
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Medico. esploratore, discendente da unantica e illustre famiglia irlandese, gli Stacpoole della contea di Claire,  lautore dellUomo che smarr se stesso, romanzo che, se non fosse stato scritto poco dopo la guerra si direbbe ispirato da un dramma che ha lungamente interessato e commosso lopinione pubblica non solo italiana (la vicenda Bruneri-Canella).
H. de Vere Stacpoole incominci a farsi conoscere  nei paesi di lingua anglosassone nel 1909, con Laghi di silenzio, romanzo che dest grande ammirazione, specialmente per certe robuste ed efficaci pagine in cui  descritta unimpressionante carica di elefanti nel Congo; oggi  uno dei romanzieri pipopolari e fecondi che vanti la fecondissima letteratura narrativa inglese. Un suo celebre libro, La laguna azzurra, specie di Paolo e Virginia e di Robinson Crosu, moderni,  conosciuto in tutto il mondo come un autentico capolavoro. Membro della Geographical Society, de Vere Stacpoole ha viaggiato moltissimo
lEuropa e gli altri continenti: leggendo i suoi romanzi il lettore, infatti, assiste a scene che si svolgono nelle pi
svariate regioni del globo, in Irlanda, nella Grecia antica, a San Francisco, nelle isole meravigliose dei Mari del Sud e nelle Cordigliere. 
La prodigiosa attivit di questo autore non si  limitata peraltro nel solo campo della letteratura romanzesca e  giornalistica: di lui abbiamo anche una biografia di Franois Villon e una versione in inglese dei suoi poemi, una traduzione dei frammenti della poetessa Saffo, ed altre apprezzatissime opere di critica e di erudizione.
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LA PAURA CHE UCCIDE.
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Capitolo 1.
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Il piroscafo di Folkestone stava per partire da Boulogne. Da levante il vento sera levato, glaciale, e leggere nubi erano apparse nel cielo. In piedi, sulla passerella che univa il battello alla terra, due amici, Hellier e Comyns, chiacchieravano aspettando il segnale della partenza.
 Non so capire perch tu ti ostini a rimanere a Boulogne  diceva Comyns al suo compagno.
 Ci sono tante cose al mondo che non ci sappiamo spiegare  rispose Hellier.
Ma a Comyns non sfugg il suo imbarazzo.
C sotto qualche cosa pens.
Hellier si era trattenuto a Boulogne una quindicina di giorni, col pretesto di un attacco dinfluenza. Era avvocato, viveva duna piccola rendita e aveva avuto sempre una passione per la letteratura romantica. I romanzi di Gaboriau, che aveva letti nella prima giovinezza, lavevano indotto a studiar legge. La sua ambizione era di divenire un avvocato celebre in cause criminali, ma disgraziatamente non aveva ancora avuto occasione di far valere i suoi meriti, salvo nella difesa di un miserabile svaligiatore, che era stato condannato al massimo della pena.
 E questa volta non riesco proprio a comprenderti  ribatt il suo interlocutore  ma per il momento sono certo duna cosa, che stanno per levare la passerella e che stiamo per partire. Cos...
Hellier indietreggi vivamente salutando il compagno mentre i marinai levavano la passerella. Le eliche cominciarono a far schiumare le acque grigie. Hellier rimase immobile, con le mani nelle tasche del soprabito guardando il battello allontanarsi e invidiando in cuor suo Comyns.
Comyns era bello; Comyns era ricco. Suo padre fabbricava fanalini da biciclette e trombe da automobili a Wolverhampton, ma suo nonno aveva lavato le stoviglie in varie case signorili. Apparteneva a una di quelle famiglie che salgono, mentre Hellier apparteneva a una di quelle che scendono.
I piatti lavati dal nonno di Comyns potevano figurare sulla tavola di quello di Hellier. Ma largenteria di Hellier era scomparsa e, a dirne la vera storia, non rimaneva pi che un calice dargento, muto ed eloquente testimonio del passato.
Lavvocato, dopo aver perduto di vista il battello che portava il suo amico in Inghilterra, volse le spalle al porto e sincammin a passi lenti sulla banchina. Per la prima volta in vita sua era innamorato. Non aveva che trentanni e dando uno sguardo al passato doveva riconoscere che se non avesse perduto il suo tempo a inseguire chimere romantiche avrebbe potuto essere un uomo forte e attivo come Comyns.
Conosceva da appena dieci giorni la signorina che amava. Si chiamava Cecilia Lefarge. Si erano conosciuti per caso allHtel des Bains ed egli, con tutta limpulsivit del suo carattere sentimentale, laveva amata sin dal primo giorno.
Cecilia Lefarge aveva ventottanni. Di media statura, aveva la carnagione bianca e i capelli neri contrastanti con gli occhi di un azzurro quasi viola. Aveva il portamento di una sacerdotessa pagana, e la modestia duna monaca insieme. Avrebbe potuto destare i desideri dun bruto e ispirare i pi poetici sogni a un poeta o ad un santo. Era la donna che aveva completamente soggiogato Hellier, anima e corpo.
Egli sapeva che il suo amore era ricambiato, almeno, con una sincera simpatia.
La signorina abitava allHtel des Bains con la zia, signora De Warentz, una dolce, gentile e affabile vecchia signora. Esse occupavano un lussuoso appartamento e tutto lasciava credere che appartenessero alla migliore societ. Vivevano nellalbergo da pi di tre anni. A quanto si diceva non avevano relazioni, salvo le conoscenze che avevano fatte per caso.
Hellier si trovava in una posizione vantaggiosa dato che aveva saputo conquistare la fiducia della signora De Warentz oltre alla simpatia della nipote. Grazie alle sue lunghe conversazioni con le signore aveva potuto sapere qualche cosa sulle loro abitudini e sul loro passato... ma aveva capito che su quel passato pesava una nube misteriosa, la cui ombra amareggiava lesistenza delle due donne, una barriera che il destino aveva rizzato tra loro e la societ, che le faceva vivere di quella errante vita dalbergo e le privava di relazioni e di amici.
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Capitolo 2.
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Hellier travers la citt e percorse la via principale.
Quando arriv ai bastioni sedette, nonostante il vento di levante, freddo e pungente, e guard lorologio. Era lora in cui la signora De Warentz e la nipote erano solite fare una passeggiata sui bastioni. Pareva che quella uscita giornaliera fosse labitudine pi piacevole della loro vita desolata.
Hellier ve le incontrava ogni giorno, come per una tacita intesa. Nessuno, che non fosse cieco, avrebbe potuto pensare che non si dessero appuntamento. Le due donne arrivavano, il giovanotto passeggiava con loro in quel luogo quasi deserto, poi le accompagnava allalbergo, spesso per non rivederle pi fino al giorno seguente. Quel pomeriggio erano in ritardo.
Hellier guard di nuovo lorologio: lora consueta era gi passata da dieci minuti: Stava per andarsene col cuore pieno di tristezza quando vide in lontananza una ragazza che veniva verso di lui. Riconobbe la signorina Lefarge, ma si stup di vederla sola.
 Mia zia ha avuto paura di questo vento  disse la ragazza con un lieve imbarazzo.  Sono venuta io, perch pensavo che forse ci avreste aspettate. Siamo tanto abituate a incontrarvi qui, che pare quasi una cosa convenuta. La vostra compagnia ci procura un gran piacere nella nostra solitudine; sarebbe stato poco gentile lasciarvi qui ad aspettarci, con questo noiosissimo vento.
Hellier, nonostante la sua disinvoltura di uomo abituato a vivere in societ, non seppe trovare sul momento le parole atte a ringraziarla come avrebbe voluto. Ma il silenzio che segu non ebbe nulla di penoso. Si volsero entrambi a guardare al disotto dei bastioni la lunga distesa dei prati colorati dun verde tenero.
In lontananza si vedevano gli alberi, i campi coltivati, i campanili dei villaggi, sotto il cielo dun azzurro triste. Mentre guardavano cos, senza parlare, egli le prese la mano e la tenne stretta tra le sue... e cos, silenziosamente, egli le disse il suo amore.
 Era tanto tempo che desideravo parlarvi, signorina Cecilia.
Ella sospir e gli lasci la mano. Poi, come se rispondesse ad una domanda, disse:   impossibile.
 Vi amo  disse allora Hellier, con voce risoluta, cercando di dominare la passione profonda che lo commuoveva.
 Voi siete ormai necessaria alla mia vita e, se vi perdessi, se mi abbandonaste, sarei infelice per sempre.
Gli occhi della ragazza si riempirono di lacrime.
  impossibile  ripet.
Cera una tale fermezza tragica nella sua voce, una disperazione cos profonda che egli cap che quelle non erano vane parole e potevano essere dettate solo da qualche ragione duna gravit eccezionale. Era impossibile!
Non avrebbe dunque mai potuto stringerla fra le sue braccia e farla sua? La felicit era davanti a lui ed egli avrebbe dovuto rinunciarvi per sempre?
 Perch?  domand.
 Venite, rispose Cecilia. Vi spiegher.
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Capitolo 3.
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Sincamminarono insieme, adagio adagio, verso
lalbergo. Ella lo preg di aspettarla un momento nel vestibolo,
poi ritorn e gli fece cenno di seguirla.
Lo condusse al primo piano e lo introdusse in un salotto
dove egli vide la signora De Warentz addormentata
su una poltrona accanto al fuoco, con un romanzo sulle
ginocchia.
La stanza non era un comune salotto dalbergo; era
stata ammobiliata artisticamente e rimessa a nuovo da
un decoratore parigino prima che le signore vi si stabilissero
per un lungo soggiorno.
La vecchia signora si svegli di soprassalto al leggero
rumore che i due fecero entrando. Salut Hellier con un
grazioso inchino, poi si sprofond di nuovo nella sua
poltrona, mentre la ragazza, dopo essersi levata i guanti,
si dirigeva verso una porta che conduceva in unaltra
stanza, lapriva e faceva cenno al giovane di seguirla.
Egli entr dietro di lei in una camera da letto che doveva
essere quella di Cecilia. Su un tavolino erano ricchi
ed eleganti oggetti da toletta. Il letto e il resto del
mobilio erano di una semplicit estrema, ma di un gusto
squisito.
Su una tavola, in un angolo, si vedeva una cosa nera e
informe ricoperta da un crespo. La ragazza vi si avvicin
e tolse quel nero involucro che ricopriva un busto.
Era un busto duomo, unartistica scultura in marmo.
Luomo che rappresentava doveva essere nel pieno
della virilit; aveva la barba e punta e il viso affabile e
sorridente. Era quella la fisionomia di un uomo che ama
la vita e la sa godere. Osservandolo, chiunque avrebbe
detto: Ecco un uomo che pu avere agito spensieratamente,
ma certo incapace di fare scientemente del male
a qualcuno.  un viso che ispira la pi completa fiducia.
 Era mio padre  disse la ragazza mentre Hellier
osservava il magnifico marmo che un abilissimo artista
aveva animato al punto da farlo quasi parlare, ridere e
diffondere attorno a s unatmosfera di serenit.
 Era mio padre... e si vuole affermare che era un assassino...
Hellier si volse sussultando e si pass una mano sulla
fronte: era incapace di proferir parola. Quella fulminea
rivelazione era stata pronunciata con voce straordinariamente
calma, quella calma che diceva in s tutta
limmensit della sofferenza, della vergogna, della rovina
da cui la ragazza doveva essere stata colpita.
Ella ricolloc il velo funebre sul busto; poi ricondusse
il giovane nel salotto; ma sulla soglia della porta di comunicazione
Hellier, incapace di parlare, incapace persino
di pensare a ci che avrebbe dovuto o potuto dire, le
prese la mano e gliela strinse forte.
 Grazie  rispose ella a quella silenziosa protesta
daffetto.
Ritornati nel salotto, senza preoccuparsi della vecchia
signora tuttora seduta accanto al fuoco, si installarono
nel vano duna finestra.
Nel fargli le sue confidenze ella non lo guardava, ma
teneva gli occhi fissi fuori dalla finestra sulla folla dei
passanti che andava e veniva.
 Sono passati otto anni  disse.  Non ho cambiato.
nome e voi dovete aver sentito parlare de Il caso Lefarge.
Ella rimase un momento pensosa.
  stato dunque otto anni fa  riprese.  Non mi dilungher
in particolari,  inutile. Eravamo in primavera.
Un artista lavorava al busto di mio padre. Questartista
si chiamava Mller: aveva un viso da demonio. Non
lho veduto che due volte, eppure la sua fisionomia ossessiona
ancora i miei sogni. Lo vedo ancora davanti a
me mentre ve ne parlo. Era un viso pallido, devastato, il
viso delluomo che conosce tutti i vizi.
Era un grande artista, un tedesco che, come vi ho
detto si chiamava Mller. Molti lo consideravano un po
pazzo. Il mio pap che adoravo, gli aveva permesso di
fare il suo busto; pos due volte e lo invit due volte a
casa nostra. La prima volta che lo vidi ebbi la sensazione
dessere in presenza dun demonio incarnato. Supplicai
mio padre di non iniziare nessuna relazione con
quellindividuo, ma mio padre rise di me; egli non aveva
paura di niente, era troppo buono.
Un giorno egli and allo studio di Mller per una
posa. Ed ora, ascoltatemi bene, amico mio. Ecco ci che
si afferma: egli and da Mller e lassassin. Lassassin,
poi scomparve e nessuno lo rivide mai pi. Aveva
decapitato Mller del quale si trov il corpo privo della
testa, nel suo studio. Questo  ci che  stato detto, ma
mio padre non lha fatto, lo so, lo sento, lo sento qui.
E si pose la mano sul cuore.
  terribile!  mormor Hellier.
Terribile, s, ma non potete sapere quanto! E ora,
capite perch  impossibile?
 Ma se si riescisse a provare la sua innocenza?
 In questo caso...
Hellier le prese la mano e la strinse di nuovo.
 Ora, ascoltatemi a vostra volta  disse.  Conosco
abbastanza la vita e gli uomini e ci che sto per dirvi
non  soltanto per consolarvi o per farvi piacere, ma vi
dichiaro che la fisionomia che mi avete mostrata non 
quella di un assassino. Se potessi sacrificar la mia vita
per provare linnocenza di vostro padre, la sacrificherei
con gioia. Sono un avvocato inglese. Voi dite che c
una barriera, che per per me non  tale, tra noi. 
Ebbene, far tutti gli sforzi possibili per abbatterla. Pu darsi
che io non riesca a nulla, ma non tralascer nessun tentativo.
Quando un uomo lotta per colei che ama,  doppiamente
armato. Ed ora, ditemi, amica mia, dove potrei
trovare dei particolari inerenti a questo orribile avvenimento?
Non voglio saperli da voi, sarebbe troppo penoso...
Ma non avete qualche documento?
 S, ho tutto lincartamento che riguarda il delitto;
ve lo far vedere. Ho assoluta fiducia in voi, non so
quale istinto mi abbia spinto verso di voi quando vi ho
veduto la prima volta. Forse era lo spirito di mio padre
(poich sento che egli  morto) che vi designava a me come suo vendicatore... forse anche...
Ella sinterruppe.
 Forse?
 Forsanche un istinto mi avvertiva che sarebbe venuto un giorno...
 Un giorno?
 Un giorno in cui avrei potuto amarvi...
Lindomani, Hellier, munito dellincartamento, ritorn a Londra.
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Capitolo 4.
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Sino dallanno 1600 la famiglia dei Gyde aveva il suo
posto nella storia del Cumberland.
Sir John Gyde, disertando la casa paterna, era venuto
a fabbricarne una per s nel Cumberland. Si pu ancor
oggi rendersi conto della magnificenza con la quale fu costruita la nuova dimora.
Sir John era un signorotto di vecchio stampo. Se
avesse vissuto ai nostri giorni e se i rappresentanti della
legge avessero avuto conoscenza di certi suoi scherzi,
egli si sarebbe trovato, dopo ventiquattore in una prigione
di Carlisle e sarebbe stato impiccato certamente
tre settimane dopo la sua comparsa davanti alle Assise.
Nondimeno nellanno milleseicento egli era rispettato e
temuto come tutti i signorotti di quel tempo.
I soli amici di Sir John erano il vino e il tabacco; i
contrabbandieri di Ravenglass ne sapevano qualche
cosa. Egli aveva tutte le indulgenze per i furfanti che gli
portavano del danaro e imprigionava e impiccava la brava
gente che non poteva o non voleva rifornire la sua
borsa. Aveva sedotto molte donne e molte ragazze, aveva
ucciso tre uomini in duello, ci che non gli aveva impedito
di esercitare la funzione di Giudice di Pace nella
contea. Aveva chiamato la sua nuova dimora il Castello
dei Gufi e sotto questo nome sussiste ancora nei pressi
delle colline di Blencarn, un formidabile ammasso di
pietre e che fa pensare a un vecchio malfattore miracolosamente mummificato.
Vi sono muri di venti piedi di spessore, una corte interna
che risuona tuttora di echi misteriosi, alcune torri
incrinate, dei sotterranei e degli interminabili e inestricabili
corridoi, delle piccole camere segrete e una galleria
di quadri in cui molti dei Gyde sfidano ancora il rigore 
del tempo. Ma essi portano i loro peccati scritti sulle
facce patibolari; si pu capire allistante il genere degli
amori e degli odi di quella sinistra famiglia.
La sua storia  scritta a lettere di sangue e vi era qualcosa
di terribile nella rapidit con la quale i suoi eroi
scomparivano dalla scena per far posto ad altri. Avevano
tutti la vita breve ed avevano avuto parecchi contatti con la morte.
Sir Lionello Gyde uccise Sir Tommaso Fiennes in
duello e fu ucciso a sua volta dal figlio di Sir Tommaso.
Nel suo ritratto  vestito di un velluto la cui tinta violetta
 sbiadita dal tempo, e, dallalto della sua cornice,
egli guarda eternamente dritto davanti a s. Attraverso
le alte finestre della galleria, il suo sguardo non cessa di
seguire loscillazione dei pioppi che ondeggiano al vento.
Si potrebbe crederlo un bello e bonario cavaliere medioevale,
ma i suoi occhi hanno quel colore azzurro, freddo, tanto comune negli assassini.
Di fianco a lui c una cornice dalla quale  stato
strappato il ritratto. Colui che vi era rappresentato aveva una storia che non si poteva raccontare.
Un po pi lontano si vede limmagine di un bel gentiluomo,
gran cacciatore di volpi e bevitore di porto... e
non  difficile leggere sul suo volto che quelle erano state le sole passioni della sua vita.
Non furono tutti cattivi, i Gyde, e le lettere di sangue
con le quali  scritta la loro storia non si trovano in tutte
le pagine. Per dove si trovano brillano di una luce terrificante.
La fortuna della famiglia aveva avuto i suoi alti e bassi.
I suoi beni erano stati confiscati una volta, poi le erano
stati restituiti. Uno dei suoi membri, Aldemaro Gyde,
aveva condotto per un certo periodo di tempo unesistenza fastosa a Londra.
In seguito, dedicandosi al commercio, i Gyde si erano
quasi completamente rovinati e si erano ripresi soltanto
quando il padre di Sir Antonio Gyde trasse profitto dal suo genio come banchiere.
Quando Sir Antonio figlio, che  uno degli eroi di
questa storia, perdette suo padre, si trov possessore di
ventimila sterline, del castello dei Gufi nel Cumberland,
di una casa a Londra e della reputazione di pazzo che si
era guadagnata ad Oxford; reputazioni queste che costituirebbero
la pi originale collezione del mondo, se si
potessero raccogliere e classificare, ma che non sempre
sono fondate. Comunque, quando Antonio Gyde divenne
Sir Antonio Gyde, succedendo a suo padre nella banca,
non tenne a conservare la reputazione che aveva lasciata a Oxford.
Fu un avvenimento sorprendente quando lUniversit
perdette uno dei suoi studenti, noto soprattutto per il suo
bel viso e per la sua passione sfrenata per le edizioni
principe... E, pochi mesi dopo, la Borsa di Londra sent
che un nuovo genio finanziario era apparso allorizzonte.
Oxford ci perdeva nel cambio, ma il mondo universitario
non aveva saputo riconoscere il talento del giovane Gyde.
Il nuovo titolare della banca aveva il dono di saper
valutare con giusto criterio le imprese che gli venivano
proposte, nonostante le lusinghe e i consigli degli intermediari.
Era luomo che sarebbe riuscito in qualsiasi affare,
ma bisogna confessare che egli non avrebbe potuto arrivare
cos lontano senza leredit di suo padre, un credito
illimitato e qualche ottimo affare gi iniziato.
Quando succedette al padre aveva ventidue anni;
allinizio della nostra storia ne aveva quarantadue. In
quei ventanni aveva lavorato intensamente e bene, facendosi
un gran nome nel campo finanziario.
Aveva un palazzo nellavenue Malakoff, a Parigi, un
altro a Londra e castelli in vari luoghi. Ma Parigi e Londra
erano i due centri della sua attivit.
Una persona qualsiasi sarebbe stata incapace di rendersi
conto della potenza di un uomo come Sir Antonio
Gyde. Il danaro per se stesso  gi una potenza, ma
quando il possessore di qualche centinaio di milioni ha
il genio degli affari, pu dirsi il padrone del mondo.
Per quanto riguardava la sua vita privata non  il caso
di parlarne a lungo. Proteggeva gli artisti, beneficava
molta gente, sapeva rendersi padrone di tutto, fuorch
dei propri difetti.
Aveva tra gli altri un punto debole: la collera. Perdeva
raramente il suo sangue freddo, ma quando questo accadeva,
non aveva pi alcun controllo sui suoi atti e sulle
sue parole. Al suo posto cera un demonio, abitualmente
addormentato, che si alzava, parlava, agiva.
Quando quello spirito demoniaco simpossessava di lui, il milionario era terribile a vedersi.
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Capitolo 5.
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Dallalto delle colline di Gambley si scorge alla destra
il Castello dei Gufi, con le sue torri e i suoi camini
al disopra del folto fogliame del parco.
Di fronte a s il viandante scopre, al di l dei campi di
grano e dei pascoli, una vallata cosparsa di fattorie e casolari,
dietro la quale si elevano, come baluardi, i monti del Cumberland.
A destra, la citt di Carlisle, a una ventina di chilometri,
si riconosce da un pennacchio di fumo che si profila nel cielo.
I pascoli e i campi coltivati arrivano fino ai piedi della
collina, dove si fermano, come se una netta linea di
delimitazione tra la civilt e la desolazione fosse stata segnata da una mano onnipotente.
Sulle colline non v ombra di vegetazione, soltanto
qua e l si eleva qualche pino intristito, qualche arbusto
o qualche larice, ma nessuna pianta utile pu crescere in
quelle alture, coperte soltanto da una misera erba.
Quella desolazione viene attribuita a un vento nocivo.
Certe notti a Blencarn, a Skirwith, o in qualche altro villaggio
vicino, gli abitanti sono svegliati dal loro sonno
pesante, da un lungo muggito simile a quello che potrebbe
produrre il passaggio di un treno.  il vento misterioso 
che uccide ogni vegetazione sui fianchi della collina.
La mattina seguente gli alberi sono schiantati, un ammasso
di nubi avvolge ancora le cime, mentre il vento
nella pianura continua la sua razzia e spesso solleva le
carrette come festuche di paglia.
Un pomeriggio di fine marzo, un uomo, su un cavallo
nero, attraversava il piccolo villaggio di Blencarn.
Era di media statura, aveva i capelli neri e la barba
alla Van Dyck; portava gli occhiali e galoppava attraverso
il paese, come se tutta la contrada gli appartenesse, ci che infatti era vero.
Un contadino appoggiato alla porta della rimessa si
lev il cappello al suo passaggio e lo segu con gli occhi
finch non ebbe voltato langolo della stradetta, poi
chiam un compagno che lavorava in un campo vicino.
 Bill!
 Eh?
  Gyde!
 Ho visto.
Due volte allanno, di solito, una volta in autunno per
la caccia, unaltra in primavera per gli affari agricoli, Sir
Antonio Gyde andava al Castello dei Gufi conducendo
con s il suo cameriere particolare, il cuoco francese e
qualche volta una dozzina dinvitati.
Era un buon padrone, abbastanza generoso, ma non
era mai riuscito a conquistare la fiducia dei contadini.
Lo salutavano rispettosamente, ma in cuor loro lo 
ritenevano uno scapestrato.
Cera, inoltre, qualche incidente della sua giovinezza
che era rimasto impresso nelle loro memorie, abbastanza
perch giudicassero il loro padrone con una certa severit.
Nelle campagne  pi difficile cancellare il passato.
Quando vi siete fatti una certa reputazione in un
paese, avete un bellallontanarvene per parecchio tempo.
La reputazione rimane e, dopo dieci o quindici anni, la ritroverete intatta.
Lasciando Blencarn, Sir Antonio si diresse verso le
colline. Egli non si preoccupava dei sentieri e delle siepi;
quando trovava un muro davanti a s, si portava a
giusta distanza e il suo cavallo, irlandese di gran razza, saltava.
Arrivato sulle colline di Gambley, lasci andare le redini.
Latmosfera era brumosa e calma, il silenzio profondo.
Si udiva soltanto di quando in quando il richiamo
dun pastore, labbaiare di un cane, il rumore sordo di un gregge in cammino.
Il proprietario del paese si ferm e osserv per un
istante il paesaggio monotono. Poi, con un leggero avvertimento
al cavallo, riprese il cammino verso il castello.
Era arrivato da Londra il giorno prima e contava di ritornarvi
lindomani. Tutto il giorno aveva ispezionato i
suoi possedimenti e voleva passare la serata a lavorare col suo intendente.
A due chilometri dal castello, prese una traversa per arrivare pi presto.
Era un punto deserto e strano, il punto dove si trovava
Long Meg e le sue figlie, un gruppo impressionante anche
in pieno giorno, e che, al momento in cui Sir Antonio
passava, era gi immerso nella smorta luce del crepuscolo.
Long Meg  unenorme pietra, dritta  solitaria, monumento
imponente di qualche religione dimenticata.
Attorno ad essa, le sue figlie, una sessantina di altre pietre
pi piccole, le fanno cerchio. Alla luce del sole non 
che granito, ma tra le ombre vaporose che precedono la
notte, quelle pietre possono essere tutto ci che una fervida
immaginazione pu concepire. Possono essere, ad
esempio, donne incappucciate che si protendono, si alzano,
si abbassano si prostrano, aspettano...
Il cavaliere passava tra quelle forme immobili che conosceva
fino dalla sua infanzia, quando, in mezzo ad
esse, immobile come loro, egli scorse qualcuno seduto
su uno sgabello pieghevole.
Era un uomo, con un cappello a larga tesa.
Fosse spinto da un presentimento o per semplice curiosit,
nessuno lo sapr mai, Sir Antonio tir le redini e
condusse il suo cavallo verso la figura immobile.
Luomo doveva aver disegnato, perch teneva sulle
ginocchia un album aperto, ma in quel momento pareva
aver dimenticato il lavoro e la nebbia che veniva con la
sera, dimenticato tutto... ed essersi immerso in profonde meditazioni.
Doveva aver udito il rumore degli zoccoli del cavallo
sulla pietra, ma non volse la testa.
 Disegnate le pietre?  gli domand Gyde fermando
il cavallo a un paio di metri da lui.
Luomo si volse allora e, di sotto al suo immenso cappello,
gett uno sguardo sul cavaliere.
Cera ancora luce abbastanza, perch Gyde potesse
vederne i lineamenti. Erano lineamenti che non si potevano
dimenticare facilmente. Non era tanto la loro bruttezza
quanto la magrezza e lapparenza cadaverica, e,
soprattutto, lespressione sinistra che simponeva
allattenzione di chi losservava.
Sir Antonio non era uomo da aver paura duno spettro
o dun demonio, tuttavia quando il suo sguardo incontr
gli occhi delluomo, egli abbass la testa e rimase come
accasciato sulla sella.
Dopo un momento, fece voltare il cavallo, gli affond
gli speroni nella carne e part al galoppo, come se fuggisse
un pericolo mortale.
Arriv finalmente sulla strada maestra. Il galoppo del
cavallo risuonava sul terreno, come un martello
sullincudine.
Dopo una deviazione di qualche chilometro, Gyde
giunse nel viale principale del castello. Un domestico
che lo aspettava ai piedi della scalinata, prese le briglie
del cavallo coperto di sudore mentre il cavaliere, senza
dir parola, entr in casa propria.
Attravers il vestibolo circondato da una larga galleria,
doverano appesi armi e trofei di caccia. Un gran
fuoco ardeva nellimmenso camino e la luce bianca delle
lampadine elettriche cadeva sulle pelli dorso siberiano del pavimento e gettava dei bagliori suglintarsi di
quercia nera del basamento della stanza, il quale risaliva ai tempi di re Carlo.
Pass nella biblioteca e si mise a camminare su e gi
per la stanza. Lindomani sera, a quella stessa ora,
avrebbe dovuto avere un colloquio importante con
lambasciatore spagnolo per discutere un prestito nazionale
che egli era incaricato di trattare.
Ma, in quel momento, non pensava alla Spagna; in
quel momento, tutti gli affari del mondo intero non lo interessavano affatto.
Continuava a camminare, ora con le mani in tasca,
ora a braccia conserte, con la fronte corrugata e lespressione
grave delluomo che si trova di fronte al suo cattivo genio.
Una delle prove pi terribili che ci presenti la vita 
quella di farci incontrare con un passato che non vorremmo mai veder rivivere.
Gli uomini temono il futuro, ma spesso il pericolo 
nel passato. Da un momento allaltro le vecchie immagini
imprecise che si riferiscono ad azioni passate, possono
rianimarsi e la donna che abbiamo ingannata tra le
rose di un giardino, o il fratello delluomo che abbiamo
ucciso o spogliato in un deserto, possono rientrare nella
nostra vita attuale, introdursi per una porta segreta e sorgere davanti a noi.
Dopo un quarto dora, Gyde suon il campanello e
ordin al domestico che aveva risposto alla chiamata, di
far entrare lintendente Gristlethwaite. Questi era un
ometto magro, attivo e intelligente. Sir Antonio lo preg
di sedersi, fece portare del whisky e dei sigari e i due
uomini si misero al lavoro.
Sir Antonio ritorn luomo daffari, dalla mente lucida,
capace di occuparsi di ogni particolare relativo alla
gestione di una grande tenuta, di accorgersi delle lacune,
di scoprire ogni errore, di dar prova di una conoscenza
di tutti i particolari, come se avesse abitato sul luogo durante tutta lannata.
Era passata lora del desinare, ma pareva che egli lo avesse dimenticato.
Dopo qualche ora di conversazione, di calcoli, di raccomandazioni
e dinterrogazioni dogni sorta, Sir Antonio,
che stava con le spalle rivolte al camino, sinterruppe
a un tratto nel bel mezzo di una conversazione e disse:
 A proposito, avete visto nei paraggi una specie
dartista, un uomo dal cappello a larga tesa?
 Capisco benissimo di chi volete parlare  rispose
lintendente.   un tale che ha un nome tedesco, un
certo Klein.  scultore... Gli ho affittato il padiglione Skirle.
 Klein...  ripet Sir Antonio in tono pensoso.
 S. Gli ho affittato il padiglione per tre mesi e ha
pagato anticipato. Ha gi trasportato qui qualche mobile
da Penrith. Non ha un aspetto molto promettente, ma,
dal momento che ha pagato... Bisogna esser pazzi per
venire ad abitare qui in questa stagione.
 Non vi ha dato referenze?
 No, ma siccome ha pagato anticipato... Esitavo ad
affittargli il padiglione, ma dopo la morte del vecchio
Lerothwaite la casetta deperiva a rimanere disabitata.
 Avete avuto occasione di parlare con lui?
 S, signore; e sono stato colpito dalla sua aria ingenua.
Non mi ricordo tutto quello che mi ha raccontato,
ma mi ha detto di aver vissuto a Parigi e di avervici veduto.
 Cercate di ricordarvi, che cosaltro vi ha detto. Ho
visto lindividuo questa sera, stava disegnando le pietre,
ma la sua faccia non mi  piaciuta. A questi lumi di luna
non si pu mai sapere se non si ha a che fare con qualche ladro.
 Non credo che sia un ladro. Non ricordo bene tutto
quello che mi ha detto, ma ha dichiarato dessere un artista
celebre e ha aggiunto che  venuto qui per compiere il suo capolavoro.
Sir Antonio alz le spalle, col fare delluomo che vuol far vedere di non aver paura.
 Ebbene  disse.  Se ormai  istallato nel padiglione non possiamo scacciarlo.
E riprese il discorso daffari al punto esatto in cui
laveva lasciato, come se Klein, il padiglione e il capolavoro
dellartista non avessero alcuna importanza.
Alle dieci conged Gristlethwaite.
...
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...
Capitolo 6.
...
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...
La mattina seguente il postino port al castello dei
Gufi una cinquantina di lettere che erano state fatte proseguire da Londra.
Cerano lettere dalla Russia, dal Giappone, da Parigi,
da Costantinopoli, da Madrid; delle fatture, delle circolari,
degli annunci di lotteria, lettere di postulanti, di pazzi, di finanzieri, di inventori.
Il ricevere tanta corrispondenza avrebbe distratto
chiunque altro allinfuori di Sir Antonio Gyde che non si divertiva affatto.
Seduto sul letto passava a mano a mano le lettere; una
tazza di t fumava sulla tavola dove si ammucchiavano le buste.
Egli toglieva le lettere e si limitava a gettare in terra
alla sua destra quelle da cestinare e a sinistra quelle che dovevano andare al suo segretario.
Aveva quasi finito, quando mise la mano su una piccola
busta, di carta ordinaria, col francobollo a sinistra
quasi per spirito di contraddizione verso lusanza comune.
Lindirizzo era di una scrittura originale per il fatto
che la precisione vi si accoppiava alla fantasia.
Ci sono delle lettere, degli uomini, delle strade e molte
altre cose in questo mondo che, a prima vista, ci producono
unimpressione che si potrebbe definire con una sola parola: cattiveria.
La lettera che Sir Antonio aveva in mano avrebbe
senzaltro meritato questa definizione sfavorevole, ma
egli era abituato a quel genere di lettere.
Quando uno possiede parecchi milioni e ha interessi
in tutti i paesi del mondo, sabitua a ricevere spesso lettere
che non sempre contengono ringraziamenti e auguri.
Gyde, per esempio, riceveva, almeno una volta al
mese, una lettera che minacciava la sua vita o la sua reputazione.
Vi si era tanto abituato che aspettava il suo
arrivo pi con curiosit che con terrore.
Apr dunque la missiva, che sapeva di delitto e di odio, e fu stupito di non trovarvi alcuna minaccia, ma semplicemente queste parole: Dal Padiglione Skirle.
Sar in casa oggi alle tre del pomeriggio. Devo vedervi a quellora, senza fallo.
KLEIN.
Il cameriere Leloir, che si trovava nellattigua stanza
da bagno, ud un grido acuto risuonare nella stanza del suo padrone.
Vi si precipit e vide Sir Antonio in piedi che stringeva
con una mano una delle colonnine del letto e agitava
con laltra la lettera che aveva appena letta. Il suo viso
era paonazzo; egli tremava e faceva scuotere e scricchiolare
il letto sotto la sua stretta.
Leloir usc alla chetichella, senza farsi scorgere; conosceva
troppo bene il suo padrone per osare di affrontarlo
in momenti simili.
Abbiamo gi detto che quando Gyde aveva una crisi
di collera, agiva come invaso da uno spirito diabolico.
In quei momenti diveniva pazzo furioso e sarebbe stato
capace di uccidere il suo domestico o chiunque altro
fosse stato cos audace da affrontarlo.
Per, quando durante quelle crisi era abbandonato a
se stesso, si calmava presto senza commettere troppe stravaganze.
E cos avvenne quella mattina. La crisi pass senza
che egli rompesse nulla attorno a s e il letto cess di
scricchiolare. Gyde chiam il domestico e gli ordin di
preparargli un bagno. Mentre aspettava che lordine venisse
eseguito, esamin nuovamente la busta che aveva
contenuto il biglietto. Portava il timbro postale di Skirwith
e in un angolo, con un timbro, era impressa la parola
locale. Quella lettera era quindi stata imbucata
nella giornata precedente, bench il bollo avesse la data illeggibile.
Dopo aver esaminato attentamente la busta, vi rimise
dentro la lettera e la depose sulla mensola del camino.
Fece il bagno, si vest, ritorn a prendere la lettera, se
la mise in tasca, and nella biblioteca e fece chiamare il
suo segretario al quale dett le risposte alle lettere importanti ricevute la mattina.
Fece colazione alluna e mezzo. Poco dopo, diede
istruzioni affinch la sua automobile fosse pronta per
condurlo alla stazione di Carlisle in tempo per il direttissimo
delle cinque per Londra. Il segretario doveva prendere
unaltra automobile e portare con s una valigia di
documenti e certi piccoli bagagli. Il cuoco non aveva
lonore desser condotto in automobile, ma un calessino
lo avrebbe portato alla stazione di Salkel, pi vicina al
castello, dalla quale sarebbe partito con un altro treno,
perch il direttissimo non vi faceva fermata.
Il cameriere Leloir accompagnava sempre il padrone.
Era un piccolo esercito che si mobilitava ogni volta
che Sir Antonio viaggiava, fosse pure per un giorno solo.
Alle due e mezzo una piccola automobile che veniva
usata per brevi passeggiate, si ferm alla porta del castello.
Sir Antonio vi sal, solo; dopo aver dato a Leloir
istruzioni minuziose relative al bagaglio. Disse che sarebbe
andato a visitare una fattoria, alquanto lontana,
ma che sarebbe ritornato in tempo per poter arrivare a
Carlisle con la macchina grande che doveva aspettarlo
alla porta del castello. Poi mise in moto lautomobile e part.
...
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...
Capitolo 7.
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...
Il padiglione Skirle era situato in una vallata solitaria
e deserta, ai piedi delle colline di Blencarn.
Lestate, la piccola vallata  profumata dalle migliaia
di fiori selvatici che crescono nel Cumberland come in
nessun altro paese e le api vi ronzano allegramente, innumerevoli,
ma in quel pomeriggio la localit desolata
era tutta ombra e silenzio.
La strada maestra passa a circa mezzo chilometro di
l, ma da nessun punto di essa si pu scorgere il padiglione.
La piccola automobile, col suo unico passeggero,
savvicin alla vallata. Sir Antonio la ferm sul ciglio
della strada maestra, discese ed entr risolutamente nella
rientranza che racchiude il padiglione.
Non spirava un soffio di vento, laria resa diafana dal
freddo era limpida e tranquilla. Non cera essere vivente
in vista, eccettuato, nel cielo, uno sparviero che pianeggiava
lentamente descrivendo immensi cerchi al disopra
dei villaggi lontani.
Non era possibile esser veduti in un luogo simile e
chiunque avrebbe creduto di potervi compiere qualsiasi
azione, sicuro di essere la sola creatura umana che si
fosse avventurata fin l. Eppure, in cima alla collina,
una figura, troppo piccina per essere scorta da lontano,
era in vedetta. Un piccolo monello, Bob Lewthwaite, figlio
dun calzolaio di Blencarn, attratto dal rombo del
motore, spiava le azioni e i gesti di Sir Antonio.
Dallalto del suo posto dosservazione, vide dapprima
la vettura fermarsi sulla strada, poi il conduttore scendere
e guardarsi attorno. Riconobbe immediatamente il
proprietario del castello e la sua curiosit si accrebbe
ancor pi. Vide Gyde traversare un piccolo campo ed
entrare nella vallata.
Arrivato davanti al padiglione, Sir Antonio si ferm e
guard a lungo attorno a s, come per ben assicurarsi di
non essere osservato da nessuno. Apparentemente soddisfatto 
di quella ispezione, fece ancora qualche passo e
buss alla porta del padiglione. Gli fu aperto dallinterno,
Sir Antonio entr e la porta si richiuse immediatamente
dietro di lui.
Il monello era vivamente interessato. Klein, lartista
tedesco, aveva fatto parlar molto di s nel villaggio. Un
uomo, il cui viso e il cui contegno avrebbe attratta
lattenzione in una citt, non poteva a meno di dar molto
a pensare a dei contadini.
Anche Klein era considerato uno sfaccendato, come
Sir Antonio. Inoltre, dato il suo viso e la sua vita solitaria,
lo credevano un po stregone. Nessun ragazzo del
villaggio avrebbe osato avvicinarsi al padiglione dopo il
tramonto. Klein incuriosiva quelle anime semplici, ma
nello stesso tempo ispirava loro un vero terrore.
Faceva cucina da s e bench le vivande che si preparava
fossero comprate apertamente, nei piccoli negozi
del villaggio o nelle fattorie dei dintorni, sinistri sospetti
turbavano la mente dei contadini a proposito di quel nutrimento
che immaginavano composto di tuttaltri elementi
che uova, lardo o montone salato.
Una vecchia del villaggio, chiamata signora Braithwaite,
andava ogni giorno in mattinata a scopare le stanze
e a fare il letto dellartista. Ci che ella raccontava
non contribuiva a togliere ai paesani le loro idee su Klein.
Ella aveva infatti dichiarato che qualche volta il locatario
del padiglione la faceva rabbrividire, ma siccome
egli pagava dieci scellini la settimana e il danaro era
raro in casa Braithwaite, ella continuava il suo servizio
presso Klein, tanto pi che vi rimaneva solo unora al giorno.
Inoltre la buona donna sentiva una specie di fascino,
in parte fatto di paura, che lattraeva verso quel luogo
cos temuto da tutti. Una specie di fascino diventa infatti
la curiosit, quando  tale da superare la paura in
unanima infantile o in quella di una vecchia contadina.
Una volta, un ragazzetto che si chiamava Brittel si era
avventurato sino alla finestra dellorco. Aveva cercato di
guardare nellinterno, quando lorco in persona apr la
porta e usc. Il povero Brittel se la diede a gambe e non
si ferm che, mezzo morto di paura, nelle braccia di sua
madre. Quando riprese fiato, raccont una storia fantastica,
con infiniti particolari tra i quali che lorco lo aveva
inseguito e lo aveva percosso nella schiena.
Non c nulla quindi da meravigliarsi se Bob Lewthwaite,
vedendo Sir Antonio entrare nellantro dellorco
e richiudere la porta dietro di s, restasse a spiare ci
che sarebbe accaduto dimenticando tutto quanto lo circondava.
Aspett a lungo, unora buona, poi la porta del
padiglione si riapr e ne usc Sir Antonio, con una valigetta
in mano. Egli richiuse la porta e si guard attorno,
esattamente come aveva fatto prima di entrare. Evidentemente
soddisfatto di quello sguardo circolare, riattravers
la vallata verso la strada maestra, sal sullautomobile e part.
...
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...
Capitolo 8.
...
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...
Sir Antonio Gyde era un cavaliere intrepido, ma un
automobilista un po timido. Andava abitualmente con
moderazione e raramente sorpassava i quaranta chilometri allora.
Tuttavia quel giorno dimentic la sua timidezza e fu
fortunato, poich su quelle strade del Cumberland, gli
autisti si trovano spesso inceppati o da un gregge di cinque
o seicento capi o da una fila interminabile di carrette trainate da cavalli spauriti.
Erano le quattro meno dieci quando arriv al Castello dei Gufi.
Il rapido di Edimburgo per Londra passa a Carlisle
alle cinque; aveva dunque tutto il tempo per prenderlo.
Discese pigramente dalla vettura, prese la sua borsa nera
ed entr nel castello. Travers il vestibolo, pass nella
biblioteca, vi rimase non pi di un minuto, ne usc di
nuovo per entrare nella sala da pranzo. Dalla sua andatura
si sarebbe detto che fosse stanco. Sal al primo piano
ed entr in una stanza dove si trovava il suo segretario,
signor Folgan, ma non gli disse una parola.
Nel corridoio incontr Leloir.
 I bagagli sono partiti, signore  disse il cameriere,
 e lautomobile  pronta. Quando volete partire?
 Partire?  disse Sir Antonio con voce strana, come
di una persona che si svegli di soprassalto.  Per dove?
 Avete ordinato lauto per andare a Carlisle  disse
luomo stupito  per prendere il direttissimo delle cinque 
per Londra. Ho telegrafato questa mattina perch vi riservino uno scompartimento.
 Ah, benissimo  disse Sir Antonio,  benissimo.
Rise, come tra s.
Era gi scuro nel corridoio e Leloir non poteva distinguere
chiaramente lespressione del viso del suo padrone,
ud soltanto la sua risatina. Era al servizio di Gyde
da due anni e credeva di conoscere il carattere del suo
padrone sotto tutti gli aspetti, ma quel riso lo colp e lo
allarm pi di una formidabile esplosione di collera.
Cera in quella risatina qualche cosa di sinistro, di orribile
quasi. Non pareva una risata uscita da una gola
umana, ma piuttosto da quella di una enorme scimmia o dun diavolo.
Leloir se ne and e aveva gi fatto una dozzina di passi quando la voce di Gyde lo richiam:
 Aspettate!
 Signore?
 Avete tutti i miei gioielli?
 S, signore, sono in questa borsa.
 Bene. Ordinate lautomobile alla porta.
Il domestico obbed e il padrone del Castello dei Gufi
continu le sue peregrinazioni attraverso la casa, come
per assicurarsi che tutto era in ordine prima della sua partenza.
Qualche minuto dopo, discese tenendo sempre in
mano la sua valigetta nera. La grande automobile era
ferma davanti alla scalinata. Egli vi entr; Leloir chiuse
lo sportello, sal di fianco allautista, e partirono.
Arrivarono a Carlisle dieci minuti prima del passaggio del treno.
 Io aspetto qui, avvertitemi quando arriva il treno 
disse Gyde al suo domestico attraverso il portavoce. 
Sono occupato e non voglio essere disturbato.
Si mise a leggere delle carte che si era tolto di tasca,
mentre Leloir andava ad occuparsi della spedizione dei bagagli.
Quando il treno arriv, Sir Antonio scese dallautomobile
e si incammin verso il suo scompartimento riservato,
vi sal e ordin al cameriere di vegliare a che nessuno lo disturbasse.
Era gi quasi buio quando il treno, trascinato da due
grosse locomotive, lasci la stazione di Carlisle, nella direzione di Londra.
Durante il tragitto Leloir entr due volte nello scompartimento
del suo padrone, prima per portargli il t, poi
per portargli i giornali della sera.
Uno dei camerieri del vagone-ristorante, che era amico
di Leloir, raccont in seguito che il contegno del domestico
gli era parso strano. Aveva laria spaurita ed
era pallido depose quelluomo. Pareva che avesse veduto
un fantasma. Conoscevo molto bene il mio amico,
perch lavevo servito pi volte durante i viaggi che faceva
col suo padrone tra Carlisle e Londra. Una volta
siamo andati insieme in citt a passare la serata a un teatrino.
Era un ottimo compagno, sempre allegro, ma
quando quel giorno venne nella cucina del vagone ristorante
per riportare la tazza del t di Sir Antonio Gyde,
non pareva padrone di s. Mi prese per un bottone della
giacca e mi, disse: Parson, credete al soprannaturale?
No, gli risposi, non ci credo. Perch mi fate questa domanda?
Perch... rispose Leloir e sinterruppe, perch il
cuoco mi chiam in quello stesso momento... darei cinque
franchi per sapere che cosa voleva dirmi il mio
compagno e scommetterei la stessa somma che si trattava di qualche cosa di molto strano.
Alla stazione di Saint Pancras due automobili aspettavano.
Gyde sal sulla prima e Leloir si sedette accanto
allautista. La vettura part immediatamente. Il segretario sal nella seconda automobile.
Erano le undici e mezzo quando arrivarono al N. 110 bis di Piccadilly.
Sir Antonio sal dietro il cameriere; il segretario li seguiva,
ma si ritir subito nella sua camera. Il maggiordomo
Raimondo che aveva aspettato larrivo del padrone
stette in attesa di ordini, ma quando credette che non
vi fosse pi bisogno di lui, se ne and a letto.
A mezzanotte la casa era silenziosa come una tomba.
Lappartamento del signor Folgan, il segretario, si trovava
allo stesso piano di quello di Sir Antonio. Appena
coricato Folgan si era immerso nella lettura del Conte di
Montecristo, quando, pochi minuti dopo mezzanotte, ud un grido.
Sembrava perfettamente lurlo di un cane. Il signor
Folgan depose in seguito che non poteva essere il suono
di voce umana, ma, in verit, egli non doveva essere
giudice competente, poich singannava di grosso, dato
che il grido che aveva udito era esattamente quello di un
uomo agonizzante o pazzo di terrore. Era un grido che
nessuno si augurerebbe di udire.
Una cosa era ben certa: il grido era risonato nella
casa. Folgan, saltato dal letto, usc nel corridoio e si diresse
verso la camera di Sir Antonio.
La luce elettrica era spenta, ma il corridoio era illuminato
dalla luce che veniva dalla camera del segretario,
luscio della quale era rimasto aperto.
Quando fu davanti alla camera di Sir Antonio, anche
quelluscio si aperse a un tratto e Sir Antonio stesso apparve,
completamente vestito, con la valigetta nera in mano.
Scorgendo Folgan, trasal, come se fosse stato colto in flagrante.
 Mi  sembrato di udir gridare  disse Folgan.  Ho temuto che qualcuno si sentisse male, signore...
 Ah!  disse laltro.  Io non ho udito nulla. Ritornate
pure nella vostra camera e domani mattina dite alla
servit di non svegliarmi prima delle dieci. Questa notte avr da lavorare fin tardi.
Folgan si scus per il suo errore e ritorn a letto. Sir
Antonio, dal canto suo, rientr nella sua camera e richiuse la porta.
Dieci minuti dopo si sarebbe potuto vedere quella
porta riaprirsi, e Gyde, con la valigetta in mano, camminare
lungo il corridoio buio illuminandosi la strada con
una lampadina tascabile. Discese lo scalone senza fare il
minimo rumore. Arrivato nel vestibolo fece scorrere i
chiavistelli, tolse la catena di sicurezza e apr la porta
con tale abilit da evitare il minimo cigolio o scricchiolio.
Richiusa la porta dietro di s rimase un momento immobile
sulla scalinata. Passava unauto pubblica: la
chiam, diede un indirizzo allautista e sal nella vettura
che si allontan a buona velocit.
Le ore della notte trascorsero, una dopo laltra, i vagabondi
notturni e gli agenti di polizia passarono davanti
alla casa dalle grandi colonne di marmo che tutti nel
quartiere conoscevano come labitazione del ricchissimo finanziere Gyde.
Le due, le tre, le quattro suonarono, via via, finch
lalba cominci a illuminare di una luce viva la camera
di Sir Antonio Gyde, dove, coricato in terra, supino, giaceva
il cameriere Leloir, morto, senza ferite apparenti,
con le braccia stese, con una spaventevole espressione dorrore impressa dalla morte sul suo viso.
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Capitolo 9.
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...
Fu dopo le dieci della mattina seguente, che Raimondo,
il maggiordomo, fece la macabra scoperta.
Dopo aver bussato pi volte alla porta di Sir Antonio,
senza ricevere risposta, egli apr e trov il corpo del cameriere steso a terra.
Se Raimondo avesse telefonato a Scotland Yard, invece 
di chiamare lagente di servizio allangolo della via,
gli avrebbero inviato qualche ispettore noto come Alanson
o Fairchild, ma costoro erano gi fuori per il loro
servizio Non rimaneva che un giovane ispettore, attivo e
intelligente, nonostante la sua fisionomia vivace e quasi
infantile. Rasato e vestito come un gentiluomo elegante,
Gustavo Freyberger, naturalizzato inglese, aveva ventisei
anni quando il caso Gyde gli tocc, come un dono
speciale della Provvidenza, alle dieci e un quarto del mattino.
Gustavo fino a quel momento era stato uno sconosciuto;
dun tratto divenne celebre in tutta Europa.
Erano dunque le dieci e un quarto, quando lagente
chiamato da Raimondo telefon al Quartier generale.
Il direttore del Reparto investigativo, che era arrivato
allora allora in ufficio, ascolt il messaggio personalmente.
 Chi  di servizio?  domand al piantone.
 Lispettore Freyberger  gli fu risposto.
 Fatelo chiamare.
Lispettore entr.
 Prendete unauto pubblica  gli disse il direttore. 
Andate immediatamente al numero 110-bis di Piccadilly,
dov stato trovato un uomo morto e appena vi  possibile
venite qui a farmi il vostro rapporto.
 Il pi presto possibile, Direttore  rispose Freyberger.
E prendendo cappello e soprabito nellanticamera,
discese di corsa i due piani, travers il vestibolo come
una freccia e scomparve nella via.
Davanti alle magnifiche e solide porte di quercia del
palazzo di Gyde, nulla indicava che nellinterno fosse
avvenuta una tragedia. Al colpo di campanello del giovane
ispettore di polizia, un agente gli apr, si scost per
lasciarlo passare e richiuse la porta.
 Non avrete toccato nulla, rimosso nulla, distrutto
nulla, spero  gli disse il funzionario togliendosi il soprabito.
 Nulla  rispose lagente.  Il corpo  esattamente
nel luogo e nella posizione in cui  caduto.
 Chi vi ha avvertito?
 Il maggiordomo.
 Andate a chiamarlo.
Lagente si allontan e ritorn di l a poco accompagnato
da Raimondo. Questi era ancora pallido e tremante
ed evidentemente aveva cercato di riprender coraggio
e forza con qualche bicchiere di liquore. Tuttavia era
perfettamente in grado di dire ci che sapeva.
In poche parole raccont che Sir Antonio, il suo cameriere
e il segretario erano ritornati la sera precedente,
senza che egli notasse nulla di anormale. Tutti si erano
addormentati tranquillamente e la mattina seguente, di
buonora, il signor Folgan gli aveva comunicato lordine
del suo padrone che voleva essere svegliato soltanto alle
dieci.
Il maggiordomo aveva cercato dappertutto Leloir per
trasmettergli quellordine che lo riguardava in modo
particolare, ma era arrivata lora senza che egli potesse
trovarlo. Allora aveva bussato alluscio di Sir Antonio,
ripetutamente, senza ottenere risposta. Si era finalmente
deciso ad aprire e aveva trovato Leloir morto sul pavimento
e Sir Antonio partito.
 Partito!  esclam Freyberger.
 S, e il letto non era stato disfatto.
 Prima di tutto desidero salire e vedere il cadavere
 disse linvestigatore.
Raimondo lo precedette fino alla camera di Sir Antonio.
Chino sul cadavere di Leloir cera un giovane elegante, di alta statura.
  il dottor Murrel  disse il maggiordomo.
Il medico si alz, e il funzionario pot vedere il corpo.
La prima occhiata gli diede un brivido, ma egli si riprese
immediatamente e si present al medico legale.
 Non ho trovato alcuna traccia di violenza  gli disse questi.
 Di che cosa credete sia morto?
 Di paura  rispose il dottor Murrel.  Probabilmente
era debole di cuore, come potremo stabilire
dallautopsia, ma, secondo me,  stata la paura che lha
ucciso. Guardate lespressione del suo viso.
Era appunto quellespressione che aveva cos profondamente
colpito Freyberger. Bench fosse uno dei pi
giovani ispettori di polizia di Londra aveva subito notato
che il caso di un uomo trovato morto con quella
espressione di orrore impressa sul viso, non poteva essere
un caso ordinario. Lalta posizione di Gyde, la sua
scomparsa, quella morte improvvisa e soprattutto
quellalterazione del viso di Leloir davano alla cosa
unimportanza eccezionale.
Un novizio timido avrebbe senza dubbio domandato
laiuto dei suoi superiori o degli ispettori anziani, ma
Freyberger non era timido affatto, e, mentre osservava il
cadavere del disgraziato cameriere, gli parve che un
istinto misterioso lo avvertisse di una prossima fortuna.
Egli prese immediatamente la sua decisione. Lasciando
il corpo dove si trovava, raccolse tutte le persone presenti al pianterreno.
Entrati tutti nella sala da pranzo, lispettore richiuse
la porta e ricominci a interrogare Raimondo.
 Quali sono le persone che abitano qui?  domand.
 Sir Antonio, il segretario, signor Folgan, il povero
Leloir e qualche altro domestico.
Freyberger continu ad interrogarlo e il maggiordomo
raccont con tutti i particolari ci che sapeva. Aveva appena
finito quando la porta si apr e comparve Folgan.
Intu subito di trovarsi alla presenza di un ispettore di
polizia, si present e raccont del grido che aveva udito
la notte e del suo incontro con Sir Antonio che probabilmente
stava per partire proprio allora.
 Come avete trovato la porta dentrata stamattina?
 domand Freyberger a Raimondo.
 La catena di sicurezza era tolta, i chiavistelli levati
e la porta chiusa soltanto con la molla.
 Sir Antonio aveva valori in casa?
 Soltanto i suoi gioielli, signore: Li tiene in una valigia
di cuoio che porta con s quando viaggia. Vi mette
anche le carte pi importanti, ma soprattutto i gioielli di grande valore.
 Dov questa valigia?
 Nella camera di Sir Antonio, signore.
 Andate con lagente a cercarla.
Raimondo e lagente uscirono e ritornarono con la valigia
che non era chiusa a chiave e non conteneva alcun
gioiello, ma soltanto qualche fascio di carte. Freyberger,
fatta quella constatazione, affid la valigia allagente.
 Comera vestito Sir Antonio quando lavete veduto
questa notte?  domand a Folgan.
 Aveva un comune vestito da passeggio e il soprabito
nero... Sir Antonio veste quasi sempre di nero. Inoltre
aveva il cappello in testa.
 Sembrava agitato?
 Non potevo distinguere bene il suo viso ma per
quanto ho potuto vedere, nulla nel suo contegno manifestava
unemozione qualsiasi.
Freyberger rimase un istante pensoso. Gyde scomparso
durante la notte, senza essersi coricato, i suoi gioielli
scomparsi, Leloir morto, un grido stridente e inumano
udito da Folgan... tutto ci prendeva un significato sinistro.
Ma tutto era molto vago. Gyde poteva essere uscito
per un affare urgente portando con s i suoi gioielli, il
grido udito da Folgan poteva essere semplice illusione;
la morte di Leloir accidentale. Nessuna di queste ipotesi
apparve impossibile per stessa, ma, riuniti insieme, quei
tre fatti principali facevano inevitabilmente pensare a un delitto.
Si trattava dunque di fare qualche ricerca altrove, non
nella casa del milionario.
 Chi sono i banchieri di Sir Antonio Gyde?  domand.
 La Banca Coutt.
 Grazie. Per il momento me ne vado  disse rivolto
allagente.  Voi potete far trasportare il cadavere
allObitorio e se per caso Sir Antonio ritornasse, telefonate
subito a Scotland Yard, perch possiamo inviare
qualche funzionario ad interrogarlo.
Dopo di che Freyberger usc dalla casa insieme col medico.
  un caso strano  osserv questi.
 Molto strano  ripet laltro facendo cenno ad unauto pubblica.
 Sarei curioso di sapere che cosha veduto
quelluomo prima di morire  soggiunse il dottor Murrel.
 Se potessimo saper questo, forse il caso non sembrerebbe cos strano.
 O forse lo sembrerebbe di pi.
 Pu darsi.
 Quelluomo  morto sotto il colpo di uno spavento
terribile e improvviso, lo scommetterei. In Bulgaria, in
occasione di una sommossa, ho veduto una donna morta
cos. Vorrei cercare di scoprire...
 Che cosa?
 Quello che ha veduto.
 Ma come?
 Fotografando le rtine col procedimento di Mendel.
 Ah!  disse Freyberger interessato.
 Indiscutibilmente quello che ha veduto era illuminato
dalla luce elettrica, perch le lampade erano ancora
accese quando  stato trovato. Ora, la luce elettrica  pi
favorevole di quella del sole per imprimere le immagini
sulla rtina. Inoltre, egli  morto istantaneamente e questa
 una delle condizioni pi favorevoli per il risultato dellesperimento.
 Voi vi occupate di fotografia?
 Da dilettante  rispose il medico modestamente, bench la fotografia e tutto ci che vi si riferiva fosse una delle sue passioni.
 Allora mi farete conoscere il risultato del vostro esperimento  disse Freyberger salendo in automobile e salutando.
 Certamente.
Quando linvestigatore arriv a Scotland Yard dovette aspettare un quarto dora prima dessere ammesso alla presenza del suo capo.
Finalmente fu chiamato e trov il direttore del reparto investigativo comodamente insediato nella stanza, allegra e sinistra ad un tempo, che era il ritrovo centrale di quellesercito che fa guerra accanita al delitto.
I muri della stanza erano ornati dei ritratti di criminali
famosi e sulla mensola del camino, in una vetrina, erano
esposti i modelli degli istrumenti perfezionati dei quali
si servono i banditi dalto rango.
Al centro della stanza, davanti a una grande tavola
coperta di carte, stava il capo. Era un uomo giovane ancora,
vestito elegantemente, calmo, dai modi gentili e
freddi ad un tempo, dallocchio chiaro e penetrante.
Senza perdersi in preliminari, Freyberger espose il
caso. Di quando in quando il direttore prendeva qualche
nota. Ascoltava attentamente, facendo qua e l qualche domanda o qualche osservazione.
Quando il suo subalterno ebbe finito, egli domand:  E questo  tutto?
 S, signore, non ho altro da aggiungere.
 Uhm! Ebbene, dopo che voi siete uscito abbiamo
ricevuto lavviso che contro Sir Antonio Gyde era stato spiccato mandato di cattura.
 Un mandato di cattura!... Ma, direttore, vi chiedo scusa, non capisco...
 Lordine  emanato da Sir James Coatblank, giudice del distretto di Carlisle.
 Sotto quale accusa?
 Assassinio. Ho telefonato or ora a Carlisle e ho saputo
qualche particolare. Sir Antonio Gyde  accusato
daver assassinato un uomo, un certo Klein, in un padiglione
isolato sotto le colline di Blencarn.
Continu a raccontare la sua conversazione telefonica,
parlando in una maniera metodica, lenta, chiara, senza
omettere alcun particolare, senza pronunciare una parola inutile.
Bob Lewthwaite, il ragazzo che aveva veduto Sir Antonio
entrare nel padiglione e lo aveva spiato al suo
uscire, era di carattere un po avventuroso. Non aveva
paura di nulla, salvo che degli automobilisti mascherati
dagli occhialini e vestiti di pelle di bestie. Temeva anche
Klein, meno per di quanto lo temessero gli altri ragazzi
del villaggio. Il fatto che il padrone del castello vicino
fosse andato in visita al padiglione aveva colpito vivamente
la sua immaginazione ed egli concep, a un tratto,
il disegno dimitare il giovane Britten e dandare a guardare
nellinterno del padiglione attraverso una delle basse finestre.
Scese dunque la collina con passo indeciso. Arrivato
in fondo alla discesa ebbe voglia di rinunciare allimpresa,
ma la curiosit ebbe il sopravvento. Egli raccolse tutto
il suo coraggio e strisciando lungo i muri del padiglione
arriv sotto la finestra che aveva osservata di lontano,
si rialz e gett unocchiata nellinterno.
Sulle prime non seppe rendersi conto di ci che vedeva,
ma ben presto pot comprenderne tutto lorrore. A
prima vista non aveva notato che un grosso involto grigio
sul pavimento, poi la visione si precis e guardando
pi attentamente cap che era il corpo di un uomo, ma
quel corpo non aveva testa. Non cera che una piccola
pozza nera nel punto dove avrebbe dovuto essere la testa.
Nella mente del ragazzo non pass lidea di un assassinio:
egli constat semplicemente che luomo che aveva
veduto passeggiare nei dintorni, la vigilia, non aveva
pi la testa, e lorrore di quella constatazione fu troppo
grande per il suo piccolo cervello.
Si mise a correre senza sapere dove n perch e finalmente
si trov addossato a un muro, pallido, tremante, sofferente.
Poi, riprendendosi a poco a poco, sincammin verso
casa sua, ma non parl di ci che aveva veduto. Pallido
e silenzioso sedette in un angolo, rifiut di mangiare e
and a coricarsi come un automa. Ma non appena si fu
svestito e disteso sotto le lenzuola, si mise a urlare.
Accorsero familiari e vicini che ascoltarono inorriditi la macabra storia.
Nel Cumberland non c giovane contadino che non
abbia una bicicletta, cosicch, appena Bob ebbe finito il
suo racconto, suo fratello maggiore part in bicicletta
per Langwathby, alla ricerca della polizia.
Tutto il villaggio raccolto aspett gli agenti e li segu al padiglione.
Gli agenti per entrarono soli. Sul pavimento giaceva
il corpo di Klein, decapitato, orribile a vedersi. Era vestito
del suo solito abito grigio, ma la stoffa era tutta tagliuzzata,
come a colpi di temperino.
Un agente sbotton la giacca e il panciotto, ma non scorse sul corpo del morto nessuna traccia di ferita. Nella stanza non cera arma alcuna.
La stanza era mobiliata modestamente, con una grande
tavola, alcune sedie di vimini e un vecchio divano.
Le sedie e la tavola erano al loro posto. Non vi era alcuna
traccia di lotta, nessun indizio che spiegasse la spaventevole
tragedia, nulla di straordinario, eccettuato
quel corpo senza testa che giaceva per terra.
Gli agenti non lasciarono entrare nessuno nel padiglione,
chiusero la porta in faccia alla folla e cominciarono
una minuziosa ispezione del luogo.
Esaminarono accuratamente limpiantito, ma non
scorsero neppure traccia di passi. In un angolo videro
qualcosa di bianco e lo raccolsero. Era un fazzoletto di
seta con le iniziali A. G.
Sulla mensola del camino, accanto a un piccolo candeliere,
era posata la lettera che Sir Antonio aveva ricevuto
la mattina e un altro foglio di carta sul quale erano
scritte queste parole:
Parigi, 8 febbraio 19...
Voi non mi sfuggirete, n voi n il vostro segreto che  anche il mio. Se sar necessario vi seguir fino in capo al mondo e al di l.
KLEIN.
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
 Dunque  disse Freyberger, quando il suo capo gli
ebbe esposto tutti questi particolari,  il fatto si riassume
cos: Gyde  minacciato di ricatto da quelluomo; va da
lui, luccide, gli taglia la testa, la mette in una valigia,
viene a Londra con la valigia e scompare nella notte del
suo arrivo portando con s i suoi gioielli.  una faccenda stranissima.
 Ma che mi pare abbastanza chiara.
 Non a me, per. Scusatemi, direttore, ma la cosa
non mi sembra chiara affatto.
Il direttore del reparto investigativo aveva da tempo
preso in considerazione il giovane ispettore. Si era reso
conto delle sue capacit, bench fosse un esordiente.
Conosceva anche il suo temperamento e sapeva che se
lo avessero lasciato parlare ed agire liberamente avrebbe
ottenuto grandi successi, ma che se gli avessero messo
bastoni fra le ruote, non sarebbe rimasto che un ispettore
qualunque.
 Spiegatevi  disse con benevolenza a Freyberger. 
Ditemi quali sono i punti che non vi appaiono chiari.
 Ebbene, direttore, perch quelluomo ha lasciato
tutte quelle prove, quelle lettere sul camino?
 Sapete come me che in ogni cervello di criminale
vi  qualche lacuna, qualche negligenza o qualche esagerazione
che lo portano a commettere errori o imprudenze
che spesso si risolvono a suo danno.
 Avete perfettamente ragione. Ma una cosa  ancor
pi strana: perch lassassino ha tagliato la testa della
sua vittima? Perch, mi domando, si  preso limpiccio
di portare con s quella testa? La vittima era conosciuta
sul luogo e bastava il corpo per identificarla. Allora...
portando via quella testa deve aver avuto uno scopo, a
meno che non abbia voluto conservarla come curiosit o
come ricordo! Inoltre, a questi fatti strani si aggiunge la
morte del cameriere Lelair.
 Pu aver aperto la valigia e avervi trovato la testa...
 Lho pensato anchio, ma questa spiegazione non
mi persuade, poich, dallespressione del suo viso, sono
convinto che egli abbia veduto qualche cosa di pi spaventoso
ancora duna testa umana.
 Pensate tuttavia che il fatto di aprire una valigia e
di trovarvi una testa tagliata, pu dare una scossa terribile
anche alluomo pi normale ed equilibrato.
Freyberger scosse la testa.
 Lespressione dorrore di quel viso era tale che
non saprei attribuirla a nulla di concepibile, neppure a
una testa umana trovata improvvisamente in una valigia.
Crederei quasi...
 Che cosa?
Freyberger sorrise, come a unidea che gli fosse balenata alla mente.
 Crederei quasi che quelluomo avesse visto qualcosa
di soprannaturale. Ma non saprei spiegarvi la mia
idea. Lasciatemi un po di tempo. Frattanto, se permettete,
telefoner alla Banca Coutt che aveva affari con Sir Antonio Gyde.
 Telefonate  disse il direttore.
Ottenuta la comunicazione, Freyberger parl e ascolt attentamente mentre il suo viso rifletteva le sue impressioni.
  passato questa mattina alle dieci alla Banca  disse riattaccando il ricevitore.  Ha domandato i gioielli della moglie morta, ne ha rilasciato ricevuta e se n andato, evidentemente col pi gran sangue freddo. Un delinquente di professione non avrebbe fatto di meglio.
 Era banchiere anche lui e questo spiega la sua disinvoltura  disse il direttore.
  vero. Ora si tratta di scoprire chi lha condotto
questa mattina o questa notte, e con quali mezzi.
In quel momento fu bussato alla porta dellufficio. Si present un agente dicendo:
 Hanno telefonato dal posto di polizia di Via Vine, a proposito della scoperta fatta al numero 110-bis di Piccadilly.  stata trovata una testa umana.
 Ah!  esclam il capo.  Nessun particolare?
 No, per ora, signor direttore.
 Dite che mando subito un ispettore.  E, rivoltosi al suo giovane subalterno:
 Andate subito, Freyberger, e portatemi il vostro rapporto.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
Freyberger mi dichiar, in seguito, che egli ammirava
il tipo convenzionale dellinvestigatore, ma che il metodo
dei Lecocq, Sherlock Holmes e C. in pratica gli pareva manchevole.
 Vedete  mi disse  in molti casi noi non seguiamo
le tracce dei passi, bens il lavoro di una intelligenza. I
delinquenti comuni possono essere ricercati secondo il
metodo di Sherlock Holmes. Questi vede nel fango delle
orme che presentano certi caratteri e conclude che le
scarpe che hanno lasciato quelle impronte sono passate
nel tale e tal altro luogo, dove si trova il terreno dal quale
pu essere stato trasportato quel fango. Il nostro Sherlock
Holmes vede tutto, non gli sfugge nulla. Se fossi un
criminale, mi augurerei dessere seguito da un poliziotto
come lui, poich seminerei qua e l delle tracce che egli
seguirebbe, studierebbe e che lo ingannerebbero eternamente.
Col suo metodo egli potrebbe catturare un muratore
che avesse ucciso sua moglie, ma mi domando se
potrebbe catturare me  concluse Freyberger ridendo.
Mi domanderete qual  il mio metodo  riprese dopo
un breve silenzio.  Ebbene, nei casi ordinari  il metodo
ordinario, nei casi straordinari, anche il metodo 
straordinario. Credo che nel nostro mestiere si debba tenere
un gran conto dellistinto. Per seguo anche qualche
teoria e qualche principio generale. Cos: ogni delitto
 un romanzo che contiene un protagonista, spesso
una protagonista, e un certo numero di caratteri. Il romanzo
finisce con un delitto. Dunque, quando sono
chiamato ad occuparmi di un caso veramente imbrogliato,
agisco come se leggessi lultimo capitolo dun romanzo:
cerco di ricostruire il principio.
Se nel capitolo che ho potuto leggere figura ancora
qualcuno dei personaggi, ci mi basta, talvolta: una personalit
me ne fa scoprire unaltra, un fatto me ne chiarisce
un altro, e cos di seguito, risalgo al primo capitolo.
Non trascuro n le tracce sul fango, n le macchie sui
vestiti, tuttaltro, ma cerco soprattutto di ricostruire lo
stato danimo del protagonista e di far rivivere il suo
passato. Ed  cos che si scopre il mistero. Se non  un
protagonista,  una protagonista, e ho potuto catturare
pi di un assassino, studiando il carattere e il passato di
donne che parevano esser loro completamente estranee.
Ho seguito queste teorie nel caso Gyde.  vero che
sono stato aiutato da un certo Hellier, ma questo non
cambia nulla ai miei principi.
Mentre il giovane investigatore andava verso Piccadilly,
provava un certo senso di disagio. Dunque, Gyde,
non sapendo che fare della testa della sua vittima, laveva
lasciata in casa sua. Ci provava linabilit
dellassassino e Freyberger pensava, con un leggero dispetto,
di trovarsi in presenza di un comune e banale delinquente.
Bisogna riconoscere che per questi uomini che amano
il loro mestiere, la gioia pi grande  sentirsi lanciati
verso lignoto allinseguimento di un criminale non comune.
Al suo arrivo, un funzionario di polizia si mise ai suoi ordini.
 Ebbene, Jenkins  gli disse linvestigatore  che cosa abbiamo scoperto?
 La testa di Sir Antonio Gyde, almeno a quanto
pare  rispose lagente.
Freyberger che stava togliendosi il soprabito, si ferm
interdetto, con un braccio immobilizzato dentro una manica.
 La testa di Sir Antonio Gyde?
 Il maggiordomo Raimondo  disse il funzionario
si dice quasi sicuro di riconoscerla per quella del suo padrone.
 stata trovata in un armadio della camera da letto.
Sono venuto subito a constatare il fatto, ma labbiamo
lasciata esattamente al posto dove  stata trovata.
 Benissimo. Venite con me.
Salirono al primo piano.
Nella camera di Sir Antonio, un armadio, alto e stretto,
era aperto. Su uno dei piani si vedeva la testa dun
uomo. La pelle del viso era stranamente disseccata e
oscurita; il labbro superiore era come rientrato, in un accesso
di sofferenza e lasciava vedere i denti, uno dei quali in oro.
Era una cosa orribile a vedersi, nondimeno Freyberger
prese la testa, lesamin, la soppes, come avrebbe potuto fare con un cavolo.
In quella stessa camera, la sera prima, Leloir era morto di paura.
Che cosaveva veduto? Che parte aveva avuto quella
testa nel terrore mortale del domestico?
Freyberger avvolse quel resto macabro in un panno e
la diede allufficiale, perch la portasse allObitorio.
Poi scese a interrogare Raimondo.
Lo trov tutto tremante e pallido nella stanza della servit.
Gli domand se era sicuro che si trattasse della testa
del suo padrone; egli rispose affermativamente, per aggiunse
che il viso era pi bruno e raggrinzito di quello
di Sir Antonio e pareva quello di una persona morta da parecchio tempo.
Il caso diveniva pi complicato e pi oscuro che mai.
Se quella era la testa del multimilionario, lassassino di
Klein era dunque stato assassinato a sua volta!
Ma Sir Antonio Gyde era stato veduto dai suoi banchieri
nella mattinata stessa, aveva ritirato i gioielli della
sua defunta moglie e ne aveva firmato la ricevuta.
Era dunque stato assassinato in seguito?
Era luna e qualche minuto. Gyde era uscito dalla
banca poco dopo le dieci; avrebbe dovuto essere stato
ucciso, decapitato e la sua testa esser stata portata nella
casa di Piccadilly, nello spazio di tre ore. Era materialmente
impossibile, tanto pi che la pelle incartapecorita
e i lineamenti alterati lasciavano supporre che la morte non fosse recente.
Ad ogni modo, Freyberger si sentiva perfettamente
convinto duna cosa, e cio che se quella spoglia macabra
apparteneva a Gyde, aveva senza dubbio qualche
rapporto con la morte di Leloir. Ma quale rapporto?
Freyberger si fece dare da Raimondo lindirizzo del dentista di Sir Antonio e usc dalla casa tragica.
...
.
...
Capitolo 13.
...
.
...
Era luna e mezzo. Freyberger decise di andare a colazione
prima di ritornare a Scotland Yard. Durante il
pasto non pens neppure una volta al caso Gyde. Sapeva
che  utile lasciar riposare un problema, e aveva la facilit
di distogliere lattenzione da un soggetto per portarlo
su un altro... soprattutto quando questo secondo era la
scelta di una lista di vivande. Era un buongustaio e sapeva
apprezzare la buona cucina.
Quando ebbe finito accese un grosso sigaro e si diresse
a Scotland Yard.
Aveva ripreso le sue riflessioni sullenigmatico caso.
Riand con la mente a tutti gli elementi conosciuti. Decisamente
la matassa era molto ingarbugliata e il mistero
veniva reso pi oscuro da ogni avvenimento che sopraggiungeva.
Linvestigatore sentiva che se avesse vissuto
centanni, non gli si sarebbe mai pi presentato un
caso cos strano e complicato.
Percorreva la popolosa Regent Street fumando il suo
sigaro, quando si sent sotto limpressione di quello strano
sesto senso, che ben pochi possiedono, che permette
di vedere senza lausilio degli occhi, di udire suoni impercettibili
allorecchio, quel senso che ci fa dire a un
amico incontrato improvvisamente: Oh, guarda, pensavo a te proprio stamane!
Freyberger ebbe dunque limpressione che, in qualche
parte, nellombra, agisse unintelligenza criminale, una
mente forte, una specie di gigante malvagio e astuto,
contro il quale, lui, Freyberger, iniziava una lotta senza tregua.
Non avevano ancora preso contatto, ma linvestigatore
sentiva la presenza di quel nemico, esattamente come
sindovina la presenza duna persona in una stanza buia.
Quando arriv a Scotland Yard, trov un fatto nuovo:
un cocchiere si era presentato dicendo che aveva condotto 
Sir Antonio Gyde la notte precedente.
Il direttore non era ancora tornato in ufficio e Freyberger
si mise subito a interrogare luomo.
Il cocchiere dichiar che Sir Antonio aveva preso la
sua vettura in Piccadilly, quella stessa notte, un po prima
delluna e si era fatto condurre in Howland Street.
Era sicuro che quel cliente fosse Sir Antonio Gyde?
Perfettamente sicuro; laveva condotto molte altre volte
e lo conosceva benissimo come, del resto, lo conoscevano
tutti i cocchieri del quartiere.
Egli stava passando, col cavallo al passo, davanti alla
casa di Sir Antonio, quando questi era uscito guardandosi
attorno, poi, scorta la vettura, aveva fatto cenno al cocchiere.
Aveva dato il nome di Howland Street senza indicare
il numero; aveva fatto fermare la vettura circa a met
della via ed era sceso dopo aver pagata la corsa con una
moneta da cinque scellini senza aspettare il resto.
Traversata la strada, aveva aperto una porta con la
chiave, era entrato e aveva richiuso.
 Potreste riconoscere la casa?  domand Freyberger al cocchiere.
Questi disse che credeva di poterla ritrovare; era una
casa scura di fianco a una facciata intonacata di fresco.
 Comera vestito Sir Antonio?
 Tutto di nero, con un cappello a tesa larga... e aveva in mano una valigetta nera.
 Bene  disse Freyberger.  Avete qua fuori la vostra vettura?
 S, signore.
 Allora conducetemi in Howland Street e se mi saprete indicare la casa in cui  entrato Sir Antonio, vi dar una buona mancia.
Uscirono. Freyberger sal sulla vettura che part di corsa.
Era verosimile che un milionario del temperamento di
Gyde avesse preso in affitto, per suoi fini particolari,
una casa in una localit eccentrica, ma avrebbe potuto scegliere un quartiere pi allegro.
Dopo aver percorso un centinaio di metri in Howland Street, la vettura si ferm.
  qui  disse il cocchiere indicando alla destra una
facciata cupa e sudicia.  Salvo errore, questa  la casa.
 Aspettatemi  disse linvestigatore scendendo dalla vettura.
La porta, il martello, il bottone del campanello, tutto
era in un ripugnante stato di sudiciume e dincuria; un
vecchio tappeto pendeva da una finestra e una brocca di
latte era posata a terra davanti alla porta.
Buss e suon varie volte prima di ricever risposta.
Finalmente una donna malvestita, brutta e sudicia, apparve.
 Siete voi la padrona di questa casa?  domand linvestigatore.
 S.
 Vorrei entrare e parlarvi un momento.
  impossibile disse la donna.  Se volete il signor
Tidmus  partito e ritorner chiss quando. Chi volete?
 Non domando di nessuno in particolare. Desidero
farvi qualche domanda alla quale sarete certamente contenta
di rispondere dato che sono un ispettore di Scotland
Yard. Questa notte, tra mezzanotte e luna,  venuto
qui un uomo che ha aperto con la chiave. Era un
uomo con la barba, che portava un cappello largo e aveva
una valigetta in mano. Che cosa sapete di quelluomo?
 Ben poco! Ma che cosa gli  capitato?
 Se mi permettete dentrare, ve lo spiegher.
Ella lo condusse lungo un corridoio fino a una piccola stanza male illuminata.
 Non  quello che gli  capitato,  lui stesso che
minteressa  continu linvestigatore.  Abita qui?
 No  rispose la proprietaria.  Se parlate di quello
che  venuto stanotte, si  presentato con una lettera del
signor Kolbecker, il quale mi pregava di lasciare al latore la sua camera per la notte.
 Ah!
 Era circa luna, vegliavo per aspettare il signor Giles
che suona il trombone in un teatro e ritorna sempre
tardi. Sentii una chiave girare nella serratura, uscii nel
corridoio e mi trovai in presenza delluomo che mi avete
descritto. Mi domand se ero la signora Stevens, gli
risposi di s. Che cosa desiderate? gli domandai. Il
signor Kolbecker mi ha consegnato la sua chiave e mi
permette di disporre della sua camera per questa notte.
Oh dissi, ed egli continu: S, signora, ho una lettera
del signor Kolbecker. Mi diede la lettera che era infatti
scritta dal signor Kolbecker e che autorizzava il latore a
servirsi della sua camera. Benissimo dissi le lenzuola
sono pulite. Come vi chiamate? Si mise a ridere...
dun riso strano, ma poco importa. Antonio rispose.
Antonio cosa? Antonio, e basta. Gli mostrai la camera
ed egli mi augur la buona notte e si chiuse dentro.
Questa mattina alle otto  partito, dopo aver regalato
uno scellino alla domestica.
 Avete la lettera?
 No, se l tenuta.
 Quanto tempo  rimasto qui il signor Kolbecker?
 Sei mesi circa. Da sei settimane  nel Cumberland.
 Oh, nel Cumberland? E che cosa fa questo signor Kolbecker?
  uno scultore, una persona molto per bene, che
paga puntualmente. Anche assente, tiene la camera e mi manda il danaro ogni quindici giorni.
 Avete qualche lettera sua?
 Credo di avere lultima.
And a frugare in un cassetto che conteneva mille cianfrusaglie.
 Ah, eccola! No, c soltanto la busta.
 Datemi quella  disse Freyberger.
Era una piccola busta di carta ordinaria; la scrittura
dellindirizzo era strana e poco comune. Cerano tre
timbri postali, Skirwith, Carlisle e Londra.
  la sua scrittura?  domand linvestigatore.
 S.
 Dovete lasciarmi questa busta.
 No  disse la donna con improvvisa diffidenza. 
Rendetemela! Siete venuto qui a farmi delle domande
sul mio inquilino, ma chi mi prova che siete della polizia?
Rendetemi quella busta.
Freyberger se la mise in tasca.
 Se volete delle prove, chiamate un agente, mi conoscono tutti. Ed ora ascoltate: il signor Kolbecker vi ha lasciato sei settimane fa, per andare nel Cumberland. Lavete pi riveduto da allora?
 No.
 Ebbene, secondo le nostre informazioni, il signor
Kolbecker  andato difatti nel Cumberland, ha preso in
affitto un padiglione, sotto il nome di Klein ed  stato
assassinato ieri sera, in casa sua.
 Assassinato!  esclam la donna a bocca aperta
per lo stupore, guardando fissamente il funzionario.
 S, assassinato, e luomo che  venuto qui questa
notte  probabilmente il suo assassino.
La donna si lasci cadere su una sedia, sempre con gli
occhi fissi su Freyberger. Non poteva manifestare a parole
il suo stupore, ma lo dimostrava coi gesti e con una
viva emozione nella quale tuttavia non appariva un gran
dispiacere.
Freyberger, dandole tutte quelle informazioni, si era
allontanato dalla sua regola ordinaria che era quella di
non dire mai nulla, ma in quel momento il suo scopo era
di visitare la camera di Kolbecker. Ora, non aveva un
mandato di perquisizione e il tempo era prezioso. Voleva
arrivare al pi presto a chiarire il mistero Gyde e il
mezzo pi rapido per indagare su Kolbecker era dinteressare
la donna alla faccenda,
 Dunque, vedete  continu  non sono venuto qui
per divertirmi, n per farvi perder tempo. Sarete certamente
chiamata a testimoniare, ma, nel frattempo, vorrei
vedere la camera del signor Kolbecker. Sono sicuro che
non vorrete ostacolare lazione della giustizia.
 Oh  disse la donna.  Se non  che questo, potete
visitare la camera, ma non c gran cosa da vedere, poich
il mio inquilino ha portato tutte le sue robe con s, quando  partito.
 Allora faremo pi presto  disse linvestigatore ridendo.
La padrona si alz e lo condusse al terzo piano.
Freyberger conosceva la casa senza averla mai veduta.
Era una di quelle pensioni dinfimo ordine, tanto comuni
nelle grandi citt, dove vivono artisti mancati, suonatori
di caff-concerto, stranieri in cerca di occupazione.
Pensioni dove un povero diavolo pu vivere con dieci
scellini la settimana... e con la speranza nellavvenire.
Dove pu accadere tutto, dallomicidio alla composizione di un oratorio sublime.
La donna apr una porta in fondo al corridoio.
 Questa  la camera  disse.
Il locale era ammobiliato sommariamente. Il letto era
addossato a una parete. Contro la parete opposta cera
un cassettone con lo specchio sopra. In mezzo, una tavola
coperta da un tappeto rosso, sbiadito. Due seggiole
di legno completavano la mobilia. Sul pavimento non
cera tappeto. Dietro la porta, era nascosto un vecchio baule.
Freyberger rimase per un attimo sulla soglia, come se
cercasse di rendersi conto della fisonomia della stanza...
ma non vide in questa alcuna atmosfera personale, alcuna
traccia particolare, nulla che potesse rivelare lo stato
danimo, la personalit delluomo che laveva occupata per ultimo.
E vi regnava un ordine perfetto.
Freyberger esamin accuratamente il pavimento, poi
il vano del caminetto. And a sollevare il coperchio del
vecchio baule. Era vuoto. Assolutamente vuoto.
I due cassetti superiori del cassettone erano pure vuoti.
Ma il terzo era pesantissimo e linvestigatore dur fatica a tirarlo fuori.
Era pieno di frammenti di marmo.
Freyberger emise unesclamazione di sorpresa.
 Il signor Kolbecker mi ha raccomandato di non
toccare questa roba, per nessun motivo  disse la donna
  un vecchio affare di marmo che ha fatto in pezzi prima di partire.
Linvestigatore non rispose, stava esaminando con
somma attenzione i frammenti di marmo.
Non erano dei pezzetti di marmo qualunque, ognuno
di essi era ruvido su alcune superfici, ma aveva almeno una superficie levigata.
Linvestigatore non ebbe bisogno di studiarli a lungo
per rendersi conto che si trattava dei frammenti di un
pezzo di scultura, probabilmente di un busto che Kolbecker 
aveva fatto in pezzi per qualche motivo, prima
dintraprendere il suo misterioso viaggio nel Cumberland.
S, non cera dubbio possibile. Quello che giaceva in
pezzi nel cassetto, era stato un busto, non era difficile
trovare le caratteristiche di un viso. Freyberger scorse
qua un frammento di naso sottile, con le narici delicate,
l, le curve del mento, accanto a un particolare della fronte.
Linvestigatore ripose nel cassetto i frammenti di marmo e si mise a riflettere.
Kolbecker, luomo che Gyde aveva ucciso, cominciava
a prendere ai suoi occhi unimportanza maggiore di
quel che egli non avesse creduto.
Quale mistero circondava quelluomo?
Si era recato nel Cumberland per ricattare Gyde, si
era fatto chiamare Klein... Tutto questo era abbastanza
verosimile. Ma perch lassassino aveva commesso
limprudenza, davvero inverosimile, di lasciare accanto
al cadavere la lettera di minaccia?
Ed era pure verosimile che Gyde, esasperato, avesse
ucciso luomo che lo ricattava, ma perch laveva decapitato?
E perch Klein o Kolbecker che fosse, aveva
dato con tanta facilit a Gyde la lettera di presentazione
per la sua padrona di casa, dando cos modo, al suo futuro
assassino di trovare un asilo sicuro, per la notte?
E infine, perch luomo aveva fatto a pezzi quel busto
di marmo prima di partire per il Cumberland?
Tutte queste domande si presentavano alla mente
dellinvestigatore con una vivezza nuova... Chi era, che
indefinibile personalit aveva luomo misterioso? Kolbecker
o Klein, artista povero o ricattatore, una cosa era
certa: bench egli fosse la vittima del dramma che la
mente decisa e pronta di Freyberger cercava di chiarire,
non era, in quel dramma, un personaggio simpatico.
E linvestigatore ebbe la presciente certezza che la
chiave del mistero non era rintracciabile se non nel passato di Kolbeker.
In ogni modo, il busto doveva essere stato distrutto
per un motivo importante. Quella distruzione doveva essere
costata tempo e fatica e non era immaginabile che
un uomo distruggesse una scultura in marmo, prima di
accingersi a un viaggio, per puro capriccio e senza un movente preciso.
Ma per scoprire quel movente bisognava anzitutto ricostruire
il busto e sapere di chi riproduceva le fattezze.
Non era unimpresa facile, ma Freyberger conosceva
il solo uomo che fosse capace di portarla a buon fine.
In circostanze ordinarie i frammenti sarebbero stati
portati al Quartier Generale della Polizia per servire, al
caso, da elementi probatori. Ma quel modo di procedere
avrebbe fatto perdere a Freyberger un tempo infinito. E
linvestigatore aveva lo strano presentimento che vi fosse
in quei detriti di marmo un indizio nascosto che,
emergendo, avrebbe proiettato su tutta la faccenda, una luce nuova.
Decise dunque di non portare per il momento ci che
aveva trovato, ai suoi superiori, e, al fine di guadagnar
tempo, pens di rivolgersi a un uomo che conosceva e
che poteva essergli di prezioso aiuto.
 Ho bisogno di portarmi via il cassetto e quel che
contiene  disse alla donna che lo guardava senza aprir
bocca.  Sono disposto a darvene ricevuta e anche, se
volete, a versarvi subito il valore del cassetto.
 Va bene  disse la donna  capisco che non posso
impedirvi di far questo, dopo quanto  avvenuto. Il cassettone
mi costa quindici scellini e capirete benissimo
che, senza un cassetto non serve pi a nulla...
Freyberger, senza discutere, scrisse una ricevuta sulla
pagina del suo taccuino, strapp la pagina e la consegn
alla proprietaria insieme a una sterlina.
Ecco  disse.  I cinque scellini sono per la coperta
che mi darete per involgere il cassetto. Guardate se avete
anche un pezzo di corda.
La donna and a cercare quel che linvestigatore le
aveva chiesto. E, insieme, impacchettarono il cassetto.
Portando fra le braccia quel voluminoso fagotto,
come se fosse un bambino, linvestigatore scese le scale,
usc sulla strada chiam unautopubblica e diede
allautista un indirizzo nel quartiere di Soho.
...
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Capitolo 14.
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La vettura nella quale era salito Freyberger si era fermata
davanti a un negozio dantiquario le cui vetrine
erano piene di statuette, di vecchie ceramiche e di quadri.
Cerano spade e ventagli del Giappone, corazze medioevali,
opere darte di tutte le epoche e di tutti i paesi.
Il negoziante, seduto dietro il suo banco, fumava pigramente
una sigaretta. Era un vecchio greco dalla testa
di profeta e dalle mani fini. Si chiamava Antonides e si
sapeva che dietro la sua fronte incartapecorita albergava
una scienza profonda dellarte antica e moderna. Antonides
amava la bellezza delle opere umane e se ne intendeva.
Una bella rosa non gli diceva niente, ma unopera darte lo commuoveva.
Faceva dellarte per amore dellarte, ma negoziava
per amore del danaro. La sua ricchezza era valutata a
pi dun milione e viveva con cinque scellini la settimana.
Non aveva n amore, n odi, n cuore, n moglie, n
figli, n amici... nulla, allinfuori del danaro e una grande
conoscenza degli uomini e dellarte.
Cerano molti oggetti curiosi nel negozio di Antonides,
ma il pi curioso di tutti era lui stesso, in vendita
anche lui del resto; era questione di prezzo.
Egli salut Freyberger con un cenno del capo.
 Vorrei che mi faceste un lavoretto, signor Antonides.
 Che lavoretto, signor Freyberger?
 Oh, sar poca cosa per voi, ma sarebbe difficile per un altro.
 Ah!
 Vorrei che mi restauraste un... non so bene che
cos, ma suppongo un busto di marmo che si  rotto.
 S.
 Ma vorrei che inoltre mi faceste presto questa riparazione.
 La rapidit ha dei limiti. Mostratemi questoggetto.
Freyberger and a prendere il pacchetto nella vettura, lo pose su una tavola e lo aperse.
Antonides esamin i frammenti.
 Lo ricostruiremo  disse dopo aver esaminato i pezzi.
 Quanto tempo occorrer?
 Oh, tre giorni.
 Non  possibile, ne ho bisogno per domani mattina.
Antonides alz le spalle.
 Vediamo  continu Freyberger  quanto prendereste
per farlo in tre giorni?
 Bisogna che teniate conto che non li faccio pi io questi lavori in marmo, divento vecchio, signor Freyberger...
 Tutti invecchiamo. Quanto prendereste dunque?
 Divento vecchio  ripet Antonides, come non
avesse udito  e mi occorre molto denaro, ho bisogno daiuto, mi sono procurato un aiutante, un Alsaziano che si chiama...
 S, s, ma quanto prenderete?
 Un momento, voglio spiegarvi la mia posizione.
 S, daccordo... ma...
 Voi sapete che cosa sono i geni... sono ragazzi viziati. 
Il genio che riparer questo busto sta per sposarsi...
 Ma che diavolo mimporta se...
 Un momento: un genio  difficile da contentare,
ma un genio che sta per sposarsi  peggio ancora. Gli
domando di restaurare questo busto? Accetta, ma  innamorato e non ha voglia di affrettarsi tanto. Tre giorni, s, sette sterline... e credo che potr deciderlo a eseguire il lavoro.
 Ebbene  disse Freyberger che conosceva il suo uomo  tre giorni non mi vanno proprio. Mi occorre il busto restaurato per domani mattina alle dieci.
Antonides non rispose nulla sul momento ma prese unenorme tabacchiera sul banco, annus una presa, richiuse la tabacchiera, e mise a posto. Soltanto allora sorrise e scosse la testa.
 Domattina alle dieci  ripet ostinatamente linvestigatore.
 Impossibile.
 In questo genere di cose nulla  impossibile per voi, se uno paga.
 Dovrei vegliare tutta la notte.
 Perch? Avete detto che avete un aiutante...
 S, ma dovremo lavorare tutti e due.
Poi a un tratto:
 Venti sterline?
 Ve ne dar dieci.
 Non lascio mai discutere i miei prezzi.
 Vi dar dieci sterline.
 No, non uno scellino meno di venti sterline, non
un penny di meno. Tenete conto del mio affitto, delle
imposte sul reddito che non ho ancora pagate.
Questanno mi hanno estorto duecento sterline per questa imposta soltanto!
 Duecento sterline dimposta sul reddito?
 No, volevo dire cinquanta. Sono povero, signor
Freyberger... No, no, neppure un penny di meno di venti sterline.
 Benissimo. In questo caso, conosco qualcuno che
lo far, gi che voi non volete.
E rifatto linvolto si avvi verso la porta.
 Diciotto sterline  grid Antonides al momento in
cui linvestigatore stava per aprire la porta.
 No, vi dar quindici sterline.  la mia ultima parola.
 Daccordo  disse Antonides.
A dir la verit, avrebbe fatto il lavoro anche per cinque
sterline o per niente addirittura, dopo che aveva intuito,
alla vista dei pezzi, che si trattava duna vera opera
darte dun valore reale e che aveva sperato di poterla comperare.
Freyberger usc dal negozio, risal in vettura e si fece condurre a Scotland Yard.
Il Ministero della Guerra dorme qualche volta; tutti
sanno che il Ministero della Marina si pu permettere di
abbandonarsi alle proprie fantasticherie, ma il Quartiere
Generale della Polizia non dorme mai.
La ricerca dei delinquenti costituisce la sua funzione
principale, ma ne ha altre ancora, una delle quali  la paterna
sorveglianza di coloro che hanno pi o meno disobbedito
alla legge. Tutti costoro hanno la loro scheda
a Scotland Yard e sono conosciuti meglio che non si conoscano
da loro stessi. La polizia ha notato la loro statura,
il loro peso, il colore dei capelli, limpronta delle
dita, ha la loro fotografia, lindirizzo delle loro successive
abitazioni, il nome dei loro amici.
Quando viene commesso un delitto di speciale natura
da qualche sconosciuto, si fanno ricerche tra i delinquenti
che hanno perpetrato delitti analoghi.
Non c quindi da stupirsi che nel caso del delitto
commesso da Sir Antonio Gyde le ricerche fossero pi
difficili che se si fosse trattato dun delinquente di professione.
Il non professionale non ha complici che possano tradirlo,
non adotta metodi conosciuti, sfugge spesso ai sospetti,
grazie alla sua ignoranza dei mezzi classici per
allontanare i sospetti stessi.
Mentre Freyberger proseguiva le sue indagini, la polizia
non rimaneva inattiva.
Dalle undici del mattino era stata stabilita una sorveglianza
in tutti i porti dellInghilterra; nessuno che presentasse
qualche somiglianza con Sir Antonio Gyde
avrebbe potuto partire senza essere interrogato.
Tutti i giornali del mezzogiorno pubblicarono il suo
ritratto. Centocinquanta agenti erano nelle stazioni e
sorvegliavano le partenze dei treni. Si sa che limportante
 agire rapidamente. Le prime ore dopo il delitto sono
le migliori, il delinquente non pu aver avuto il tempo
di portare a compimento il suo piano di fuga. Non per
questo la sorveglianza diminuisce in seguito; i buoni segugi
sanno che dopo qualche mese molti delinquenti cominciano
a respirare e a rallentare le loro precauzioni,
poi un giorno fanno una falsa manovra, hanno un momento
di distrazione e sentono una mano pesante abbattersi sulle loro spalle.
Quando Freyberger rientr a Scotland Yard trov il
suo direttore in conferenza con vari funzionari, investigatori e periti.
A Londra, quando avviene un delitto grave e molto
enigmatico, si riunisce il consiglio dei sette, ci che non
vuol dire che i membri siano sempre sette. Quel giorno
non erano che quattro, compreso il direttore.
Erano seduti nellufficio del direttore. Questi, con la
penna in mano, era seduto alla scrivania.
Lispettore Frost, dal viso glabro e dallaspetto giovanile,
era seduto di fronte a lui. Pi lontano, col cappello
in mano, in procinto dandarsene era un uomo di media
statura dai capelli e i baffi neri, dagli occhi straordinariamente
vivi e penetranti. Era il professore Salt, medico
legale. Aveva esposto il risultato delle sue osservazioni
riguardo alla testa trovata in casa di Gyde, quando arriv Freyberger.
Il dentista che aveva curato Sir Antonio era in vacanza
al Cairo di modo che era impossibile ottenere la sua
testimonianza riguardo alla testa misteriosa. Tutte le altre
persone consultate avevano emesso giudizi differenti: le une dichiaravano che si trattava realmente della testa
di Sir Antonio, altre non ci vedevano che una vaga
somiglianza, altre ancora escludevano in modo assoluto
che quelli fossero i lineamenti del grande finanziere.
Tutte le persone in questione appartenevano alle classi
sociali pi disparate: camerieri di ritrovi pubblici, inservienti
di circoli, amici personali di Sir Antonio, banchieri, agenti di borsa.
Quando Freyberger, che non faceva parte del Consiglio
dei Sette, ma che questa volta aveva lonore di partecipare
alla deliberazione, dato che era stato incaricato
delle indagini, ebbe richiuso la porta dietro a s, salut il
suo capo e si sedette modestamente in un angolo dellufficio.
Il professor Salt finiva di dare il suo responso:
 Vedete dunque che vi sono grandi difficolt per
determinare esattamente da quanto tempo questa testa 
stata separata dal corpo.  stata trattata con qualche sostanza
corrosiva che ne ha decolorato lepidermide e ha
alterato i tessuti. Questa epidermide ha, secondo me,
lapparenza disseccata del prosciutto affumicato. Ma
sulla pelle non v alcuna traccia di residui. I tessuti
sono talmente disseccati che la testa potrebbe essere
staccata dal corpo da pi di un anno, ma pensando che
siano state usate delle sostanze attivissime, ancora poco
conosciute, non escludo che potesse essere viva dieci o
dodici ore prima del suo rinvenimento.
Ora, ci che posso affermare  che  stata staccata
dal tronco da un abile anatomista. Ho visto altre teste tagliate, 
ma nella maggior parte dei casi erano state staccate
in seguito alla rottura delle vertebre cervicali. Qui
la sezione  stata praticata al disopra della prima vertebra,
senza traccia di frattura alla base del cranio. La
lama tagliente era certamente condotta da una mano abile
e non so se io stesso saprei fare un taglio cos perfetto, cos netto, cos elegante.
Detto questo, il professore si abbotton il soprabito,
salut il capo, fece un cenno con la testa agli altri presenti e se ne and.
 Ebbene, Freyberger  disse allora il direttore.  Che notizie mi portate?
 Prima di darvi il mio resoconto, permettetemi due
domande: il dentista ha risposto? i banchieri Coutt hanno
esaminato la scrittura di Sir Antonio Gyde?
 Il dentista  assente, e non pu essere richiamato.
Quanto ai banchieri ecco: Sir Antonio  andato ai loro
uffici e ha firmato una ricevuta dei gioielli di sua moglie.
Questa ricevuta  stata passata al direttore della
banca, che ha consegnato lui stesso i gioielli.
La ricevuta era stata preparata in precedenza e Sir
Antonio la diede anzitutto a un impiegato che lo conosceva
benissimo. Questimpiegato gli domand se voleva
vedere il direttore, ma Sir Antonio rispose di no, perch
aveva fretta. Quelluomo si dice pronto a giurare
sulla Bibbia, che  stato proprio Sir Antonio Gyde colui
che ha firmato la ricevuta. Il capo cassiere prese la ricevuta
dalle mani del direttore e non vi trov nulla a ridire.
Qualche ora fa, pregato da noi, lha ripresa ed esaminata; 
dice che  certamente la scrittura di Sir Antonio,
ma che c qualcosa che colpisce... Non  un falso, ne 
sicuro, ma c una quasi impercettibile modificazione
alla scrittura abituale di Sir Antonio. Aggiunge che
scommetterebbe qualunque somma sullautenticit di
quella firma. Secondo lui, sembra che, al momento in
cui ha scritto, Sir Antonio fosse in uno stato danimo
fuori del normale. Credo di capire ci che intende dire il
cassiere. Egli  assuefatto allo studio delle firme come
tutti i suoi colleghi tanto che essi arrivano a poter dire se
il loro cliente  contento o no, sofferente, preoccupato,
agitato, a seconda della sua firma. Dunque, secondo il
capo cassiere, Gyde doveva essere in preda a una forte
emozione quando aveva firmato la ricevuta.
Freyberger ascolt attentamente, poi espose il risultato delle proprie indagini.
Disse che Gyde si era fatto condurre in Hawland
Street e aveva mostrato una lettera di Kolbecker del
quale aveva occupato la camera; che questo Kolbecker
era andato nel Cumberland, ma aveva tenuto la sua camera
e inviava regolarmente la quota daffitto per posta.
 Ho potuto procurarmi la busta che conteneva
lultimo invio  disse traendola dal portafoglio.
 Fate vedere  disse il direttore.
Vi gett unocchiata e parve subito molto interessato.
 Lispettore di polizia di Carlisle mi ha mandato le
lettere di minaccia di Klein  disse  sono arrivate
unora fa e posso dire senzaltro che la scrittura di Kolbecker
e quella di Klein sono identiche. Ve ne renderete conto voi stesso.
Confront ancora le due scritture, poi le pass agli altri
presenti. Non cera dubbio possibile: Kolbecker e
Klein erano la stessa persona, poich non c esempio al
mondo di due scritture identiche al punto da poter essere
sovrapponibili come lo erano le poche parole uguali che si trovavano nei due documenti.
 Gyde  disse lispettore Fros  deve costretto la
sua vittima a scrivere quella lettera di presentazione alla
sua padrona di casa. Era certamente deciso ad uccidere
Klein e si preoccupava di trovare un luogo dove nascondersi
durante la notte. Non poteva rimanere in casa propria
dove avrebbe potuto essere arrestato da un momento allaltro.
 Eppure  disse Freyberger  la mattina dopo si 
presentato ai suoi banchieri, cosa ugualmente pericolosa.
 Ci che mi stupisce  disse lispettore Fros   che
sia andato a casa sua anche per un minuto solo. Sappiamo
che in viaggio aveva gi i suoi gioielli; gli sarebbe
stato facile mandare avanti domestico e segretario coi
bagagli dicendo che sarebbe ritornato nella notte, e poi scomparire.
 Se avesse agito cos il povero cameriere Leloir non sarebbe morto di paura.
Segu un lungo silenzio.
 Rimane la questione della testa trovata in casa di
Gyde. Non  quella di Klein, perch questi non aveva la
barba. Daltra parte abbiamo saputo che larmadio dove
 stata trovata era vuoto il giorno prima; deve quindi esservi
stata messa nella notte, o da Gyde o dal suo cameriere,
dato che soltanto loro sono entrati in quella camera.
Sappiamo che un delitto  stato commesso a Blencarn
da Gyde. Non c dubbio possibile. Una dozzina di
testimoni ha riconosciuto il corpo di Klein. Gyde  stato
veduto sulla strada verso il padiglione,  stato veduto
entrare e uscire. Allora, Gyde avrebbe dovuto portare a
Londra due teste: quella di Klein e quella che  stata ritrovata.
Vi fu un altro silenzio. Poi Freyberger raccont la
scoperta dei frammenti di marmo e ci che ne aveva fatto.
 Ho agito sotto la mia responsabilit, per guadagnar
tempo  disse.  Domani sapremo ci che rappresenta quel marmo.
 Avete fatto benissimo  disse il direttore.  In un
caso complicato come questo, la verit si scopre a poco
a poco e non bisogna trascurar nulla. Uno dei punti che
mi colpisce maggiormente  quella scienza anatomica,
quellabilit di mano della quale ha parlato il professor Salt.
Il direttore si ferm perch qualcuno aveva bussato
alla porta. Entr un agente che consegn un plico al capo.
 Ah  esclam questi dopo aver dato unocchiata
alle carte.  Ecco il rapporto medico sul cadavere trovato nel padiglione.
Corpo dun uomo ben nutrito e vigoroso, vestito di
grigio. Abiti tagliuzzati con un temperino, ma nessuna
ferita apparente sul corpo. Testa tagliata evidentemente
da un abile anatomista. Legamenti ben divisi. Prima
vertebra perfettamente contornata...
 Mi pare che tutto questo, invece di chiarire il mistero
lo renda sempre pi fitto. Noi siamo sicuri che ieri
nel pomeriggio Gyde  andato da Klein;  rimasto
unora con lui ed  uscito con una valigetta in mano. Un
ragazzo non ha mai perduto docchio il padiglione. Poco
tempo dopo la partenza di Gyde egli ha gettato uno
sguardo nellinterno e ha scorto Klein, steso in terra,
senza testa. Tutto ci indica che due uomini soltanto
hanno preso parte al dramma: Gyde e Klein.
 Non potrebbe darsi che un altro personaggio fosse
nascosto in unaltra stanza del padiglione?  domand lispettore Fros.
 Non mi pare probabile  rispose il direttore.  Non
sapremmo che farcene di questo terzo personaggio. Il
nodo della questione  questo: Gyde uccide Klein e lo
decapita. La testa trovata nellarmadio di Gyde dovrebbe
essere quella di Klein, ma non  quella di Klein, perch
questi non portava barba e la testa ha la barba.
Possiamo dire quasi con certezza che Klein non 
stato assassinato e che la vera vittima  un uomo che assomiglia
a Gyde, il presunto assassino. Molte persone
affermano che la testa  quella di Gyde. In ogni caso, io
sono convinto che la testa trovata a Londra e il corpo
trovato nel Cumberland sono due parti di uno stesso individuo.
Daltra parte, noi sappiamo che Sir Antonio Gyde
uscito dal padiglione, ritorna al suo castello, prende il
treno per Londra, entra in casa sua, dunque  vivo. Sappiamo
che un uomo che gli somiglia  stato ucciso, sappiamo
che Klein ha ricattato Gyde, perch dunque Sir
Antonio ha ucciso un altro?
 E perch...  disse Freyberger  perch quelle lettere
di minaccia lasciate nel padiglione? Solo un novellino
pu essere capace di un simile errore, eppure la cosa 
stata condotta con tale sangue freddo che non pare possibile
che lassassino non abbia pi pensato a quelle lettere
che lo designavano. Se posso dire il mio parere, signor
direttore, penso che in questa faccenda vi siano
molte circostanze contraddittorie. Non mi sono ancora
mai trovato di fronte a un simile groviglio di avvenimenti.
Il caso potrebbe aver prodotto tutte queste circostanze,
ma la loro coincidenza mi sorprende. Gyde pu
essere andato da Klein per ucciderlo, pu aver incontrato
nel padiglione un altro uomo, pu aver ucciso
questuomo per una ragione qualsiasi, e avergli tagliato
la testa. Pu aver lasciato le lettere che Klein gli aveva
scritte, per semplice dimenticanza, e pu aver obbligato
Klein a dargli quella lettera di presentazione per la sua
padrona di casa. Il cameriere Leloir pu esser morto
semplicemente daneurisma. Sono tutte cose possibili,
verosimili; ogni ipotesi presa a s, non ci sorprenderebbe,
ma, prese tutte insieme, formano una combinazione
che ci disorienta. Se tutto questo non  effetto del caso,
chi pu averlo preparato? Non pu essere che lopera di
unintelligenza sottile e profonda. Il delinquente ha mescolato
glindizi e organizzato questa coincidenza per
disorientarci. Se Gyde  lassassino, bisogna riconoscere
che ha commesso molti errori:  andato al padiglione
apertamente, in automobile; ha lasciato delle lettere che
spiegano il motivo della sua visita, ha tagliato la testa,
ma ha lasciato il corpo della sua vittima;  rientrato in
casa propria a Londra ed  andato alla sua banca mentre
avrebbe potuto ritirare i gioielli e realizzare il danaro prima del delitto.
 Un momento!  disse il direttore  Gyde era di carattere
irritabile, pu aver commesso il delitto in un momento
di collera e forse quella collera stessa gli ha fatto dimenticare le lettere.
 S  disse Freyberger  ma la mano che ha separato
la testa della vittima dal corpo era sicura e non tremava.
E poi, si pu capire lomicidio, ma quella decapitazione!
Perch? Se la testa appartiene a un terzo individuo,
Gyde aveva dei gravi motivi per agire cos; ma, allora,
perch ha abbandonato quella testa nella sua casa
di Londra? Secondo me, tutti questi errori sono stati
commessi da un pazzo e Sir Antonio non pu averli
commessi, dico non pu, perch sono troppo numerosi
per essere attribuiti a qualcuno dotato della ragione. Siamo
quindi condotti a supporre che Gyde non abbia nulla
a che fare col delitto e che questo sia stato commesso da
una persona che ha cercato di sviare le ricerche.
Un mormorio di ammirazione per la logica del giovane
investigatore segu il suo discorso.
 La vostra argomentazione  abile  disse il direttore.
 Per se non  stato Gyde,  stato qualcun altro che
ha cercato di far ricadere la colpa su di lui. In ogni
modo,  riuscito a farci spiccare un mandato di cattura
contro Gyde. Avete qualche cosa da aggiungere, Freyberger?
 Soltanto questo: il dottor Murrel si occupa di studiare
le immagini rimaste sulla retina del cameriere Leloir.
Non so se riuscir, ma pare che in questo caso possa
essere pi facile del consueto, poich lultima immagine
che ha colpito la retina era vivamente illuminata
dalla luce elettrica e daltra parte la morte istantanea ha
impedito che alcunaltra immagine si sia sovrapposta a
quella che verosimilmente  stata la causa della morte improvvisa.
 Quando si potr conoscere il risultato di queste ricerche?
 domand il direttore.
 Il dottor Murrel non ha fissato data, ma, se permettete, vado subito da lui per vedere se c qualche speranza di successo.
 Andate  rispose il direttore  e non tardate a farmi sapere il responso.
...
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...
Capitolo 15.
...
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...
Il dottor Murrel abitava in Sackville Street. Aveva
una buona clientela, era gioviale, simpatico. Aveva una
predilezione per la medicina legale e per le inchieste criminali.
Non era un investigatore dilettante, ma studiava i delinquenti
come un botanico studia le alghe; gli assassini
lo interessavano come fenomeni strani, degni di studio.
Aveva chiesto un posto di medico legale per poter avvicinare
codesti soggetti di studio, senza tuttavia immischiarsi
negli affari della polizia.
Nel caso Leloir si era occupato dellesame di quella
fotografia della retina unicamente perch la cosa lo interessava
dal punto di vista scientifico.
Freyberger arriv da lui verso le sei. Il dottore lo ricevette
immediatamente nel suo gabinetto.
 Venite per quellesperimento che dovei fare a proposito
del cadavere che abbiamo esaminato questa mattina,
non  vero? Ebbene ho fatto ci che avevo detto,
ho estratto locchio destro, staccata la retina, lho fotografata
e ho ottenuto qualche risultato. Limmagine ha
per il momento la dimensione di una moneta da una
sterlina, ma il mio aiutante sta preparando un ingrandimento;
se ritornate questa sera potr mostrarvi il risultato
finale, con una fotografia di circa venti centimetri di lato.
Siete riuscito a distinguere limmagine rimasta per ultima sulla retina?
 S. Ho ottenuto unimmagine o qualcosa di simile e se questa sera volete ritornare, potrete vederla.
 A che ora?
 Verso le dieci.
 Il corpo  stato trasportato allObitorio?
 S; domani avr luogo lautopsia e prevedo che dimostrer
che quelluomo era ammalato di cuore.
 Voi credete sempre che si tratti di una morte improvvisa?
 Vi ho detto che  morto di paura, ma credo che la
malattia di cuore non sia stata estranea alla sua morte. A
proposito, ho letto sui giornali che  stato spiccato un
mandato di cattura contro Sir Antonio Gyde. Non  stato ancora trovato?
 No, e non lo troveremo mai.
Il dottore parve sorpreso.
 Non ho dato che unocchiata al giornale... A quanto
pare, egli ha assassinato qualcuno nel Cumberland.
 Allora non avete veduto la testa duomo trovata in casa di Gyde?
 No, ero assente quando sono venuti chiamarmi e
allora  stato incaricato della constatazione un mio collega.
Freyberger gli raccont tutti i particolari: il dottor
Murrel lo ascolt in silenzio tamburellando con la matita sulla scrivania.
 Mi pare che vi troviate di fronte ad un caso molto
imbrogliato, mi auguro che ci che vi mostrer possa
aiutarvi. Ritornate alle dieci.
Freyberger salut e usc. Aveva ancora quattro ore davanti
a s e decise dandare a pranzo.
Telefon anzitutto a Scotland Yard il risultato del suo
colloquio col medico, poi si abbandon ai piaceri della
tavola nel suo ristorante preferito.
Alle dieci ritorn dal dottor Murrel. Questi non era
ancora ritornato, ma aveva lasciato istruzioni, perch
linvestigatore fosse introdotto nel suo laboratorio.
Il laboratorio occupava una vasta stanza e somigliava
a uno studio dartista. Era ingombro di mille cose disparate,
dalle collezioni mineralogiche agli apparecchi per i
raggi Roentgen, dalle macchine fotografiche agli strumenti di chirurgia.
Freyberger aspettava da cinque minuti quando la porta
si apr e il dottor Murrel, in abito da sera, entr con un pacchetto in mano.
 Buona sera  disse.  Il mio aiuto ha dovuto assentarsi
per mezzora e mi ha lasciato questo ingrandimento.
Vediamo un po che cosa  risultato.
Aperse il pacchetto e ne tolse un cartoncino che avvicin
alla lampada esaminandolo a lungo, poi si mise a
zufolare, come assorto nella contemplazione dellimmagine.
Freyberger, impaziente, incapace di frenare la sua curiosit,
gli si avvicin e guard la fotografia al disopra
della spalla del medico. Linvestigatore scorse immediatamente
limmagine di un viso umano. Era lapparizione
che aveva causato la morte di Leloir.
 Ecco qua il risultato!  disse finalmente il medico
posando la fotografia sulla tavola.  Non  molto bello.
  un viso strano  disse Freyberger pensoso.
 E non  bello certamente  insist il dottore in tono semischerzoso.
Freyberger continuava il suo esame in silenzio.
 Mi sembrate in adorazione davanti a quel ritratto 
disse il medico ridendo.
 S, sto studiandolo, quanto  possibile. Questo  il
ritratto della persona che si trovava nella camera di Sir
Antonio al momento della morte improvvisa di Leloir.
Secondo la nostra ipotesi, la vista di quel volto  bastata
ad uccidere il disgraziato cameriere. Ebbene, studiando
questo ritratto, penso che questo viso, per quanto ripugnante,
non  terrificante al punto da uccidere un uomo.
  vero.
 Ma  lespressione del viso che piuttosto mi pare molto interessante.
 Credete?
 S, che cosa significa quellespressione? C un
misto di sorpresa e di odio. Quellespressione mi induce
a formulare unipotesi: Leloir, entrato improvvisamente
nella camera del suo padrone, vi trova uno sconosciuto,
uno sconosciuto del quale noi abbiamo qui la fotografia.
Lo deve aver sorpreso a commettere qualche atto spaventevole.
 Capisco, ma come spiegate lespressione di odio
violento che si legge sulla fotografia?
 Notate  disse linvestigatore  che non ho detto
soltanto odio, ma anche sorpresa. Se voi avete qualche
volta colto un uomo nel momento in cui commetteva
una cattiva azione, capirete bene come la sorpresa e
lodio possano accoppiarsi nellespressione di un viso.
  vero.
 Ebbene, tenendo conto di questo, dobbiamo domandarci
che cosa poteva fare questuomo quando fu sorpreso da Leloir.
 Forse tentava di assassinare Gyde, dato che ci risulta
che questi era ancora nella camera dopo il grido
udito dal segretario, grido che evidentemente veniva da Leloir.
 Io credo che Gyde non entri per nulla in questa
faccenda. Sono convinto, e ve lo dico in confidenza, che
il solo delinquente in tutta questa faccenda  luomo che
si suppone assassinato da Gyde, vale a dire lo scultore
Klein, alias Kolbecker. Io credo che questo ritratto sia
quello di Klein. Non so spiegare per ora come possa essersi
svolta la faccenda, ma ho la convinzione che Klein
 un delinquente, quale si sia il dramma svoltosi nel
Cumberland. Gyde pu esser vivo, Gyde pu essere
morto, ma ho la convinzione che Klein ha ucciso qualcuno
e ha disposto le cose in maniera che Gyde possa
essere ritenuto lassassino e lui la vittima. Ma ora devo
andarmene... Posso portare con me questa fotografia?
 Certamente, solo vi prego di rendermela quando
non ne avrete pi bisogno. Voglio conservarla per la mia
collezione di curiosit.
 Daccordo  promise Freyberger e mise accuratamente
la fotografia nel portafoglio. Salut il medico e usc.
Salito nella prima auto pubblica che pot trovare, si
fece condurre in Howland Street, alla pensione dove
aveva visitato la camera di Klein. Strada facendo riflett
profondamente sulla sua nuova ipotesi, in virt della
quale Gyde doveva essere innocente e Klein colpevole.
Sentiva che Gyde doveva esser morto. Sentiva di avere
a che fare con una forza intelligente e nemica... della
quale forse aveva il ritratto in tasca.
Il marito della buona donna con la quale aveva parlato
la mattina stessa gli apr la porta. Era un uomo pallido
e apatico, che si limit a introdurlo in un salotto quando
linvestigatore ebbe detto il suo nome e la sua qualit, e and a cercare sua moglie.
 Sono dolente di disturbarvi ancora  disse Freyberger
alla donna,  ma vorrei mostrarvi una fotografia
che credo sia il ritratto del signor Kolbecker.
E mostr alla donna la fotografia.
 Lo riconoscete?  domand Freyberger dopo un istante.
 No.
Freyberger si sent deluso.
 Per...  aggiunse la donna.
 Vi pare di riconoscerlo?
 Ma... non so. Non giurerei che non  lui, ma non 
precisamente lui, ecco!
 S, s, naturalmente questa fotografia non lo rappresenta
nel suo stato normale, ma... se fosse terribilmente
in collera, non credete che questa potrebbe essere
la sua fisionomia?
 Non ho mai veduto il signor Kolbecker adirato.
Era sempre corretto e pagava regolarmente la sua pensione. 
Non era un belluomo; ma era molto educato.
Qualche giorno prima della sua partenza il domestico
che fa le camere, mi disse: Signora, quelluomo mi fa
venire i brividi! Che uomo? gli domandai. Il Tedesco!
 disse. Ebbene, finch vi far rabbrividire sar
poco male, limportante  che paghi la sua pensione.
 In conclusione  riprese linvestigatore  credete
che questa fotografia possa rappresentare il signor Kolbecker?
 Ecco, non giurerei. A tutta prima, ho detto di no,
per guardando attentamente non posso a meno di trovarvi
qualche rassomiglianza. Ma se voi volete distinguere
meglio i suoi lineamenti posso mostrarvi una sua fotografia.
 Una sua fotografia? Perch non mavete detto che ne avete una?
 Non me lavete domandato.
 Gi, avete ragione,  colpa mia. Allora siate tanto gentile da mostrarmela.
Ella usc dalla stanza e torn dopo un istante con una
piccola fotografia. Freyberger gliela strapp quasi di
mano e la mise sotto la lampada per esaminarla.
Il cartoncino era un po ingiallito e portava in basso il nome e lindirizzo del fotografo: Gassard, 110, boulevard
Saint Michel, Paris.
Egli esamin il ritratto. Era proprio un viso da attrarre lattenzione. Un viso impossibile a descrivere. Si sarebbe
potuto dire soltanto che gli zigomi erano enormemente sporgenti e distanti. Il naso era molto stretto alla
base. Gli occhi parevano da mongolo. Nel complesso
era una fisionomia ripugnante, fredda e cattiva, tuttavia
intelligente. Si sentiva, per, che quellintelligenza non
poteva essere impiegata che in modo diabolico da
quellindividuo dai lineamenti anormali.
Tra quella fotografia un po alterata e limmagine fissata
sulla retina di Leloir, cera evidentemente molta differenza,
ma era innegabile che quelle due fotografie dovevano
rappresentare la stessa persona, e Freyberger ne
era pi che convinto, ormai.
Era facile immaginare come Klein, in preda a qualche
terribile emozione, potesse avere le sopracciglia aggrottate,
le labbra minacciose, le narici dilatate, quei lineamenti
da demonio che avevano costituito lultima visione del disgraziato cameriere.
Linvestigatore prov un vivo sentimento di trionfo;
aveva la netta sensazione daver fatto un passo avanti nelle sue conclusioni.
Volt la fotografia e losserv minutamente; non cera
nulla di particolare, solo, esaminandola da vicino, scorse
qualche traccia di raschiatura, in alto a destra. Si sarebbe
detto che qualche cosa fosse stato cancellato in quel
punto. Freyberger si avvicin alla luce e dopo un momento
credette di scorgere i contorni vaghi duna M maiuscola,
poi due puntini e qualche asta di lettera.
 Grazie  disse dopo aver osservato a lungo quei
segni.  Questa fotografia mi interessa molto e mi pu
aiutare nella mia inchiesta. Posso tenerla?
 Non  il caso che io ve la rifiuti  disse la donna. 
Lha trovata la mia domestica nella camera del signor
Kolbecker, poco dopo la sua partenza, e me lha consegnata.
Per me non ha alcun valore e se pu aiutarvi a
scoprire chi lha ucciso,  bene che la conserviate. Ma
mi raccomando a voi perch mi risparmiate ogni noia;
non ho voglia desser nominata sui giornali. La vita 
gi abbastanza difficile senza essere immischiati in storie di assassinii.
 Lasciate fare a me. Cercher che nessuno vi disturbi
e vi rilascer una ricevuta anche per la fotografia.
Strapp un foglio del suo taccuino, scrisse la ricevuta;
poi, con la fotografia in tasca, lasci la pensione.
Era passata mezzanotte quando arriv al Quartier generale.
Il direttore se nera gi andato. Aveva ben diritto al riposo
dopo quattordici ore di duro lavoro, delle quali il
caso Gyde non aveva occupato che una piccola parte.
Ma Freyberger trov lispettore Dennison e gli comunic le sue scoperte.
Freyberger aveva una qualit che lo avrebbe condotto
facilmente al successo: era amico di tutti e sapeva rendersi
simpatico. Inoltre era retto e onesto, sempre pronto
a rendersi utile, a lodare e ammirare ci che era degno
di lode e a criticare francamente ci che gli pareva biasimevole.
Lispettore Dennison gli era molto affezionato, e
quando Freyberger gli mostr ci che aveva trovato e gli
raccont quello che aveva fatto, non solo non sent il bisogno
di criticare il giovane collega, ma lo ascolt con
molto interesse e non si stup del risultato.
Ammise di non trovare una gran somiglianza tra
limmagine impressa sulla rtina e il ritratto di Kolbecker,
ma aggiunse che non vedeva differenze considerevoli
al punto di negare che le due fotografie appartenessero
a una stessa persona, in due stati danimo differenti.
 C qualche segno strano sul retro di questa fotografia
 disse Freyberger.  Vorrei esaminarlo da vicino.
Deve esserci stato scritto qualche cosa in matita, cancellato
poi con la gomma; ma le punte delle lettere sono
ancora visibili. Avete una lente dingrandimento?
Dennison prese una lente da un cassetto e la porse a
Freyberger che si mise ad osservare accuratamente il
punto dove il cartoncino era stato raschiato.
 Anzitutto vedo una M, poi uno spazio dove non si
vedono che due puntini, due asticelle anellate che potrebbero
appartenere a due b o a due l, poi una lettera illeggibile
che potrebbe essere una i o una e, e finalmente una r.
 Risulterebbe dunque: M"ller. Che cosa significherebbe, secondo voi?
 Che non si tratta di un nome inglese.
 Come lo capite?
 I due punti posti superiormente a una lettera non
sono mai impiegati in inglese, se non in poesia. Allora,
secondo me, il nome  Mller.
 Avete ragione  disse Dennison.
 Non cera che una parola sola, a quanto pare, un
nome, un nome proprio che  stato raschiato, ma non
con abbastanza cura. Saranno forse quei due puntini impercettibili
che ci faranno scoprire il nostro uomo. Ed ora voglio telefonare a Parigi.
 Ottima idea. Potrete domandare informazioni questa
sera, di modo che domattina potranno subito intraprendere le ricerche.
 Ci che mi preoccupa  disse Freyberger   che
dubito che il fotografo Gassard non sia pi nel Boulevard
Saint Michel. Ero a Parigi due mesi fa, per
unindagine relativa a un reato di falso, e ho avuto tra le
mani la lista completa dei fotografi del Quartiere Latino.
Se il nome di Gassard fosse stato in quella lista credo,
che me ne ricorderei, poich la memoria mi serve bene.
Freyberger si affrett a telefonare alla Prefettura di
Polizia a Parigi. Dopo cinque minuti ottenne la comunicazione.
 Vorrei avere qualche informazione su Gassard, fotografo
in Boulevard Saint Michel. Vorrei sapere se vi
abita e vi esercita tuttora il suo mestiere, altrimenti dove
si potrebbe trovarlo. Queste informazioni sono richieste da Scotland Yard.
Dopo dieci minuti il campanello trill di nuovo. Freyberger prese il ricevitore.
 Gassard  disse la voce  anticamente stabilito al
N. 110 del Boulevard Saint Michel, ha venduto lo stabile
tre anni fa. Il dieci marzo 19.. ha lasciato Parigi. Non
si  saputo nulla di lui dopo dallora. Lappartamento da
lui occupato  stato affittato a una modista.
 Il caso  contro di noi  disse Freyberger riattaccando il ricevitore.  Non importa. Abbiamo un nome e un nome  gi un dato prezioso in un caso come questo.
...
.
...
Capitolo 16.
...
.
...
Lindomani, nella mattinata, Freyberger cominci col
passare al Quartier generale della Polizia. Il direttore
non era ancora arrivato e non cera nessuna novit riguardo
allaffare Gyde. Linvestigatore si rec allora dal
negoziante di antichit del quartiere di Soho.
Un giovane bruno stava aprendo il negozio quando
Freyberger arriv. Erano le nove.
Il commesso fece entrare linvestigatore, lo preg di
mettersi a sedere e and ad avvertire il padrone di quella
visita mattutina. Mentre aspettava, Freyberger esamin
le curiosit e gli oggetti darte ammonticchiati nella bottega.
Il vecchio negoziante non guadagnava certamente
molto con quei ninnoli, ma aveva saputo far fortuna con
colpi daudacia e intuizioni geniali.
LErmete, che alcuni pescatori del capo Matapan
avevano un giorno tratto dal fondo del mare e che era
ora in possesso di Droch, il miliardario di Chicago, era
passato per le mani di Antonides e aveva lasciato in
quelle mani mille sterline. Con una dozzina di frammenti
di marmo comperati per pochi scellini da un Greco,
Antonides aveva ricostituito il famoso busto di Clitia... e
quelloperazione gli aveva fruttato un assegno del quale
nessuno aveva mai saputo lammontare esatto.
Mentre Freyberger continuava ad esaminare gli oggetti
disparati sparsi nel negozio, scorse dimprovviso,
nel vano buio della porta dellappartamento di Antonides,
una mano che si agitava e gli faceva cenno di avvicinarsi.
Si alz e vide che quella mano apparteneva ad Antonides,
il quale lo aspettava nel corridoio.
Non cera luce e Antonides precedette lentamente
Freyberger verso il suo laboratorio.
  fatto  disse il vecchio fermandosi a met scala,
 ho finito il lavoro.
 Sono molto soddisfatto che labbiate finito, ma
non attardatevi qui, la vostra scala  tuttaltro che allegra.
Antonides lo fece entrare in unimmensa sala piena di
oggetti disparatissimi. Contro il muro erano appoggiati
numerosi quadri senza cornice. Maschere, calchi, vasellami,
strumenti bizzarri, erano sparsi alla rinfusa in
quella stanza che era qualcosa di mezzo fra il solaio e lo
studio di artista. Su una tavola alta, vicino alla finestra,
era deposto un oggetto coperto con un velo.
 Ecco il busto  disse Antonides indicando loggetto
misterioso,  lho coperto perch il gesso delle commessure
non si asciugasse troppo in fretta. Voi vi occupate
della faccenda Gyde, non  vero?
 Come fate a saperlo?
Lantiquario si mise a ridere.
 Ve lo dir fra poco e vi dir anche qualche cosa di
pi.
 Dite, presto.
 Con questa esortazione ci rimettete dieci scellini.
Se mi aveste detto: Ah, davvero? o unaltra frase altrettanto
indifferente, vi avrei risposto gratis. Non date
mai uninformazione per nulla, signor Freyberger, a
meno che non sia uninformazione falsa.
 O inutile.
 Uninformazione esatta non  mai inutile. Aspettate,
ecco il mio lavoro.
Scost la stoffa che copriva loggetto posto sulla tavola
e scopr un busto maschile.
Era unopera bellissima, piena di vita e di vigore.
Rappresentava un uomo con la barba, di cinquantanni
circa.
Vedendo quel busto, chiunque, anche se non conosceva
il modello, era costretto a dire: Che bel lavoro!  una
riproduzione perfetta del vero.
E cera infatti in quellopera di scultura delloriginalit,
della potenza, della vita.
Il marmo  la materia perfetta per la riproduzione delle
sembianze umane. Il ritratto, lincisione e la fotografia,
sono mezzi inferiori per ricostruire una fisonomia.
Chiunque abbia visto la statua di Demostene scolpita
da Prassitele, ha udito leloquio di Demostene, lha visto
nellAgora.
Lindividualit di un viso  formata da milioni di linee
curve. In un ritratto dipinto, tali curve non appaiono
che di scorcio, con illusioni prospettiche; in un busto di
marmo sono riprodotte con esattezza meticolosa.
Il busto che Antonides aveva scoperto solennemente
era un autentico capolavoro.
 Dio mio  disse il vecchio antiquario, dimentico
per un momento persino della sua abituale sete di guadagno,
 chi  il vandalo che ha fracassato unopera
darte come questa? Se voleva ad ogni costo servirsi di
un martello per mandare in pezzi del marmo scolpito,
perch non ha aspettato linaugurazione della prossima
esposizione di scultura?
  un lavoro stupendo e voi lavete restaurato alla
perfezione  disse Freyberger in tono ammirativo.
 Il che mi fa pensare ai miei dieci scellini  rispose
pronto laltro.
 Quali dieci scellini?
 Ecco: linvestigatore Freyberger mi porta un busto
da ricostituire. Ora, gli investigatori non hanno labitudine
di venir qui a commissionarmi lavori del genere.
Perch uno di loro faccia questo, occorre un motivo
plausibile. Sapete chi rappresenta questo busto?
 No.
Antonides si freg le mani soddisfatto.
 Mi date dieci scellini se ve lo dico?
 S.
 Dunque, io so per certo che vincaricate personalmente
delle indagini sulla faccenda Gyde.
 Chi ve lha detto?
 Me lha detto questo busto e voi me lavete confermato
personalmente.
 Sembra che questo busto parli molto chiaramente per voi...
 S. Sapete chi rappresenta?
 Vi ho gi detto di no.
  il busto di Sir Antonio Gyde.
Freyberger tossicchi per non mostrar troppo la soddisfazione
arrecatagli da quella conferma alle sue supposizioni.
 Uhm! E come fate a saperlo?
Antonides lev le braccia al cielo.
 Signore Iddio! Dite come farei a non saperlo piuttosto!
Sir Antonio  venuto uninfinit di volte nel mio
negozio. Abbiamo fatto parecchi affari insieme.
 Ecco i dieci scellini  disse linvestigatore.
 E le mie quindici sterline?
 Eccole.
 Grazie, e ricordatevi del consiglio di un vecchio.
Se aveste taciuto, avreste economizzato dieci scellini.
Se io fossi stato sicuro che voi eravate incaricato
dellinchiesta Gyde, mi sarei detto che sapevate di chi
era questo busto e vi avrei dato le informazioni per nulla.
Volete portar via loggetto?
 S.
 Non  opportuno che lo facciate ora, per, le commessure
non sono ancora abbastanza asciutte. Ve lo
mander io al Quartier generale di Polizia.
 Va bene. Lascer qui il busto, ma non prendetevi il
disturbo di mandarmelo. Penser io a mandare un agente.
S, avete fatto un bel lavoro e me ne rallegro con voi.
Me ne intendo darte...
 Voi!  esclam il vecchio antiquario intascando i
biglietti di banca.  E di che arte vintendete, per esempio?
 Di gastronomia. Vado a far colazione allItalia. Venite
con me?
 Pagate voi?
 S.
Antonides si tolse il camice da lavoro, indoss un
vecchio pastrano che era appeso a un chiodo in corridoio
e ridiscese la scala, chiudendo a chiave nel negozio il
giovane commesso. Si mise la chiave in tasca e segu
Freyberger.
Durante il pasto parl sempre lui e linvestigatore si
limit ad ascoltarlo. Parl dei buoni affari che aveva fatti
e non dimentic i cattivi. Raccont come e quando era
stato gabbato e omise, per semplice mancanza di memoria,
di spiegare come aveva lui stesso gabbato molte persone.
Si diffuse su argomenti darte... Scultori non ce
ne sono pi disse; fatta eccezione per lignoto che ha
scolpito il busto che mi avete dato da restaurare, non
esiste alcuno che sia degno di tal nome.
 Conoscevate bene Sir Antonio Gyde? domand
Freyberger.
 Da anni e anni  rispose lantiquario al quale i
fumi del chianti cominciavano a sciogliere la lingua, 
da anni e anni e, ascoltatemi bene, signor Freyberger,
non credo affatto che quelluomo abbia potuto commettere
un delitto, a meno che non sia diventato pazzo.
 Perch?
 Perch non aveva n gli occhi, n gli zigomi, n il
pollice dellassassino.
 Oh! voi siete partigiano delle teorie che...
 No  interruppe Antonides.  No, ma ho visto
molte cose nella vita. Sir Antonio Gyde... Dio mi perdoni...
gli ho venduto una volta un Corot... che... ma questo
non centra... che cosa stavamo dicendo? Ah! s. Gli
assassini, per solito, hanno gli occhi azzurri, dun azzurro
chiaro. Hanno inoltre gli zigomi larghi e prominenti.
Gyde non aveva alcuno di quei segni particolari. Aveva
il pollice normale. Per esempio: Tropmann aveva un
pollice enorme, ma dire enorme  dir nulla. Il pollice
dun assassino ha delle caratteristiche speciali che io
sono incapace di descrivere, come sono incapace di descrivere
le attrattive di una bella donna. Eppure mi rendo
conto delle une e delle altre... ancora un sorso di cognac,
per favore. Nel mio negozio vengono degli assassini,
non dir tutti i giorni, per non esagerare, ma molto
spesso. Caro amico, il mondo  pieno di assassini, se
non altro allo stato potenziale. Forse vi domandate perch
allora avvengono relativamente pochi delitti. Ve lo
dico io: perch poche persone trovano il movente finale.
Nonostante io abbia condotta una vita agitata e tempestosa,
non mi ricordo alcuna circostanza nella quale un
delitto avrebbe potuto essermi profittevole, o nella quale
lavrei potuto commettere con ragionevoli speranze di
impunit... S, s, lassenza del movente finale e il timore
della forca, ecco quel che impedisce alla maggior parte
degli assassini nati, di uccidere. Ma  soprattutto la
prima ragione che...
Freyberger pag il conto e, lasciando il vecchio con le
sigarette e il cognac, ritorn al Quartier generale di Polizia.
Sentiva di aver fatto un passo avanti nellardua opera
che aveva intrapresa e aveva fretta di trarne profitto
per avanzare ancora.
Perch Kolbecker aveva in suo possesso un busto di
Gyde, un busto che verosimilmente aveva scolpito con
le sue mani?
E perch laveva fracassato? Quelli non erano che
due piccoli interrogativi insolubili, apparentemente accessori,
fra glinnumerevoli interrogativi, egualmente
insolubili, che si offrivano a proposito della faccenda,
ma Freyberger sentiva istintivamente che nelle risposte
a quei due si trovavano implicitamente racchiuse molte
spiegazioni di somma importanza.
Cera in tutta la faccenda unintelligenza criminosa
che aveva cos ben combinato il seguito degli avvenimenti
da far s che ogni nuovo indizio non facesse che
aumentare la confusione.
Tuttavia, da un momento allaltro, una piccola scoperta
poteva bastare a far luce su tutti quei problemi
oscuri, e farne un tutto verosimile e logico: cos come
una scintilla elettrica che scocchi in un misto di ossigeno
e idrogeno fa combinare ogni atomo dei due gas per
formare dellacqua pura.
Il direttore ricevette Freyberger e gli fece i complimenti
per quel che aveva fatto.
 Qui non abbiamo trovato gran che di nuovo  disse, 
 salvo questo: Gyde si  recato ieri dai gioiellieri
Smith e Wilkin in Regent Street e ha firmato e riscosso
un assegno di cinquanta sterline. Vi si  recato verso le
dieci, vale a dire uscendo dalla banca Coutt.
 Bont Divina!  esclam Freyberger.  Quand
che avremo finito con le sorprese? Questa  grossa!
Gyde esce da Coutt dove poteva riscuotere un assegno
di mille sterline e va da Smith a farsene pagare uno da
cinquanta! E non bisogna dimenticare che ci troviamo di
fronte a un uomo che teme per la propria vita. Si  portato
via tutti i gioielli, sarebbe dunque logico supporre
che cercasse di realizzare la maggior somma possibile di
denaro liquido; quello invece va a farsi vedere altrove,
da altre persone, diminuendo le proprie possibilit di
fuga, e lo fa per riscuotere cinquanta sterline che sono la
centesima parte della somma che avrebbe potuto riscuotere
dal suo banchiere...  incredibile.
 Avete ragione  disse il direttore.  Tuttavia i fatti
son fatti. Il direttore della ditta Smith e Wilkin  venuto
qui stamattina per comunicarci la cosa. Vedete se  il
caso di andar voi alla sede della Ditta per veder di sapere
qualcosa di pi.
Freyberger non aveva bisogno di quel consiglio.
Fu ricevuto immediatamente dal direttore della ditta.
Questi era un uomo imponente che parlava poco e con
precisione. Raccont allinvestigatore che la mattina del
giorno prima, alle dieci e un quarto, Sir Antonio Gyde,
cliente che conoscevano benissimo, era entrato nei loro
uffici e aveva domandato se potevano fargli incassare un
assegno di cinquanta sterline. Lui, il direttore, aveva risposto
affermativamente. Sir Antonio aveva allora tratto
di tasca il libretto degli assegni e ne aveva compilato
uno da cinquanta sterline, pagabile a se stesso. Aveva
fatto la girata a tergo e aveva consegnato lassegno a lui,
Freeman, che laveva pagato immediatamente.
 Vorrei vedere lassegno in questione  disse Freyberger.
Freeman glielo mostr. Non era sbarrato.
 Non lavete ancora presentato alla banca di Sir
Antonio Gyde per il pagamento?  domand linvestigatore.
 No. Altrimenti non sarebbe pi qui.
 Potrebbe esserci lo stesso.
 Che cosa intendete dire?
 Voglio dire che lassegno potrebbe esser falso.
 Che assurdit!  disse Freeman, con un tono arrogante
e sdegnoso chebbe il dono di irritare alquanto
Freyberger.
 Andiamo insieme alla Banca Coutt e vedremo 
concluse questi.
 Perfettamente. Vedremo  disse Freeman.
Presero unauto pubblica e nessuno dei due apr bocca
finch questa non arriv alla Banca.
Freeman pass per primo e domand di venire annunciato
al direttore per un affare importante. Freyberger lo
segu in silenzio, mantenendo un atteggiamento umile,
ma pensava che poteva anche darsi che larrogante direttore
cambiasse tono fra pochi istanti.
Il direttore della banca, uomo dallaspetto estremamente
aristocratico, volt e rivolt fra le mani lunghe e
sottili, lassegno.
 Questassegno  perfettamente in regola  disse.
 Questo signore mi ha espresso dei dubbi in proposito...
 rispose Freeman.
  vero che io non conosco bene la scrittura di Sir
Antonio Gyde  disse Freyberger, ma ho motivo di credere
che la firma di questassegno sia falsa.
 Scusate, signore  disse il direttore della banca, 
posso sapere in che qualit voi vi occupate della cosa?
 Sono lispettore Freyberger di Scotland Yard.
 Ah!
Suon il campanello e fece chiamare il cassiere principale.
 Signor Stocktone,  gli disse  abbiamo qui un assegno
di Sir Antonio Gyde. Vogliate esaminarlo e dirci
se lavreste pagato qualora vi fosse stato presentato in
condizioni ordinarie.
Il cassiere principale gett unocchiata scrutatrice
sullassegno.
 Lavrei pagato  disse subito, senza la minima esitazione.
 Secondo voi,  proprio la scrittura di Sir Antonio
Gyde?
 S, signore.
 Grazie  disse il direttore.
Il cassiere se ne and e Freeman emise un sospiro che
voleva essere di soddisfazione e di biasimo insieme.
Talvolta un sospiro esprime pi di una lunga frase e
Freyberger sent che Freeman aveva messo in quel sospiro
molto orgoglio e una buona dose di disprezzo per
linvestigatore.
 Dato che ho in tasca la penna stilografica con la
quale Sir Antonio ha firmato lassegno davanti a me 
disse Freeman,  avrei potuto non tener conto dei dubbi
espressi da questo signore, ma per convincerlo, lho accompagnato
qui, perdendo un tempo prezioso e non
mancher di lagnarmene coi suoi superiori.
 Oh,  disse Freyberger, dopo essere rimasto un
momento pensoso e come non avesse udito le ultime parole
di Freeman.  Voi dite che avete la penna che  servita
a Sir Antonio per firmare lassegno. Vorreste essere
tanto gentile da mostrarmela?
Con un sorriso di compassione, Freeman gliela porse.
Cominciava quasi ad aver piet di quel povero giovane
investigatore.
Ma gli occhi grigi di Freyberger scintillarono alla vista
della penna. Prov a scrivere qualche parola su un
foglio di carta e lo porse al direttore della banca insieme
allassegno.
 Guardate un po se vi pare che queste parole e la
firma dellassegno possano essere state tracciate con la
stessa penna  disse.
 Oh, no certamente!  esclam il direttore.  Il vostro
scritto  stato fatto con la stilografica, ma la firma
dellassegno  stata scritta con una penna comune. La
differenza salta subito allocchio.
  quello che dico anchio  disse Freyberger.
Freeman and in collera.
 Sospettereste forse...  comincio gridando.
 Non sospetto nulla, per ci che vi riguarda, altrimenti
vi farei arrestare. Soltanto vi faccio notare che
siete stato ingannato. Questo assegno di Sir Antonio
Gyde  autentico. Ma ecco come sono andate le cose:
una persona che voi avete creduto Sir Antonio  venuta
da voi ieri mattina. Aveva in tasca un assegno rubato a
Sir Antonio. Ha tratto di tasca un libretto di assegni e ha
riempito, o ha finto di riempire un assegno per cinquanta
sterline, ma non vi ha dato quello; con un abile gioco
di mano lha sostituito con lassegno autentico che voi
avete pagato.
 Ma allora  disse il direttore di banca  perch si 
preso tutto questo disturbo? Perch non si  rivolto
senzaltro al signor Freeman con lassegno gi firmato,
chiedendo di pagarglielo?
 Credo che lavr fatto per disorientare la polizia.
Egli desiderava far constatare che Sir Antonio era vivo e
sano alle dieci del mattino. E il fatto di avere riempito e
firmato personalmente quellassegno, ieri mattina, sarebbe
bastato a distruggere lipotesi che mi sono fatta su
questa faccenda.
 Non sapevo che si sospettasse che Gyde fosse
morto  disse il banchiere.  Ho letto sui giornali che 
ricercato come colpevole dellassassinio commesso nel
Cumberland.
 Oh  disse improvvisamente linvestigatore prendendo 
lassegno che era rimasto sulla tavola.  Ecco
unaltra cosa che dimostra come sia limitata la nostra facolt
dosservazione e come, fissando la nostra attenzione
su un punto, ce ne lasciamo sfuggire altri. Osservate,
oggi  il giorno otto; ieri dunque era il sette e questo assegno
 datato dal sei.
Era vero. Tutti avevano osservato la firma e non si
erano accorti che lassegno portava la data del giorno
precedente alla sua presentazione.
 Credo che questo fatto basti a confermare i miei
sospetti  concluse linvestigatore,  e che mi autorizzi
ad affermare che questo assegno non  stato scritto ieri
davanti al signor Freeman da Gyde in persona.
 Forse avete ragione  confess Freeman,  ma
posso giurare che la persona che mi ha dato questo assegno
era proprio Sir Antonio.
 Ah, signor Freeman  esclam Freyberger con
amarezza,  se voi aveste osservato attentamente
quellassegno, se vi foste detto che non era stato scritto
con la vostra stilografica, se aveste afferrato per il colletto
Sir Antonio in persona, come voi dite, avreste aiutato
la giustizia a risolvere un caso terribilmente difficile!
Ma voi che siete un buon commerciante, sospettate
dei poveri e siete cieco per ci che riguarda i ricchi...
Ebbene, ormai non ci si pu far nulla; a tempo opportuno
faremo appello alla vostra testimonianza. Frattanto
trattengo questo assegno di cui rilascer ricevuta alla
banca.
Redasse la ricevuta e la consegn al direttore.
...
.
...
Capitolo 17.
...
.
...
Uscito dalla banca, Freyberger and direttamente a
Scotland Yard. Provava di nuovo la sensazione di essersi
avvicinato ancora un po a quel misterioso personaggio
del quale cercava di scoprire le manovre sottili e sinistre.
Non aveva ancora scoperto nulla di consistente,
ma era arrivato a indovinare il sistema di ragionamento seguito dal suo avversario.
Le loro due intelligenze, come due eserciti in marcia
in una notte buia, erano arrivate quasi a contatto senza
saperlo. Non si vedevano ancora, ma da un momento
allaltro poteva sorgere una luce improvvisa che avrebbe-permesso lurto.
A Scotland Yard nulla si sapeva di nuovo. Erano state
arrestate parecchie persone che rispondevano ai connotati
di Sir Gyde, ma erano state subito rilasciate. Freyberger
da solo aveva ottenuto pi risultati di tutta la polizia messa insieme.
Il direttore aveva messo a sua disposizione tutta la colossale
forza di cui disponeva. E un direttore del reparto
investigativo dispone di un potere prodigioso. Ha a sua
disposizione le finanze dello Stato e tutti i funzionari
governativi. Ha ai suoi ordini un esercito di diecimila
uomini scelti e uno stato maggiore composto dei pi
abili investigatori del mondo intero. Egli pu bloccare i
porti, pu arrestare e fare interrogare chi vuole. Non c
che un uomo che egli non pu toccare: il Re.
Quando Freyberger gli ebbe raccontato ci che aveva
fatto e in poche parole gli ebbe espresso il suo pensiero,
il direttore rimase per un istante pensoso, poi disse:
 Questo Klein, alias Kolbecker, questuomo che
voi sospettate daver usato anche il nome di Mller,  da
prendere in seria considerazione. Dal momento in cui
Gyde  entrato in casa sua e lha ucciso, a quanto si crede,
nessuno lha riveduto vivo, mentre numerosi testimoni
hanno affermato daver riveduto Gyde. Questo sarebbe
molto strano se volessimo supporre Klein vivo e Gyde morto.
 Eppure, signor direttore, qualcuno ha visto Klein,
alias Kolbecker, alias Mller, ed  stato il povero Leloir.
Ne abbiamo la prova nella fotografia della rtina.
  vero, ma bisognerebbe esser certi che quella fotografia
 proprio quella di Klein. Lho confrontata con
la fotografia autentica trovata dallaffittacamere; ammetto
che possono rappresentare una stessa persona, in
uno stato danimo differente, ma non possiamo esserne certi.
 Listinto mi dice che non solo Gyde  innocente
dellassassinio di Klein, ma che Klein  lassassino di
Gyde. Il viso di questo Mller, che  indiscutibilmente
Klein,  terribile,  improntato di astuzia e di volont
diabolica.  il viso di un matematico e di un pazzoide a un tempo.
Dalle fotografie credo di poter arguire che si tratti di
una personalit unica negli annali criminali. Mi sembra
che siamo in presenza di un genio della delinquenza,
che sa circondarsi di precauzioni inaudite e inventare
procedimenti nuovi. Sappiamo che anche il pi abile
criminale non riesce sempre a far opere perfette in cui
tutti i particolari siano studiati, ma c sempre qualche
manchevolezza. Nel caso Gyde, a mio avviso, si pu
dire che tutto  stato organizzato e combinato secondo
un piano dei pi originali.  lopera di un genio. Ho detto
che credo che Klein sia lautore e lesecutore del delitto
e aggiungo che Klein  vivo e probabilmente  qui,
a Londra. Per vi supplico di non ricercarlo col metodo
abituale, di non mandare la sua fotografia ai giornali n
farla circolare fra i nostri uomini. Per ora non bisogna ricercarlo.
 Perch?
 Perch non lo trovereste. Un uomo come lui non
pu essere trattato coi metodi ordinari. Lunica probabilit
di riuscita consiste nel lasciarlo tranquillo, con
limpressione che noi stiamo ricercando Gyde. Se, vede
il proprio ritratto sui giornali supporr che la sua fotografia
sia stata consegnata alla polizia e...
 Non correte troppo.
 S, s. Si dileguer, scomparir, cambier personalit;
in ogni modo, non sentendosi completamente sicuro,
sapr prendere delle precauzioni geniali.
 Ebbene, Freyberger, vi do quarantottore di tempo
per prendere questuomo, come voi crederete meglio.
Fate quel che potete, agite come volete, ma se entro
quarantottore non avrete dato prove evidenti dessere
sulle sue tracce, lo far ricercare coi sistemi ordinari,
far frugare tutta Londra per trovarlo.
 Quarantottore  disse Freyberger.  E soltanto sessanta minuti lora! Ebbene, far quel che potr.
...
.
...
Capitolo 18.
...
.
...
Freyberger aveva dunque quarantottore davanti a s.
Aveva la sensazione che deve provare un ingegnere davanti
a una macchina della quale sa che certi pezzi delicatissimi
possono da un momento allaltro saltare. Fremeva
al solo pensiero di usare i mezzi ordinari per arrivare
a Klein. Sapeva che sarebbe stato come cercare di
acchiappare una farfalla con le molle.
Immaginava il disprezzo col quale quel losco personaggio
avrebbe accolto gli sforzi della polizia.
Era luna e mezzo, lora in cui linvestigatore era solito
ad andare al ristorante, ma quel giorno non aveva
fame. Si ritir nel suo ufficio appartato, raccolse tutti gli
elementi probatori e si mise a considerare la cosa sotto
tutti i suoi aspetti.
Studi in modo particolare il rapporto del medico legale
che aveva esaminato il corpo senza testa trovato nel
padiglione. Nessuna caratteristica era stata trovata su
quel corpo che il medico legale aveva calcolato lungo
un metro e ottanta. La biancheria portava le iniziali E.
K. probabilmente quelle di Klein.
Alle cinque, Freyberger aveva finito il suo lavoro,
aveva pesato ogni particolare ed era pronto a mettere in
opera tutti gli elementi utilizzabili. Stava per finire il
suo rapporto quando un agente buss alluscio e gli consegn
una busta.
 Da parte del signor Direttore  disse.
Freyberger apr la busta. Conteneva la copia di un telegramma
arrivato da Carlisle e cos concepito:
Particolare dimenticato mio rapporto: su seconda
costola sono tatuate iniziali E. K.
Freyberger non pot trattenere un grido. Tutto ci
chegli aveva architettato svaniva, tutte le sue ipotesi
crollavano come un castello di carta. Se le iniziali E. K.,
le iniziali di Klein, erano tatuate sul corpo, era innegabile
che il corpo doveva essere quello di Klein, che Gyde
era un assassino e Freyberger un imbecille.
Si diede a passeggiare su e gi per la stanza, in preda
a una grande agitazione. Loccasione di farsi un nome
svaniva. Sera agitato nel vuoto immaginando di ingaggiare
una battaglia contro un nemico superiore! Ahim,
non rimaneva pi nulla.
Freyberger era abitualmente calmo, pieno di logica e
di sangue freddo e raramente si lasciava prendere dalla
collera, ma se gli accadeva di arrabbiarsi era terribile,
persino la sua fisionomia si trasformava. Faceva veramente
paura.
Era questo Freyberger che aveva arrestato Macklin,
lassassino di Fashion Street; Macklin, armato di una
sbarra di ferro e lui munito di un semplice bastone da
passeggio.
Era questo Freyberger che si aggirava rabbiosamente
in una stanza del Quartier generale pensando alla disastrosa
soluzione del caso che aveva cos malamente decifrato.
Ma, dimprovviso, si ferm, si strinse le tempie
tra le mani e rimase immobile, con gli occhi fissi dinanzi
a s, come se, attraverso i muri divenuti trasparenti,
seguisse uno spettacolo affascinante.
 Ah! che coincidenza!  mormor. Due lettere tatuate
sulla seconda costola! Il caso Lefarge, il busto,
luomo, lo scultore. Dio mio! Come ho fatto a non pensarci
prima? A che serve la memoria se custodisce questi
ricordi, ma non li fornisce al momento opportuno?
La mia ipotesi vive tuttora! Per quanto quelle due iniziali
non tendano che a complicare la faccenda e a dimostrare
una macchinazione senza pari, la la mia tesi  salva.
Usc dalla stanza dove aveva passato momenti dagitazione
e di collera, consegn tutti i documenti a un sottufficiale
e chiese di parlare al direttore.
 Ho ricevuto quelle informazioni relative al tatuaggio,
signor Direttore.
 Avete veduto? Credo che questo valga a identificare
definitivamente Klein.
 Permettetemi di pensare diversamente. Credo che
questo particolare possa condurre al nodo della questione
e che quelle due iniziali costituiscano il punto o
lindirizzo che cerco da tempo. Quando ho ricevuto il
telegramma, dianzi, ho creduto tutte le mie ipotesi distrutte,
ma ora mi accorgo che sopravvivono, non solo,
ma sono confermate. Andr a casa mia, dove dovr esaminare
qualche documento ancora, e se tra qualche ora
potrete ricevermi, spero di essere in grado di presentarvi
il caso Gyde sotto un aspetto nuovo e pi interessante.
 Fate pure  rispose il direttore.  Cercate la luce
come vorrete, ma non vi lasciate trascinare dalla vostra
immaginazione.
 No, signor direttore  disse Freyberger con la semplicit
finta o reale dello scolaro che parla al maestro.
Poi se ne and a casa.
Freyberger era tedesco ed era affezionato alla sua
professione. Per coloro che conoscono i Tedeschi, questi
due requisiti possono dare unidea dellindividuo. Egli
parlava correttamente linglese, il francese, il tedesco e
litaliano. Leggeva i giornali stranieri e prendeva annotazioni
sui casi criminali che lo interessavano. Aveva
raccolto cos, in una diecina danni, una serie di quaderni
contenenti i particolari dei delitti pi celebri. Conosceva
il caso degli avvelenatori Palmer e Smethurst, la
storia di Brinvilliers, di Francesco Lesnier...
Suonavano le sei quando arriv a casa sua. Occupava
due stanze del primo piano. I muri del salottino erano
addirittura coperti di libri. La sua biblioteca era composta
stranamente; era una vasta enciclopedia dove, accanto
ai manuali e ai libri di scienza generale, si trovavano
opere speciali. Tra Schiller ed Heine si poteva vedere,
per esempio, lultima edizione, della Medicina Legale di Casper.
Il t era pronto sulla tavola e il fuoco ardeva nel caminetto. Nonostante il vivo desiderio di compulsare le
sue note, Freyberger prese anzitutto il suo t.
Gli album di ritagli di giornali erano collocati su uno
scaffale in basso. Linvestigatore prese un repertorio,
lapr alla lettera L e lesse: Caso Lefarge, libro B, pag. 115.
Port il libro B sulla tavola e lapr a pagina 115. Riserbandosi
di rileggere il resoconto per intero, corse con lo sguardo lungo le colonne di stampa.
Ebbe un sussulto quando trov il nome di Mller, e lo
trov ripetuto una, due, parecchie volte. Centrava dunque
un Mller anche in quella faccenda... E Freyberger
ricord a un tratto tutti i particolari che aveva letto otto anni addietro.
Lefarge era un gioielliere di Rue de la Paix, era ricchissimo,
non aveva che una figlia che a quel tempo era giovanissima.
Lefarge aveva molti amici, era molto conosciuto, in
tutto il Quartiere Latino, come protettore delle arti e
amava la compagnia degli artisti.
Aveva fatto amicizia con parecchi artisti bizzarri, ma
di genio. Tra essi era uno scultore, un certo Mller. Anche
costui aveva del talento, per doveva essere anche
un gran bevitore, per quanto nessuno lavesse mai veduto ubriaco.
Aveva esposto dei bronzi al Salone e tra gli altri
uno rappresentante un Combattimento tra due pterodattili, 
la cui brutalit faceva fremere. Tutte le sue opere
avevano lo stesso carattere brutale, ma erano eseguite magistralmente.
Dunque Mller aveva conosciuto Lefarge. Il gioielliere
era ricco e ambizioso, e ordin a Mller un busto in
marmo. Pos alcune volte per quel busto. Voleva far
eseguire anche quello della figlia, ma Cecilia Lefarge
aveva rifiutato decisamente. Lo scultore le era antipatico nel modo pi assoluto.
In una grigia giornata di novembre, Lefarge si fece
condurre allo studio di Mller in Rue de Turbigo. Il portiere
lo vide entrare. Mller, era in casa e Lefarge sal la
scala che conduceva allappartamento dello scultore.
Unora dopo ridiscendeva con una valigetta nera in
mano, risaliva in vettura e si faceva condurre a casa propria,
in Rue de la Paix. L raccolse i suoi gioielli pi
preziosi per un valore che sorpassava le cinquantamila
sterline, poi si fece condurre in Rue dAmsterdam. Portava
con s due valige, quella che aveva nelluscire dalla
casa di Mller e unaltra contenente i gioielli. Allangolo
di Rue dAmsterdam discese, disse al cocchiere
daspettarlo, entr in una via laterale e non fu mai pi riveduto.
Nello stesso momento, in Rue de Turbigo, la padrona
di casa di Mller, portandogli una tazza di caff, lo trov
in un lago di sangue, decapitato. In una tasca della
giacca si trov una lettera ricattatrice che egli aveva indirizzato
a Lefarge qualche mese addietro. Nella descrizione
del cadavere di Mller era fatta menzione delle
lettere W. M., le sue iniziali, tatuate sulla seconda costola.
Fu provato che nessuno era entrato in casa di Mller
dopo Lefarge. Non ci fu quindi il minimo dubbio: Lefarge
era lautore del delitto. Laver raccolto i gioielli pi
costosi ed essere scomparso confermavano laccusa.
Freyberger, dopo aver letto attentamente tutti i resoconti,
prese una penna e si mise ad annotare tutte le analogie
del caso Lefarge con quello Gyde. In tutti e due i
casi lassassino era ricchissimo e la vittima un artista.
Mller assassinato da Lefarge aveva fatto un busto
del suo assassino. Klein assassinato da Gyde, aveva fatto un busto del suo assassino.
Sul cadavere di Mller era stata trovata copia di una
lettera ricattatrice da lui indirizzata a Lefarge. Nella
stanza in cui Klein era stato ucciso, era stata trovata una
lettera di ricatto che egli aveva indirizzata a Gyde.
In tutte e due i casi le iniziali della vittima erano tatuate
in uno stesso punto del corpo, sulla seconda costola.
Cera dunque una ben strana analogia tra i due casi,
ma ci che vi era di pi strano e incomprensibile era che
Mller e Klein parevano una stessa persona.
Il fatto che tutti e due fossero artisti di talento, che
tutti e due tentassero di ricattare i clienti ricchi, che conservassero
le copie delle loro lettere di minaccia, che
tutti e due figurassero decapitati nella stessa maniera,
che tutti e due avessero le proprie iniziali tatuate al medesimo
punto, tutti questi fatti riuniti e completati dal
nome Mller scritto e poi cancellato a tergo della fotografia
di Klein, erano pi che sufficienti a convincere
Freyberger che Klein e Mller erano una sola persona.
Se le cose stavano, cos, Lefarge non poteva aver assassinato
Mller quantunque fosse stata provata la sua colpevolezza.
Era stato difficile infatti credere il contrario.
In base alle prove nessun altro poteva aver commesso il
delitto. Lassassinio di Mller da parte di Lefarge si presentava
come ancor pi certo di quello di Klein ucciso da Gyde nel padiglione.
Anche se la grande somiglianza fra i due casi non bastava
a chiarire completamente il caso Gyde, tuttavia
per Freyberger quelle coincidenze costituivano una vittoria.
Dopo aver ben verificata la somiglianza delle circostanze,
non si preoccup dei particolari, per il momento,
ma considerando la cosa nel suo insieme, arriv
alla conclusione che il delinquente era lo stesso in tutti e
due i casi. Se cos era, non cerano che quattro uomini
che potevano essere sospettati: Lefarge, Mller, Klein e Gyde.
Mller e Klein erano una persona sola. Lefarge e
Gyde erano due persone ben distinte. Dunque, lunica
persona che aveva agito in tutti e due i casi era Klein alias Mller.
La cosa  chiara per me disse fra s linvestigatore.
Nulla scuoter la mia opinione. So il nome delluomo
che cerco, conosco parte del suo passato;  senza dubbio
il pi gran delinquente che io abbia conosciuto e ancora
non mi so render conto di come abbia potuto uccidere
due uomini facendo credere ogni volta dessere stato ucciso lui stesso.
Freyberger rimise a posto il grosso album dei ritagli
di giornali, prese soprabito e cappello, accese un sigaro
e usc di casa per ritornare al Quartier generale.
Il direttore era assente e lispettore Dennison era di servizio.
 E cos, Freyberger, come va la faccenda?
 Oh, benissimo. Credo di aver fatto un gran passo
avanti. Avrei bisogno dinviare un uomo a Parigi questa
sera stessa; si tratta di cosa urgentissima. Potete assumervi
la responsabilit di mandarlo?
 S.
 E la fotografia di Mller  stata riprodotta?
 S.
 Ebbene, ho bisogno che un agente la prenda e
vada a Parigi a fare uninchiesta minuziosa tra gli artisti
del Quartiere Latino, per sapere se quello  il ritratto
dello scultore Mller che fu assassinato da Lefarge, otto
anni or sono. Ecco qui le date. Credo che la cosa possa
essere facilmente verificata. Lerntre, lo scultore celebre,
che fece un discorso ai funerali, doveva conoscere
bene Mller. Dunque, potete mandare qualcuno?
 S  disse Dennison scrivendo qualche parola su
un modulo stampato. Fece chiamare un agente e si fece
portare una copia della fotografia di Mller.
Dopo una decina di minuti, lagente aveva ricevuto la
fotografia, lordine di partenza, le istruzioni particolareggiate e si dirigeva alla stazione.
 Frattanto  disse Freyberger  telefoner a Parigi
per prevenire la Prefettura di Polizia e far qualche domanda.
E questo fu il dialogo per telefono:
 Vorrei fare qualche ricerca a proposito del delitto
Lefarge, del novembre 19... lassassinio dello scultore Mller di Rue de Turbigo...
 Bene..
 Vorrei sapere se Lefarge ha ancora qualche parente.
 S, una figlia.
 Avete il suo indirizzo? Sarebbe necessario che venisse
a Londra portando tutto ci che le rimane in relazione
col delitto, e, se  possibile, anche il busto eseguito
da Mller per suo padre. Pregatela di avvertirci del
suo arrivo e di comunicarci il suo eventuale indirizzo di
Londra. Grazie. Invieremo questa sera un agente con
una fotografia di un certo Mller. Vorremmo che verificaste
se non si tratta del medesimo individuo ucciso da
Lefarge. Era molto noto nel Quartiere Latino e lo scultore
Lentre dovrebbe poterlo riconoscere. Grazie.
E Freyberger riappese il ricevitore.
...
.
...
Capitolo 19.
...
.
...
Hellier abitava in una vecchia casa di Clifford. Generazioni
duomini di legge e di topi erano passate in
quellappartamento e non avevano contribuito ad abbellirlo.
Duecento inverni avevano deposto le loro nebbie
sulle intelaiature delle finestre e delle porte.
Nelle notti invernali si udiva ogni sorta di rumori e di
grida dentro i camini. I passi degli avvocati defunti risuonavano
ancora nei corridoi e, davanti al fuoco, la
sera, la vostra immaginazione avrebbe potuto farvi vedere
o udire mille fenomeni strani.
Gli appartamenti avevano un odore particolare che faceva
pensare ai negozi degli antiquari. Odor di topi, di
polvere, di legali defunti. Il salottino di Hellier era abbastanza
comodo, bench gli usci si aprissero con mille
scricchiolii e i due grandi forzieri che ornavano le pareti
fossero rigidi come scheletri.
Cerano scaffali di libri, qualche bel quadro alle pareti,
una poltrona, un bel barattolo di tabacco, una scatola
di sigari, un servizio da t lucente. Certamente era il salotto
di una persona provvista di un certo buon gusto.
Dopo esser partito da Boulogne, qualche settimana
addietro, portando con s lincartamento del caso Lefarge,
Hellier aveva passato qualche giorno a Parigi e aveva
iniziato le sue indagini con un ardore da ambizioso e
da innamorato.
Aveva ottenuto una lettera di presentazione per poter
consultare documenti negli archivi. Aveva potuto interrogare
gli agenti che si erano occupati della cosa, aveva
letto i resoconti dei giornali, e si era trovato ripetutamente
dinanzi a questa affermazione; Lefarge,  colpevole.
Il delitto non si spiega altrimenti. Le prove sono
lampanti.
Era ritornato a Londra, aveva studiato molto ogni particolare,
ma, ahim, non era potuto arrivare a conclusioni
molto diverse da quelle del Tribunale. Dovette confessare
a se stesso: Nonostante il mio desiderio di credere
il contrario, devo persuadermi, purtroppo, che il
delitto  stato commesso da Lefarge.
Era infelice, poich il suo amore per Cecilia, era divenuto
passione e questa passione senza speranza gli procurava
un dolore intollerabile. Hellier sapeva che, finch
la memoria di suo padre non fosse stata riabilitata,
la ragazza non avrebbe voluto sposarlo.
Era figlia di un assassino. Hellier sarebbe stato disposto
a dimenticarlo, ma lei non avrebbe dimenticato mai,
avrebbe portato quel ricordo come una croce, e non si
sarebbe lasciata scuotere dalla sua decisione incrollabile.
Hellier era dunque disperato, poich la riabilitazione
di Lefarge si dimostrava impossibile.
Questo si ripeteva stando seduto nella poltrona davanti
al fuoco, nel suo salottino.
Due cose lo avevano colpito in modo particolare durante
le sue indagini a Parigi. Una, che riguardava il
caso Lefarge, era che la testa della vittima non era mai
stata trovata. La seconda riguardava una notizia pubblicata
su un giornale di poche settimane dopo la morte di
Mller. Si trattava di un delitto commesso nelle vicinanze
di Montmartre. La vittima era un vecchio, un certo
Mesnier che era stato assassinato in una maniera selvaggia
e senza motivo apparente.
Mesnier abitava in Rue dAntibes. Era stato veduto
un uomo uscire dalla casa poco dopo la presunta ora del
delitto. Doveva essere lassassino. Lunico testimonio,
un cameriere di caff, si era detto disposto a giurare che
quelluomo era Mller, che conosceva benissimo, se
non fosse stato sicuro che Mller era morto.
Questo particolare aveva destato linteresse di Hellier
che aveva consultato i giornali dei giorni successivi nella
speranza di trovare altre notizie relative a quel delitto,
ma nessuno ne aveva riparlato mai pi.
Nei giornali delle settimane successive era apparsa la
notizia di un altro delitto commesso in circostanze analoghe
allassassinio del vecchio Mesnier. In entrambi i
casi mancava il movente. Si sarebbero detti delitti commessi
in un accesso di follia omicida.
Dovera finito quel pazzo, quellassassino, quellessere
pericoloso?
Hellier non aveva pi indagato, ma la somiglianza
dellassassino con Mller, secondo le dichiarazioni del
cameriere del caff, gli era rimasta impressa nella mente.
...
.
...
Capitolo 20.
...
.
...
Lindomani del giorno in cui Freyberger aveva telefonato
a Parigi, Londra si svegli in un bagno di nebbia
folta e grigia.
Giovanna, la vecchia domestica a giornata, che rubava
il t, il whisky e il carbone di Hellier, gli rifaceva il
letto, accendeva il fuoco e provvedeva in generale, pi o 
meno, alle sue comodit, aveva disposto la colazione
dellavvocato sulla tavola, aveva messo le uova e il prosciutto
sullo scaldavivande, la posta su un vassoio, poi,
compiuti tutti questi, doveri, se ne era andata.
Cerano tre lettere sul vassoio: due fatture e un invito
a pranzo. Hellier aveva sperato di trovare una lettera
proveniente da Boulogne, della quale avrebbe subito riconosciuto
la scrittura. Non aveva ricevuto risposta alla
sua ultima lettera e laspettava con impazienza. Si consol
pensando che sarebbe arrivata con la seconda distribuzione
della giornata. Ma per chi aspetta ansiosamente
notizie per posta, a Londra,  unagonia. Sono
tante le distribuzioni! Dora in ora si sente trillare un
campanello nella casa, si vede passare il portalettere e...
si rimane delusi. La seconda distribuzione port a Hellier
una circolare. Pi tardi nulla.
Hellier stava per uscire sconfortato, quando sulle scale
incontr un fattorino del telegrafo che gli porse un telegramma.
Lo strapp ansiosamente:
Arriviamo Londra oggi. Stop. Langham Hotel ore sei.
CECILIA LEFARGE.
Hellier travers le vie piene di nebbia. Gli sembrava
che il cielo sopra la sua testa fosse dun azzurro di zaffiro,
che il sole brillasse in tutto il suo pi vivo splendore,
che dagli alberi si elevasse un gorgheggio di usignoli,
finch non and a sbattere violentemente contro un tale
che lo ricopr dingiurie e lo richiam alla realt.
Hellier non si domandava la ragione di quel viaggio
inaspettato di Cecilia; pregustava soltanto la gioia di rivederla.
Come se la natura volesse partecipare alla sua
felicit, pi tardi la nebbia si dissip e apparve un bel
sole primaverile.
Alle sei precise, Hellier si present allalbergo e domand
se la signorina Lefarge e sua zia erano arrivate.
Gli fu risposto affermativamente e fu condotto al loro
appartamento.
Quella stessa mattina, anche Freyberger ricevette un
telegramma che gli fu trasmesso dal direttore.
 Mi congratulo con voi di quello che avete fatto fin
qui  gli disse questi.  Il nesso tra il caso Lefarge e il
caso Gyde mi sembra evidente e avete fatto bene a inviare
un agente a Parigi. Se la fotografia trovata nella
pensione rappresenta il Mller del caso Lefarge, possiamo
esser certi di trovarci in presenza di un tale che se
non  lassassino  in grado almeno di chiarire il mistero.
Io penso che questindividuo deve essere arrestato,
ma voi vi opponete alla pubblicazione del suo ritratto,
bench sappiate che questo  uno dei mezzi migliori per
trovare un delinquente.
  giusto nei casi normali, ma io sono convinto che
dopo unora dalla pubblicazione del ritratto, il nostro
uomo, che  provvisto dun genio infernale, riescir a
rendersi invisibile. Si far di fumo, si dileguer, cambier
personalit. Ho il presentimento dessere arrivato
molto vicino alla verit e sono di parere che sia bene
utilizzare tutti i dati relativi al caso Lefarge.
Un agente buss alla porta in quel momento e consegn
al direttore un telegramma. Questi lo lesse e lo pass
a Freyberger.
Ricevuta vostra comunicazione saremo Hotel Langham
ore sette. Porteremo documenti.
CECILIA LEFARGE.
 Benissimo  disse il direttore sorridendo.
Prima che Freyberger avesse il tempo di rispondere,
venne portato un secondo telegramma. Era la risposta
della Prefettura di Polizia.
Fotografia inviataci riconosciuta come quella di Wilhelm
Mller assassinato il 9 novembre 19... in Rue de
Turbigo. Duplicato vostra fotografia conservato nostro archivio.
LEGENDRE. Capo Ufficio Archivio.
Gli occhi del direttore brillavano di soddisfazione.
Era ammirato dellacume di Freyberger nellaver afferrata
la relazione tra i due delitti e nellaver intuito che
Mller, alias Kolbecker, alias Klein poteva esser luomo
che aveva organizzato i due delitti.
 Se permettete, signor direttore  disse linvestigatore
 me ne andrei a casa. Avrei da fare qualcosa dimportante.
 Che cosa?  fece il direttore.
 Dormire, signor direttore. Non ho chiuso occhio
da quarantottore.
 Bene, bene. Se verr qualche informazione importante
vi mander a chiamare. Sono contento di voi,
Freyberger. Buon riposo e buoni sogni.
 Non sogno mai, signor direttore  rispose Freyberger.
...
.
...
Capitolo 21.
...
.
...
Appena a casa linvestigatore si mise a letto, chiuse
gli occhi e perdette il senso della realt.
Si svegli alle quattro e mezzo, si fece il caff, accese
un sigaro e si mise a riflettere. Prima di cantar vittoria
voleva chiarire ancora qualche particolare. Voleva sapere
se il busto di Lefarge e di Gyde erano stati eseguiti
dallo stesso artista.
Era probabile che la signorina Lefarge dietro la sua
preghiera avesse portato con s il busto di suo padre.
Freyberger sapeva che dopo il processo era stato restituito
alla figlia. Solo Antonides sarebbe stato capace di
dare un giudizio in proposito. Alle cinque usc per andare
al negozio dellantiquario.
Non pass al Quartier Generale sapendo che se vi
fosse stata qualche notizia importante, gli sarebbe gi
stata comunicata.
Trov Antonides che finiva di mangiare del salame
dietro il banco. Il vecchio si rovinava lo stomaco per
economizzare lo stipendio di un impiegato di fiducia e
si limitava e tenere un ragazzo a sette scellini la settimana,
per aprire il negozio e spolverare i pezzi pi in vista.
Cos che egli non poteva assentarsi per andare a pranzo
senza chiudere il negozio e non voleva rischiare di perdere
clienti. Finiva quindi per mangiare quasi sempre
dietro il banco.
 Buon giorno, signor Freyberger.
 Buon giorno.
 In che cosa posso servirvi? Avete un altro busto da
restaurare?
 No, oggi no, grazie. Vorrei il vostro giudizio su
unopera darte.
 Mostratemela.
 Credete che io la porti in tasca?
 Ho veduto delle opere darte che potevano benissimo
portarsi in tasca. Ho visto una tabacchiera che valeva
duemila sterline e che ho comprato per... ma non importa...
 Va bene, ma non si tratta di una tabacchiera, bens
di un busto.
 Un altro busto?
 S, un altro busto.
 E chi rappresenta?
 Un uomo.
 Eseguito da chi?
 Da uno sconosciuto che credo sia il medesimo che
ha scolpito quello di Sir Antonio Gyde.
 Ah, ah!
 Potreste dirmi se  dello stesso scultore?
 Qui, sul momento?
 Vorrei potervelo mostrare.
 Conoscete la mia tariffa per queste mie consultazioni?
 No. Quanto?
 Una sterlina.
 Lavrete.
 A che ora me lo porterete?
 Non so se potr portarlo qui. Dovreste venire a vederlo.
 Dove?
 AllHtel Langham.
 Conoscete la mia tariffa per consultazioni fuori del negozio?
 No.
 Due sterline.
 Le avrete.
 E il prezzo della vettura?  continu Antonides con cupidigia.
 Avrete anche quello.
 Anche per il ritorno?
 S, s e che cosaltro ancora? Dite tutto, gi che ci
siete. Dei rinfreschi strada facendo? E un tappeto rosso
sui gradini dello scalone? E che cosa ancora?
 Non bevo mai fuori pasto. Saranno due scellini per la vettura. A che ora debbo trovarmi allalbergo?
 Verso le sette e mezzo.
 E il busto? Sono indiscreto se vi domando di dove viene?
 Da Parigi. Avete mai, sentito parlare duno scultore che si chiama Mller?
 S, Wilhelm Mller, assassinato qualche anno fa?
 S, otto anni fa.
 Da un certo signor...
 Lefarge.
 S, s, mi ricordo di Mller. Lho visto una volta, una decina danni fa. Ricordo daver letto sul giornale il resoconto del delitto. S, s, mi ricordo benissimo di Mller.
 Che ne pensate?
 Conoscete la mia tariffa per queste...
 S, s  linterruppe Freyberger ridendo.  Prendete un sigaro e ditemi la vostra opinione su Mller.
 Ecco, secondo me, era un uomo moderno, vale a dire un prodotto artificiale, ma non pareva cattivo, poich cercava di nascondere come poteva ci che la natura aveva messo in lui.
 E che cosa aveva messo in lui?
 La pazzia.
 Era pazzo?
 S, ma molto intelligente.
 Lo avreste creduto capace di commettere un delitto?
 Con tutta facilit. Aveva tutti i caratteri del delinquente.
 E con tutto questo era un artista di talento?
 Ne sono certo, bench io non abbia visto nessuna delle sue opere.
 Scusate, ne avete veduta una, poich quel busto di Sir Antonio Gyde era stato eseguito da lui, a quanto mi risulta.
 Era un uomo di talento. Aveva locchio vivace, lo sguardo profondo, ma qualche volta il suo occhio sfuggiva, si smarriva, aveva espressioni cos strane che non ci si poteva ingannare. Cera della pazzia in quelluomo. Freyberger, vedendo che non avrebbe potuto sapere nulla di pi, strinse la mano ad Antonides e gli raccomand di trovarsi alle sette e mezzo allHtel Langham.
...
.
...
Capitolo 22.
...
.
...
Alle sette precise Freyberger scendeva dal tass davanti
allHtel Langham.
La signorina Lefarge aveva dato ordine di introdurre
tutti i visitatori che avrebbero chiesto di lei.
Freyberger segu un cameriere sullo scalone coperto
da un alto tappeto. Davanti a un uscio del primo piano il cameriere si ferm.
 Chi devo annunciare, signore?
 Gustavo Freyberger.
Dopo pochi secondi linvestigatore si trov in presenza
di tre persone: una vecchia signora dai capelli bianchi,
una ragazza che intu essere la signorina Lefarge e
un uomo sulla trentina dal viso glabro e dal tipo inglese.
Freyberger si rese conto che la ragazza era accompagnata
da una vecchia signora, amica o parente, ma la presenza
del giovane sconosciuto lo lasci perplesso. Le signore
erano francesi, ma il loro compagno era indubbiamente inglese.
Inutile dire che si trattava di Hellier.
Cecilia si volse al nuovo venuto e gli tese la mano
con tanta grazia che Freyberger ne fu commosso.
 Siete il signore che mi ha telegrafato per chiedere
un colloquio con me, non  vero?
 S, signorina. La comunicazione veniva dal nostro
Reparto Investigativo. Io sono delegato per uninchiesta
relativa a un delitto commesso in Inghilterra. Nel corso
delle indagini vi ho trovato qualche punto di contatto con un delitto commesso a Parigi....
 Otto anni fa?
 S. Voi, dunque, siete la signorina Lefarge, e questa signora...
  mia zia. La signora De Warentz.
 Grazie. E questo signore?
Cecilia arross leggermente.
  un nostro ottimo amico, il signor Hellier.
Hellier lev di tasca un biglietto da visita e lo porse a Freyberger.
 Questo  il mio nome e il mio indirizzo  disse. 
Potete star sicuro che tutto ci che verr detto qui, non
sar risaputo, per quanto sta in me. La signorina Lefarge
mi ha confidato i particolari del delitto e ho fatto
anchio qualche indagine. Ho passato qualche giorno a
Parigi per studiare glincartamenti del processo e potrei
forse, debolmente, aiutarvi, se lo credete opportuno.
Linvestigatore sinchin con una certa rigidezza.
Aveva in orrore gli investigatori dilettanti; il caso Gyde
gli apparteneva e non desiderava laiuto di nessuno.
 Grazie  disse. Poi volgendosi alla signorina Lefarge:
 Voglio essere sincero, signorina, vi ho fatto fare
un lungo viaggio, ma non posso ancora darvi speranze riguardo a ci che vi fa soffrire da tanti anni.
 Nessuna speranza?
 Intendo dire che non posso lasciarvi sperare che il
signor Lefarge sia vivo.
 Vivo! Oh, no!  morto, purtroppo; il mio istinto
me lo dice da molto tempo. Ma spero almeno nella sua riabilitazione.
 Oh, quanto a questo, potete sperarlo senzaltro.
Erano ancora in piedi, uno di fronte allaltra. La signorina
si sedette in una poltrona e invit linvestigatore
a sedersele accanto.
 Vi dir dunque  continu Freyberger  che in Inghilterra
 stato commesso un orribile delitto con le identiche caratteristiche di quello della Rue de Turbigo.
 Ah!
 Noi crediamo che il colpevole sia il medesimo e se
possiamo trovarlo ed arrestarlo, il nome di vostro padre
sar riabilitato.
Cecilia sospir, incroci le mani sulle ginocchia, senza
staccar gli occhi dalluomo che le apriva il cuore a
quella speranza. Vedendolo cos risoluto, forte e intelligente,
cap di trovarsi di fronte al vendicatore che aspettava da otto anni.
 Anzitutto  continu Freyberger traendo di tasca
una fotografia e porgendogliela  vogliate dirmi se riconoscete questa persona.
Ella la guard e gett un grido acutissimo.
 Mller!  esclam respingendo il cartoncino con
un gesto dorrore.   luomo che ha fatto il busto di
mio padre. Quel viso mi ha ossessionato da quando lho veduto la prima volta!
 Non vorrei rinnovare la vostra pena, signorina, ma
dovr farvi qualche domanda. Sapete che, purtroppo,
agli occhi del mondo vostro padre  creduto colpevole.
 Ahim, s, purtroppo.
 Ma voi avete sempre creduto alla sua innocenza.
Vorreste dirmi se questa vostra certezza era basata su ragioni speciali?
 No, so che mio padre era innocente, lo credo, come credo che il sole risplende anche quando  nascosto dalle nubi.
 E Mller lavete veduto parecchie volte?
 Mio padre lha ricevuto in casa qualche volta. Mio
padre era cos buono e fiducioso. Non sapeva mai vedere
il male in nessuna cosa. Purch un uomo avesse del
talento non chiedeva di pi. Molti grandi artisti doggigiorno devono la loro fortuna a mio padre.
Freyberger studiava la ragazza da quando era entrato
e si era accorto che era una donna fuor del comune. 
Mostrava unintelligenza, una forza di volont e un buon
senso cos sviluppato che linvestigatore non esit ad
esporle le analogie scoperte tra i due delitti in questione.
 Tutto questo non fa che confermare la mia opinione
 disse la signorina quando egli ebbe finito di parlare.
 Vale a dire che Mller con qualche diabolico procedimento
inventato da lui ha distrutto corpo, anima e
reputazione di mio padre, esattamente come ha distrutto Sir Antonio Gyde.
 Ed ora vorrei domandarvi se avete qui il busto di
vostro padre eseguito da quelluomo.
 S,  nella mia camera. Spero che ci possa essere utile.
 Lo spero anchio e vi ringrazio daverlo portato.
Vorrei vederlo e mostrarlo ad un amico che aspetto da
un momento allaltro.  un uomo molto abile che ha ricostruito
il busto di Gyde, e il suo giudizio ci sar prezioso.
La signorina pass nella stanza attigua e ritorn con
un involto bianco. Lo svolse e scopr il busto di Lefarge.
Freyberger lo esamin con attenzione e con interesse.
 Credete che questo possa aiutarvi nelle vostre indagini?
 domand la ragazza.  Che ve ne pare?
 Ah, signorina, il mio parere non ha alcun valore e
per questo ho convocato un uomo competente, che  un mago in questo genere.
Nello stesso momento fu bussato alluscio. Un cameriere port un biglietto da visita su un vassoio. Cecilia
lesse:
J. ANTONIDES
Antichit e Opere dArte
106 Old Compton Street
 Questo signore dice dessere aspettato  disse il
cameriere trattenendo a stento la voglia di ridere.
 Fatelo entrare  disse Cecilia.
Antonides, vestito con una vecchia palandrana, entr
dopo esser rimasto un momento sulla soglia, esitante.
Riconosciuto il suo amico Freyberger, fece un passo
avanti e si decise a salutare.
Freyberger gli and incontro e Antonides prendendolo
per un bottone della giacca gli disse sottovoce.
 Una parola in un orecchio, signor Freyberger?
 Che cosa?  disse laltro seguendolo in anticamera.
 Ho da trattare con voi o con quella giovane signora?
 Suppongo che per giovane signora vogliate intendere la signorina Lefarge.
 S.
 Dovrete trattare con me, perch mi fate questa domanda?
 Semplicemente perch...  disse il vecchio mercante
che con unocchiata aveva gi valutato la ricchezza
di una ragazza che poteva permettersi il lusso di occupare
un appartamento in uno dei primi alberghi di
Londra;  semplicemente perch, se non siete voi che
pagate, che cosa vimporta se guadagno un po di pi.
Rompiamo il nostro contratto e lasciate che domandi
alla signorina il prezzo dellispezione.
 Attento  rispose Freyberger.  Abbiamo contrattato per due sterline.
 E la vettura.
 E la vettura, non un penny di pi. Ma per chi mi
prendete? Ecco il vostro danaro anticipato, due sterline
e due scellini, sono pi che sufficenti. Siete un bel tipo!
 Gli affari, sono gli affari, signor Freyberger. Credete
a me, farete sempre bene a stabilire le condizioni in
anticipo, in qualunque affare. Una volta ho perduto due
scellini e tre pence per aver dimenticato di domandare
in anticipo il prezzo di un viaggio. Sono passati sette
anni e non sono ancora riuscito a farmeli rimborsare.
Ma ora andiamo per la nostra ispezione.
Rientrarono in salotto. Freyberger present il vecchio
e gli indic il busto.
Antonides si aggiust gli occhiali sul naso e si mise
ad esaminare attentamente la scultura.
 Ebbene?  domand Freyberger.
 Ebbene, bisogna esser ciechi per non vedere che
questo busto dal punto di vista artistico  fratello di
quello che ho riparato per voi.
 Ne ero sicuro  rispose linvestigatore.
 Allora, perch mi domandate il mio parere?
 Per esser doppiamente sicuro.
 Oh, potete affermare senza esitazione che lautore
di questo busto  lo stesso dellammirevole opera darte
che un barbaro aveva spezzato a colpi di martello.
Antonides sinchin alle signore, prese il suo vecchio
cappello che aveva posato su una sedia e, accompagnato
da Freyberger, usc dalla stanza.
Quando linvestigatore torn, la signorina Lefarge era
immobile allo stesso posto. Hellier era seduto su una
poltroncina e non aveva aperto bocca; si accontentava
dascoltare lasciando che labile investigatore assolvesse
il suo compito.
La ragazza si scosse finalmente, quando Freyberger le domand.
 Mi avete detto tutto ci che sapete?
 S.
 Vorrei tuttavia che mi diceste con pi precisione
che cosa pensate. Aiutate la vostra memoria con
limmaginazione. In otto anni che riflettete su questo
fatto che vi sta a cuore, come avete immaginato che siano
procedute le cose?
 Ecco, io ho sempre creduto che il corpo trovato
decapitato nella stanza di Mller non fosse quello di
Mller, nonostante le sue iniziali. Nessuno aveva mai
veduto quelle iniziali tatuate sul corpo di Mller vivente.
Io credo che Mller abbia assassinato le persone trovate
decapitate e ho sempre pensato che quelluomo diabolico
avrebbe commesso, un giorno o laltro, un delitto
analogo. Ne sono convinta dopo che mi avete raccontato
i particolari del caso Gyde.
 Ah, che cosa mi fate pensare!  esclam Hellier
battendosi la fronte.
 Che cosa?  domandarono in coro la ragazza e
linvestigatore.
 Quando sono andato a Parigi per le indagini che
volevo fare per mio conto, ho scorso tutti i numeri del
Petit Journal dellanno del delitto di cui mi interessavo.
Ricordo benissimo lassassinio di un vecchio, un certo
Mesnier trovato strangolato. Un testimonio importante
aveva veduto uscire dalla casa di Mesnier un uomo che
avrebbe giurato fosse Mller.
 Ah!  fece Freyberger interessato.  E dite che
questo accadeva poco tempo dopo il caso Lefarge?
 S, pochi giorni dopo. E pochi giorni dopo lassassinio
di Mesnier fu trovata strangolata una donna. Comincio
anchio a pensare che tutti questi assassinii possano
essere attribuiti a Mller.
Freyberger rifletteva.
 Avete quella collezione di giornali?
 No, li ho letti a Parigi, ma ho notato le date.
 Non importa, non ho bisogno dei particolari, mi
bastano i fatti.
 Credete che possano esservi utili?  domand la
ragazza.
Freyberger sorrise, ma il suo ardore si era raffreddato.
Non voleva dire davanti a Hellier il suo pensiero, voleva
tenere per s il caso Gyde, finch non fosse chiarito.
 Forse s, e forse no  rispose.  Per il momento
permettetemi di accomiatarmi. Vi terr informata di tutti
i nuovi particolari che verranno a mia conoscenza. Buona
sera, signorina.
Salut la vecchia signora, strinse freddamente la
mano a Hellier e usc.
Dopo un momento, Hellier si alz.
 Vorrei parlare a quelluomo  disse stringendo la
mano a Cecilia.  Cercher di raggiungerlo prima che
esca dallalbergo. Vi vedr domani?
 S, venite presto.
E usc per rincorrere Freyberger.
...
.
...
Capitolo 23.
...
.
...
Sotto il loggiato dellHtel Langham, linvestigatore
si ferm per accendere un sigaro. Poi si abbotton il soprabito
e si accinse a scendere la scalinata. Si sentiva
soddisfatto. Vedeva aperta davanti a s la via della verit,
dopo le recenti scoperte e prevedeva il corso che
avrebbero preso gli avvenimenti.
Mentre scendeva il secondo gradino, ud una voce dietro di s
 Vi prego di scusarmi...
Si volse e vide Hellier.
 Vorrei che mi accordaste un breve colloquio  disse lavvocato.
 Con piacere  rispose linvestigatore non eccessivamente
gentile.  In che posso servirvi?
 Se mi permettete di accompagnarvi per un tratto di
strada, vi spiegher. Non crediate, vi prego, che io voglia
immischiarmi nel vostro lavoro, ma ho dato la mia
parola di fare quello che posso per la riabilitazione del
padre della signorina Lefarge e ho qualche idea che credo non vi sar inutile.
 Uhm!
 Ho studiato in modo particolare la Medicina legale
e la criminologia e vi dir, in poche parole, il mio pensiero:
questo Mller commette a Parigi un delitto lungamente
e sapientemente preparato. Dopo di che diviene
come pazzo, la mania duccidere lo assale e vuol essere
soddisfatta. Strangola altre due persone senza prender
precauzioni e per miracolo non si fa cogliere. Non  raro
il caso di alienati che uccidono per il piacere duccidere.
Questi individui sono spesso pi intelligenti degli altri.
Secondo me, Mller, uomo di grande ingegno, dopo
il primo omicidio diviene una macchina per uccidere e
assassina altre due persone. Poi si calma; per qualche
anno ne ha abbastanza, finch commette un nuovo delitto
sapientemente premeditato e combinato... dopo di che la mania lo riprende.
 Perfettamente  disse Freyberger asciutto, ma condividendo
il pensiero di Hellier.
 Cos, probabilmente, egli rifar quello che ha fatto
otto anni or sono. La follia sanguinaria lo riprender..
Per impadronirsi di lui non c che aspettare. Se fra
qualche giorno vi troverete di fronte a un assassinio
commesso senza motivo apparente e potrete arrestare
lassassino, scommetto fin dora che questi sar Mller.
Freyberger non rispose. Era dello stesso parere di
Hellier, ma non  piacevole sentire spiegare da un altro
ci che siamo riusciti a trovare col nostro ragionamento.
Egli aveva messo tutto il suo impegno e la sua intelligenza
nella soluzione del caso Gyde ed ecco che qualcuno
veniva a dirgli come doveva continuare. E, peggio
ancora, questo qualcuno aveva ragione. Dimenticava
che era stato Hellier a parlargli degli altri delitti commessi presumibilmente da Mller.
 Ebbene  disse.  Credo che quello che dite non
manchi di buon senso. Noi stiamo studiando la cosa e
potete esser certo che tutto il necessario sar fatto. In
generale ci  proibito cercar aiuti fuori delle nostre organizzazioni.
Ed ora, buona sera, signor Hellier.
Ecco linvestigatore professionale pens Hellier
guardandolo allontanarsi. Sono tutti eguali, devono impiegare
i procedimenti classici. Mi ero stupito della perspicacia
di costui, ma vedo che  come gli altri. Ebbene,
se non vede gran che di buono nella mia idea, io ci vedo
la soluzione del problema e aprir gli occhi in modo da poter approfittare di ogni occasione.
...
.
...
Capitolo 24.
...
.
...
Se Hellier avesse potuto legger nel pensiero del nostro
amico Freyberger, si sarebbe accorto che questi, nonostante
le pastoie professionali, aveva conservato una
mente aperta e non era schiavo delle tradizioni.
Linvestigatore doveva entrare in servizio; prese un
tass e si fece condurre al Quartier generale. Arrivato
alla porta vide il direttore che saliva in automobile. Il capo lo scorse e lo chiam.
 Venite con me, Freyberger. Vado a procedere a delle constatazioni.
Freyberger sapeva che cosa voleva dir questo. Doveva
esser stato commesso qualche delitto straordinario,
perch il direttore andasse in persona per le constatazioni.
Sal nellautomobile, ma senza entusiasmo, poich
aveva gi abbastanza da pensare per il lavoro di cui era
incaricato, senza che gli capitassero nuove inchieste sulle braccia.
Percorsero Regent Street, poi Oxford Street nella direzione
dellArco. Quindi si diressero verso Notting Hill
Gate, discesero Silver Street e voltarono in Kensington.
Dopo qualche centinaio di metri la vettura rallent e un
agente a cavallo che percorreva lentamente la strada incontro
a loro, volt il cavallo e pass avanti per mostrare la strada.
Erano in St. James Street, in una localit che sembra
una cittadina di provincia. Ogni casa ha un giardino sul
davanti, con due o tre alberelli. Gli abitanti sono gente
pacifica, funzionari in ritiro, commercianti in riposo. In
un certo punto si vedeva un assembramento di persone.
Lautomobile rallent ancora e si ferm a una certa distanza
dalla folla. Il direttore e Freyberger scesero e guidati
da un agente, entrarono in un piccolo giardino.
Alla porta della casa era di guardia un altro agente.
 Il cadavere  qui?  domand il direttore.
 S, signore.
 Accompagnateci.
Lagente apr una porta a destra del vestibolo e tutti
entrarono in un salotto discretamente ammobiliato. Un
uomo era appoggiato al caminetto. Il suo cilindro e lo
stetoscopio che erano sulla tavola ne dicevano la professione.
Una donna attempata, evidentemente appena rimessa
da una violenta emozione, era seduta in una poltrona.
In terra giaceva qualcosa coperto da un lenzuolo.
 Chiudete la porta  disse il direttore allagente.
Poi rivolgendosi alluomo in piedi vicino al caminetto domand:
 Siete il medico, signore?
 S, signore. Sono stato chiamato circa unora fa e
gli agenti mi hanno pregato di aspettare il vostro arrivo.
Le mie cure sono state inutili, la vittima era morta.
 Siete stato voi il primo ad essere chiamato?
 S, signore. Sono stato chiamato alle dieci e un
quarto. Ho trovato il corpo dun uomo col viso congestionato.
Ho creduto sulle prime che si trattasse dun
colpo apoplettico. Cerano gi parecchi curiosi. Questa
signora  convinta che si tratti di assassinio.
 Da quanto tempo  morto questuomo?
 Da pi di mezzora.
 E la causa?
 Secondo me,  stato assalito alle spalle e strangolato.
Ci sono ancora le impronte delle dita sul collo.
 Non avete trovato ferite?
 Nessuna.
 Grazie. Agente, levate il lenzuolo...
Lo spettacolo che si offr agli occhi degli astanti era
orribile. Era il cadavere di un uomo dai capelli bianchi
col viso violaceo, la lingua tumefatta e gli occhi fuori
dallorbita.
 La vittima  stata derubata?
 No, signore. Lorologio e la catena doro sono stati
ritrovati intatti e cos pure il portamonete.
 Bene  disse il direttore.  E voi, signora, cosavete
da dire?
La donna parl con voce spezzata: era la moglie del
defunto. Abitavano in quella casa da quando lui si era
ritirato dagli affari dopo aver fatto fortuna. Il morto si
chiamava Goldberg. Aveva labitudine di andare a fare
qualche passo tutte le sere dopo pranzo, ma non rimaneva
assente pi di una decina di minuti...
Quella sera era uscito come il solito. La moglie era
salita al primo piano per chiudere le finestre delle camere.
Mentre si sporgeva per accostare le persiane aveva
udito un grido nella strada. Si era sporta ancor pi e aveva
veduto due uomini che si dibattevano sul marciapiede
davanti alla porta del giardino. Non aveva potuto distinguere
chi erano, perch era molto buio. Era scesa in
fretta. Suo marito era fuori ed ella era sola in casa. Messa
la catena di sicurezza alla porta, aveva aperto il meno
possibile per dare unocchiata fuori. Aveva scorto una
forma scura distesa immobile sul marciapiede davanti
alla porta del giardino. Non cera nessun altro, n si udiva
alcuno. Allora si era avventurata nel giardino e aveva
trovato suo marito disteso sul marciapiede. Aveva invocato
aiuto e una donna del vicinato era andata a chiamare
il medico e gli agenti.
 Sapete se il signor Goldberg avesse dei nemici?
 Oh, no, signore. Era troppo buono.
 Aveva parenti?
 Nessuno, allinfuori di un fratello che  in Australia.
 Ne aveva ricevuto notizie recenti?
 S, signore, ieri aveva ricevuto una lettera.
 E voi, Freyberger  disse il direttore  avete nulla da domandare?
 No, signor direttore, ma, se permettete, vorrei far
allontanare i curiosi per fare alcune constatazioni allesterno.
 Quanti uomini ci sono qui?  domand il direttore allagente.
 Quattro.
 Ebbene, date ordine di disperdere la folla e se  necessario domandate rinforzi.
Freyberger usc con lagente e ritorn dopo una ventina di minuti.
 Ebbene?  domand il direttore.
 Vorrei parlarvi a quattrocchi.
Il medico se nera andato, non restava che la signora
che usc dalla stanza lasciando i due uomini soli col cadavere.
 Non ho trovato nulla  disse Freyberger, ma, a dir
la verit, lo sapevo anche prima.
 Perch?
 Perch colui che ha strangolato Goldberg non 
uomo da lasciar tracce dietro di s.
 Lo conoscete allora?
 Credo di s, direttore. Credo che luomo che ha
commesso questo delitto sia Klein, alias Kolbecker,
alias Mller.
Il direttore ebbe un gesto dimpazienza.
 Voi vedete quelluomo dappertutto  disse. 
Come potete trovare un rapporto tra questo delitto e il
caso Gyde?
 Un momento, direttore. Voi avete molta esperienza.
Avete veduto molti casi di omicidio commessi senza
motivo contro vecchi buoni e inoffensivi? Il solo fatto
della strangolamento d a questo delitto una fisonomia
speciale. Gli assassini adoperano le armi dogni sorta,
raramente le mani, mentre i pazzi usano di preferenza le mani.
 E allora?
 Allora penso che il demone assassino scatenato
nellanimo di Klein dal delitto commesso nel Cumberland,
abbia risvegliato la sua sete di sangue. Credo che
se non arrestiamo Klein, costui far parlare di s tra non
molto, con qualche altro delitto. Se permettete, io non
torner in ufficio questa notte, ma rester in questi paraggi.
 probabile che lassassino sia rifugiato non molto
lontano di qui. Dormir nella casa se la signora Goldberg
me lo permette. Mi procurer la lista delle pensioni
del quartiere e domattina di buonora inizier le ricerche
 Bene, fate come volete, vi do carta bianca.
Freyberger accompagn il direttore allautomobile,
poi ritorn verso la casa del delitto. Fu raggiunto dal reporter
dun giornale al quale forn un breve racconto del caso.
 Non vi  alcun indizio che possa servire alla ricerca
del colpevole?  domand il reporter.
 La signora Goldberg dice che, a quanto ha potuto
intravedere, laggressore di suo marito era di bassa statura
e aveva la barba nera  rispose Freyberger senza batter ciglio.
 Grazie  disse laltro.  Buona notte.
E se ne and frettolosamente, felice desser stato il
primo ad aver qualche informazione su quel delitto,
mentre Freyberger, nel giardino, pensava:
Quando Klein legger quella descrizione, sar contento
e tranquillo. Linchiesta ufficiale contraddir la
mia affermazione, ma non importa. Il mio dovere innanzi tutto.
E per cominciare, che cosa far Klein domani mattina?
Il suo primo pensiero sar probabilmente di comprare
un giornale. Dunque tutti i chioschi di questi paraggi
dovranno essere sorvegliati. Dico probabilmente, perch
con un delinquente della forza di Klein non si pu esser
sicuri di niente. Tuttavia non bisogna trascurare nulla.
...
.
...
Capitolo 25.
...
.
...
Quando Hellier apr il giornale, la mattina seguente,
fu colpito da questo titolo.
TERRIBILE ASSASSINIO A KENSINGTON
Un ex commerciante ucciso davanti a casa sua.
Lesse in fretta i particolari, poi rilesse con pi calma
larticolo. La predizione che aveva fatta a Freyberger si
realizzava purtroppo; ma, in cuor suo, Hellier non pot a
meno di provare un certo orgoglio. Il solo fatto che lo
lasciava dubbioso era la descrizione dellassassino: bassa
statura, barba nera, ma una barba posticcia si trova
facilmente quando uno vuol camuffarsi. Quanto alla statura,
non si pu tenere un gran calcolo di ci che ha veduto
di notte una donna spaventata. Il fatto che la vittima
era stata strangolata era un indizio importante.
Pens per un istante di andare a Scotland Yard per comunicare
a Freyberger le sue impressioni, ma aveva capito
abbastanza che linvestigatore non avrebbe gradito
la sua intromissione. Decise quindi di fare ricerche per
conto proprio; ma anzitutto voleva vedere la signorina Lefarge.
Si present allalbergo verso le dieci e la sua visita
non dur che venti minuti. Non disse nulla dellassassinio
di Goldberg, non voleva basarsi su questo per far nascere
delle speranze e, daltra parte, aveva altre cose di cui parlare.
Cecilia Lefarge, fino dal suo primo incontro con Hellier,
aveva provato per il giovane la pi viva simpatia.
Quando egli era partito non gli aveva nascosto i suoi
sentimenti, ma non gli aveva lasciato nessuna speranza,
fintanto che il mistero che circondava la scomparsa di
suo padre non fosse chiarito e il nome di lui riabilitato.
Tuttavia il suo affetto per Hellier aumentava e alla
sua calma era subentrata una sofferenza profonda, amara,
quasi fisica. Era una sofferenza che Hellier solo poteva
guarire. Anche lui, per parte sua, aveva molto sofferto,
a Londra, e soltanto Cecilia avrebbe potuto confortarlo.
Egli usc dallalbergo alle dieci e mezzo, prese un
tass e si fece condurre nelle vicinanze di Kensington.
Voleva vedere il luogo del delitto. Non aveva idea di
ci che avrebbe fatto, ma avrebbe deciso al momento opportuno.
Discese dallauto pubblica e si diresse a piedi verso St. James Street.
Davanti alla casa cera il consueto assembramento,
costantemente disperso e costantemente rinnovato.
Hellier si mescol alla folla e ascolt i commenti che
si facevano attorno a lui. Poi, incamminandosi lentamente per la via, esamin le case.
Klein era un artista, ma era troppo vagabondo e disordinato
per essere alloggiato in qualcuna di quelle case
dallaspetto ricco, dai giardini puliti, dagli appartamenti chiari e decenti.
Hellier svolt a caso in una via laterale. Si trovano
talvolta nei quartieri pi decenti, vie che non sono n
belle, n pulite, invase da famiglie decadute, dove si vedono
immondizie davanti alle porte e si sentono cantare ritornelli volgari.
St. Ann Road  una di quelle. Le case sono staccate
luna dallaltra e circondate da giardini. Hellier aveva
deciso di domandare a qualche agenzia di locazione del
quartiere se ci fosse qualche studio da affittare. Aveva
cos la sensazione di iniziare la sua caccia, quando a un
tratto scorse un uomo che usciva da una casa di fronte alla quale egli si trovava.
Luomo si guard attorno sospettoso. Doveva aver
veduto Hellier, ma non ne diede il minimo indizio.
Questi lo segu passo passo, poich alla vista di
quelluomo il suo cuore aveva affrettato i suoi battiti.
Allangolo della via lo sconosciuto volt e scomparve.
Hellier si mise a correre. Appena ebbe svoltato a sua
volta vide lo sconosciuto voltarsi indietro e riprendere a
camminare rapidamente. Se costui aveva notato a quale
distanza Hellier si era trovato da principio, si doveva essere
accorto che la distanza era considerevolmente diminuita e che Hellier lo pedinava.
Arrivato in fondo alla via che percorreva, lo sconosciuto salt in un autobus che passava.
Hellier chiam il conduttore, ma questi guardava da
unaltra parte, non lud e non vide i suoi gesti. Non
cerano in vista n carrozze n tassi. Daltra parte, non
aveva nessun mandato di cattura, ed era stato imprudente,
poich lo sconosciuto si era certamente accorto che egli lo inseguiva.
Perderne le tracce era duro per Hellier, perch era fermamente
convinto che quegli non fosse altro che Klein.
Aveva una tipica fisonomia impossibile a dimenticare.
In ogni caso, la somiglianza era straordinaria.
Non aveva mandato di cattura, ma Hellier pensava
che avrebbe dovuto agire immediatamente, senza preoccuparsi
delle conseguenze, che avrebbe dovuto inseguire
quelluomo, chiamarlo, gridargli di fermarsi, adunare
i passanti, accusarlo di furto, fare tutto il possibile perch
fosse arrestato e finalmente messo a confronto con
la polizia.  vero che se lo sconosciuto avesse potuto dimostrare
desser tuttaltra persona, Hellier si sarebbe
trovato in una spiacevole situazione. Ma che importava?
Si trattava di salvare la donna che amava o, se non altro,
la sua pace. Ella gli avrebbe perdonato lerrore e che
importava a lui il resto del mondo, la critica dei giornali,
i sorrisi dei colleghi, lammenda alla quale sarebbe stato condannato?
Si era lasciato sfuggire una magnifica occasione.
Come riparare? Avesse almeno osservato meglio la casa
di dove era uscito quelluomo!
Pens che sarebbe stato bene avvertire Freyberger, ma dove trovarlo subito? Avrebbe provato a telefonare a Scotland Yard e se non lavesse trovato gli avrebbe lasciato un messaggio urgente. Stava dirigendosi a un telefono pubblico quando allangolo della via si trov faccia a faccia con luomo che cercava in quel momento.
...
.
...
Capitolo 26.
...
.
...
Quella notte Freyberger aveva dormito tre ore appena,
ci nonostante pareva perfettamente riposato.
Si era procurato una lista completa delle pensioni e
degli alberghi del quartiere. Aveva fatto sorvegliare le
edicole dei giornali, gli uffici postali, le stazioni delle
carrozze e dei tass. Il risultato era stato larresto di un
uomo che aveva potuto provare sul momento la sua innocenza.
Il fatto di non poter dare una descrizione particolareggiata
di Klein complicava le cose. Si sapeva che
era pallidissimo, senza barba, di media statura e che
aveva la pronuncia tedesca.
 Che fortuna!  esclam Hellier.  Siete proprio la
persona che desideravo maggiormente dincontrare.
 Ah, signor Hellier  rispose laltro senza soverchio
entusiasmo.  In che cosa posso servirvi?
 Mi permettete di accompagnarvi per un tratto?
 Certamente.
 Ecco. Ho letto sui giornali di questa mattina che 
stato commesso un delitto.
 Che delitto?
 Lassassinio di un certo Goldberg.
 Ah, s.
 Ricordate quello che vi ho detto ieri?
 Perfettamente.
 Ebbene, io sono convinto che lautore di questo
delitto  lautore dei delitti che hanno seguito il caso Lefarge.
 Mller. Sono venuto qui subito e...
 E vi preparate a fare linvestigatore dilettante.
 S, ma vi prego di non fraintendere il mio scopo.
Non sono spinto dalla curiosit. Vi dir francamente che
amo la signorina Lefarge e non posso sperare di ottenere
la sua mano finch il nome di suo padre non sar riabilitato.
Volete che vi dica qual  la miglior maniera di facilitare
questa riabilitazione? Tornate a casa vostra e dimenticate
questa faccenda. Lasciatela sbrigare ai professionisti
che sanno che procedimenti seguire. Nulla ci disturba
come questi interventi inaspettati.
 Capisco, ma voi sapete che il caso porta talvolta
delle indicazioni che il ragionamento e la scienza migliore
non hanno potuto scoprire. Che direste se vi annunciassi
che credo di aver veduto dianzi Klein, o Mller?
Freyberger sussult, ma riprese subita la sua calma.
 Direi che probabilmente vingannate.
 Eppure ho veduto un uomo che somiglia moltissimo
alla fotografia che ci avete mostrata ieri sera.
 E dove?
 In St. Ann Road. Vi passavo per caso dopo essermi
recato sul luogo del delitto e ho veduto quelluomo
uscire da una casa. Lho seguito fino a pochi passi da
qui, ma improvvisamente  saltato in un autobus e lho perduto!
 Lavete perduto!
 Non  colpa mia; non ho trovato nessun veicolo qua attorno.
 Non importa, dato che con tutta probabilit vi sarete ingannato.
 Se questa  la vostra opinione  disse Hellier un
po seccato,  non parliamone pi. Non mi resta che salutarvi.
 Un momento  disse Freyberger.  Avete detto
daver veduto luomo uscire da una casa. Potreste riconoscere questa casa?
 Temo di no, tuttavia potrei provare; se volete accompagnarmi
 disse Hellier dominando la sua collera.
Ritornarono insieme in St. Ann Road. Hellier cerc di
orientarsi e finalmente riusc a individuare la casa.
Era una delle tante casette isolate, circondata da un
giardino quasi incolto. Tutte le finestre della facciata avevano le persiane chiuse.
Freyberger apr il cancello e, seguito da Hellier,
sinoltr fino alla porta della casa. Buss e suon, ma non ottenne risposta.
 Proviamo dalla parte di dietro  disse linvestigatore;
 molte famiglie occupano le stanze posteriori e tengono le altre per ornamento.
Dietro la casa cera una veranda a vetri della quale
Freyberger tent di aprire la porta, ma era chiusa.
 Qui non c nessuno  dichiar.
 Nessuno per ora, ma c stato qualcuno. Se Klein 
stato qui, se questo  il suo nascondiglio, ritorner.
 S  conferm linvestigatore;
Per il momento si rassegnarono ad andarsene. Sul
cancello, Hellier fece un nuovo tentativo.
 Non potreste ottenere un mandato di perquisizione
per venire a fare ricerche nella casa?
Questa frase port al colmo il nervosismo di Freyberger.
Un mandato di perquisizione! Voi parlate come un
ragazzo! Per cercare che cosa? Dei vasi di fiori? So io
quel che devo fare. Non domander nessun intervento.
Buon giorno.
E volt a sinistra dirigendosi verso Malpas Road, mentre Hellier voltava a destra.
Pazzo!  pensava Hellier. Asino calzato e vestito!
Non importa... aspettiamo.
Animale, cretino, idiota mormorava Freyberger.
Insegnarmi quel che si deve fare! Un mandato di perquisizione!
Fatti pochi passi in Malpas Road, linvestigatore si
ferm e torn indietro. Hellier non cera pi. Freyberger
aspett un momento, poi ritorn verso la casa che portava il N. 18.
Entr, chiuse accuratamente il cancello e si diresse verso la veranda.
Si ferm un momento davanti alla porta, si guard attorno,
poi si chin esaminando con attenzione il terreno, come chi cerca una moneta.
Non cerano tracce di passi, bench la terra fosse
molle. Cerano dei grossi vasi da fiori vuoti; contro uno
di questi era appoggiata una zappa alla quale erano ancora
appiccicate particelle di terra che dimostravano che
lo strumento era stato adoperato da poco. Ma dove, se non cera traccia di sorta?
A un tratto, un oggetto non comune colp il suo sguardo;
era una larga foglia di cavolo. Qua e l cerano foglie
daltro genere, ma nessunaltra foglia di cavolo. Al
novantanove per cento degli investigatori sarebbe sfuggito
questo piccolo particolare. Freyberger raccolse la
foglia e si accorse che ricopriva un piccolo tratto di terreno
che doveva essere stato rimosso recentemente.
In un minuto, adoperando le mani soltanto, linvestigatore
scav la terra molle e scopr una scatoletta coperta
di marocchino, Lapr; era un astuccio da gioielli,
vuoto. Sulla seta della fodera era impresso: Smith & Wilkinson, Regent Street.
Smith e Wilkinson! I gioiellieri di Sir Antonio Gyde.
Continuando a scavare, Freyberger dissotterr altri
astucci simili. Il sudore gli scorreva sulla fronte. Sentiva
che una misteriosa influenza emanava da quello spirito
diabolico contro il quale aveva preso a lottare dastuzia
e di perspicacia. Sentiva daver a che fare con un essere,
demonio, genio e pazzo nello stesso tempo, e fu preso da una rabbia terribile.
I cani da caccia odiano la selvaggina che sentono al
fiuto; in ogni caccia c odio e Freyberger, nel corso
dellinchiesta sul caso Gyde, aveva spesso provato un
desiderio violento di gettarsi sullautore del delitto e di farlo a pezzi.
Quando non trov pi nulla, linvestigatore ricolm il
vano, lo ricopr con la foglia di cavolo, cancell ogni
traccia dei suoi passi e con gli astucci vuoti in tasca ritorn verso la casa abbandonata.
Esamin la serratura della porta della veranda. Era
leggera e avrebbe potuto farla saltare con un pugno, ma
non voleva lasciar tracce. Si tolse di tasca un grimaldello,
ne introdusse lestremit nella serratura, come un
chirurgo introduce una sonda in un canale; lo rigir, lo pieg, finch la porta si apr.
Entr e richiuse. Nella veranda non cera che qualche
vaso da fiori, una zappa e un vecchio annaffiatoio.
La porta per la quale si entrava in casa si apriva su un
corridoio dal pavimento ricoperto di linoleum. Sulla destra
cera una stanza assolutamente nuda e senza mobili;
a sinistra era un salotto ammobiliato discretamente dove
i resti di un fuoco di legna fumavano ancora nel camino.
Sulla tavola cerano un piatto contenente un po di
carne e un esemplare del Daily Thelegraph di quel giorno.
Quella era dunque la tana della belva. Per nulla lo
provava in modo particolare. Quella stanza avrebbe potuto
essere anche il salotto di un onestuomo. Cera sul
camino un barattolo di tabacco accanto a un libretto di
carta per sigarette. In terra, vicino a una poltrona, cera
un paio di vecchie pantofole. In un angolo della camera
una pila di giornali, in un altro, una vecchia valigia.
Freyberger apr la valigia. Non cera che un vestito
completo, e un soprabito, che uscivano evidentemente
da una grande sartoria; lo dimostravano la finezza della
stoffa e la perfezione del taglio, ma letichetta che i sarti
mettono nelle tasche interne erano state tolte.
Linvestigatore rimise i vestiti nella valigia e la richiuse.
Esamin la pila dei giornali: erano tutti di data
recente e per la maggior parte erano dei giorni successivi
allassassinio commesso nel padiglione del Cumberland.
In ciascuno era un articolo, pi o meno lungo, che si riferiva al caso Gyde.
Freyberger li rimise nellordine in cui li aveva trovati,
poi cominci una minuziosa perquisizione in tutta la
stanza, ma non trov nulla di particolare, eccettuato la
guaina di un coltello a scanalature.
Uscito dalla stanza and ad esplorare il piano superiore.
Tutte le stanze erano assolutamente vuote.
Se la persona che egli ricercava viveva in quella casa,
doveva dormire sul divano del salotto e non doveva cercare
le comodit della vita.
Ritornato nel salotto, Freyberger si sedette in una poltrona
come se fosse in casa sua, trasse di tasca un sigaro e lo accese
Era nel covo della tigre; da un momento allaltro
luscio avrebbe potuto aprirsi per dare il passo al mostro,
ma non era di questo che si preoccupava Freyberger;
si domandava ansiosamente se lo sconosciuto seguito
da Hellier si era accorto dessere pedinato.
Freyberger era senza armi, tuttavia se il sinistro delinquente
fosse entrato allimprovviso in quella stanza lo
avrebbe arrestato e lo avrebbe ridotto allimpotenza,
come aveva fatto un tempo con lassassino di Fashion Road.
Si decise dunque a rimanere e ad aspettare. Lasci
luscio del corridoio e quello della veranda aperti in
modo da poter udire facilmente se qualcuno si avvicinava,
dalluna o dallaltra porta.
Erano le due e mezzo. La casa era immersa nel pi
profondo silenzio. Solo di quando in quando si sentiva
un soffio di vento nel camino e il rumore di una carrozza che passava sulla via.
Poco dopo le tre, linvestigatore sussult a un tratto e
si alz a met dalla poltrona tendendo lorecchio. Aveva
udito il cancello del giardino cigolare sui cardini. Dopo
un secondo risuon un gran colpo alla porta principale.
Freyberger si alz, travers il corridoio, tolse la catena
di sicurezza e i chiavistelli, apr la porta e si trov in
faccia a un fattorino del telegrafo.
 Gyde?  disse il ragazzo porgendo un dispaccio.
 S  disse Freyberger prendendolo.
Il ragazzo se ne and zufolando e linvestigatore dopo
aver ben chiuso la porta ritorn nel salotto col telegramma in mano. Lapr e lesse:
Non mancate appuntamento ore sei.
Nessuna firma. Le indicazioni di servizio portavano:
Trasmesso ore 2,15. Ricevuto ore 2,40.
Freyberger si sedette di nuovo nella poltrona. Rilesse
il telegramma, poi lindirizzo: Gyde, 18, St. Ann Road.
Questo fatto lo disorientava.  vero che Gyde non 
un nome raro a Londra; ma, tenuto conto degli astucci
che aveva trovati nel giardino, il telegramma non poteva
essere indirizzato che a Sir Antonio Gyde. Ci voleva
dunque dire che egli viveva, e abitava in quella casa, ma
anche Klein era uscito da quella casa. Allora Gyde e
Klein erano associati... per quale ragione Sir Antonio
era entrato in relazione con quelluomo, Klein o Mller
che fosse? Forse allo scopo di uccidere uno sconosciuto
nel padiglione del Cumberland e far credere che la vittima
fosse Klein e Gyde lassassino? E, per analogia, Lefarge
era forse entrato in relazione con Mller per uccidere
un altro sconosciuto? Riconosceva che queste ipotesi erano assurde.
A un tratto si fece la luce nella sua mente; come poteva
essere stato cos cieco? Klein si era accorto dessere
seguito da Hellier e immaginando che appartenesse alla
polizia aveva inviato quel telegramma per confondere le tracce.
Questuomo  pi astuto di me mormor, ma io so
sul conto suo pi di quanto egli non creda.
Ora mi rimane da decidere il da farsi; devo rimanere
qui o devo andarmene? Credo che mi convenga rimanere,
anche fino a domani mattina, se fosse il caso. Se ritorna,
lo prender. Non  molto probabile che ritorni,
ma, in ogni caso, io devo restare. Se non verr, sar segno
certo che ha dei sospetti, che ha paura e che senza dubbio egli  lassassino di Goldberg.
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Capitolo 27.
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Cera un po di carbone in un secchio e un po di legna
accanto al camino. Il tempo era freddo e umido; un
po di fuoco sarebbe stato di ristoro allinvestigatore, ma
la luce avrebbe potuto filtrare attraverso le fessure delle
persiane, cosicch rinunci ad accendere il fuoco.
Era condannato anche al digiuno, poich non poteva
approfittare dei resti di carne rimasti sulla tavola: non si
mangia nel piatto di un lebbroso n in quello di una belva.
Fortunatamente aveva la sua pipa e una buona provvista
di tabacco. Il tempo passava; era venuto il crepuscolo
e lombra invadeva a poco a poco la stanza. Il silenzio diveniva pesante.
Nulla di pi snervante di una lunga veglia nel silenzio,
al freddo, nellimmobilit, soprattutto quando si
deve rimanere sulla difensiva, pronti ad ogni istante a
lottare contro un essere pericoloso. Ma Freyberger possedeva
il coraggio fisico sostenuto da muscoli datleta, e
il coraggio morale che deriva dal completo disprezzo di ogni pericolo.
Frattanto loscurit era divenuta completa. Pareva che
il tempo si fosse fermato. Quella casa vuota e malinconica
pareva abbandonata perfino dai topi. Il loro rosicchiare
dietro qualche mobile avrebbe fatto compagnia allintrepido investigatore.
Di quando in quando egli si passava le mani sulle
orecchie per interrompere quellesasperante sensazione
prodotta dalla mancanza assoluta di suoni.
Non avrebbe potuto dire da quanto tempo era venuto
buio; poteva essere unora, poteva essere meno, poteva
essere tre a quattro volte di pi... Alla fine ud distintamente
aprirsi il cancell del giardino. Poi ud richiudere,
con molta precauzione, poich il rumore arriv a malapena
al suo orecchio. Si alz e si lev le scarpe. Usc
dalla stanza e si appost nel corridoio. In fondo a questo
un rettangolo debolmente luminoso indicava la posizione della porta della veranda.
Freyberger si diresse a quella volta e, addossato al
muro, aspett. Vedeva al di fuori una parte della vetrata
della veranda e al di l la massa oscura del giardino.
Finalmente da quella massa vide uscire una figura che
si muoveva lentamente e silenziosamente verso la veranda.
Quelluomo portava un lungo mantello nero, un cappello
floscio ed era di media statura.
Arrivato alla porta esterna della veranda, si ferm e
trasse di tasca qualche cosa che linvestigatore non pot distinguere.
Freyberger aveva lasciato quella porta chiusa semplicemente
col saliscendi. Alzato il saliscendi, luomo si
accorse che la porta si apriva ed emise una leggera
esclamazione di sorpresa, poi entr nella veranda richiudendo la porta dietro di s.
Freyberger lo aspettava trattenendo il respiro. Luomo
rimase un istante immobile guardandosi attorno, poi si
avvicin alla porta del corridoio. Lattacco di Freyberger
fu formidabile, feroce, inaspettato, tuttavia fu ricevuto
come da una roccia. Dopo il primo urto, che lo fece quasi
cadere, il nuovo venuto si irrigid. A un pugno di ferro
rispose con un pugno dacciaio, e allora, nel buio, tra le
due strette pareti del corridoio si ingaggi una lotta terribile.
Chi si fosse trovato sulla veranda non avrebbe udito
che le loro respirazioni affannose e i colpi dei loro corpi
che urtavano di quando in quando contro le pareti.
Linvestigatore era pi pesante del suo antagonista, ma
erano entrambi agili e vigorosi.
Talvolta Freyberger riusciva a sollevare laltro e cercava
di scaraventarlo a terra, ma appena questi aveva
preso contatto col terreno, con un nuovo balzo vigoroso,
respingeva gli assalti dellavversario.
Per un attimo linvestigatore rallent o parve rallentare
la sua stretta. Lavversario approfitt di quellattimo,
ma, con gran fracasso, i due uomini rotolarono a terra,
linvestigatore sulle spalle e sulle braccia dellaltro.
Aveva vinto, con un pronto sgambetto.
Non c posizione in cui un uomo sia pi disarmato e
impotente che steso a terra con le ginocchia del suo avversario
sulle braccia. Pu agitarsi e dibattersi fin che
vuole, non fa che lottare inutilmente.
Luomo che Freyberger aveva atterrato si rese certamente
conto di questo fatto, poich cess di lottare.
Linvestigatore, ancora ansimante, prese una scatola
di fiammiferi dalla tasca della giacca, ne accese uno e
avvicin la fiamma al viso delluomo che teneva sotto di s.
Quelluomo era Hellier.
 Mio Dio!  esclam Freyberger  voi!
 Lasciate che mi alzi  disse laltro.  S, s, sono
io. Mi pare che ci siamo ingannati tutti e due.
Freyberger non rispose, ma si alz e gett via il fiammifero:
i due uomini si trovarono di nuovo immersi
nelloscurit pi completa, ma linvestigatore non pensava
daccendere neppure un fiammifero. Era troppo irritato
per poter parlare. Convinto, per tutto il tempo della
lotta, di aver combattuto con Klein, trionfante finalmente
sul suo avversario, si trovava in presenza, non del
criminale cos ardentemente cercato, ma dellintruso
Hellier. Si pu facilmente immaginare ci che passava per la sua mente.
Anche Hellier si era alzato.
 Accendete un fiammifero  disse allinvestigatore.
 Non so orientarmi, sono stordito dopo la caduta.
 Non accender nessuna luce  rispose Freyberger
con voce terribile.  Potete spiegarvi anche al buio.
 Spiegare che cosa?  disse Hellier irritato.  Mi
sembra che la spiegazione sia gi fatta.
 Rifatela. Che cosa fate qui? Perch vi immischiate
negli affari della Polizia? Voi siete uno di quegli odiosi
individui che si credono furbi e che non sanno occuparsi
dei fatti propri. Che cosa facevate qui?
 Mi sembrate un po pazzo  rispose Hellier.  Sapete
benissimo perch sono venuto. Cerco il nostro comune
amico, lottimo Mller. E se non trovavo lui speravo 
almeno di trovare le tracce del suo passaggio qui.
Mi avete detto che, secondo voi, non era mai stato qui e
ora vi trovo sulla mia stessa pista. Se questa mattina foste
stato sincero, questo non sarebbe accaduto.
 Ebbene, siete venuto, non avete trovato Klein; credo
dunque che il meglio che vi resti a fare sia di andarvene.
Gli trasmetter i vostri saluti quando lo vedr,
cosa che non accadr questa notte, perch voi avete guastato tutto.
 Io?
 S. Voi lavete seguito ed egli  stato messo
sullavviso.
Hellier non rispose. Forse linvestigatore aveva ragione.
Egli fece un passo verso la porta.
 Allora restate voi?
 S.
 Mi dispiace molto questo errore, ma io ho creduto
di far bene.
 Sar una lezione per lavvenire  rispose Freyberger:
 Date retta a me, fidatevi della gente del mestiere e
lasciate che la polizia faccia il suo lavoro. Buona sera.
 Buona sera  disse Hellier.
Linvestigatore brontol qualche cosa e il giovane se
ne and orientandosi con la debole luce che veniva dalla
porta della veranda.
Hellier non solo non aveva commesso un grave errore,
ma aveva fornito una informazione preziosa. Ma
Freyberger non era in uno stato danimo che gli permettesse
di render giustizia al giovane avvocato. Era geloso, soprattutto per il caso Gyde che gli apparteneva.
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Capitolo 28.
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Hellier si avvi lentamente e tristemente verso casa sua.
Convinto daver riconosciuto Klein, si era accorto che
non avrebbe potuto lavorare daccordo con Freyberger e
aveva deciso di correre il rischio di appostarsi in quella
casa donde aveva veduto uscire Klein e di arrestarlo qualora fosse comparso.
Voleva in ogni caso esplorare il luogo. A questo scopo
si era munito degli arnesi necessari per far saltare la
serratura della porta della veranda. Non ne aveva avuto
bisogno, poich aveva trovato la porta chiusa semplicemente
col saliscendi.
Cera voluto una buona dose di coraggio e di audacia
per tentare quella spedizione, dato il carattere terribile
delluomo col quale avrebbe potuto trovarsi a lottare, se
i suoi sospetti erano giusti. E lavventura finiva in un
miserabile fiasco!
Quando era stato gettato a terra da Freyberger aveva
creduto che la sua ultima ora fosse arrivata, poich, naturalmente,
era persuaso di avere a che fare con Klein,
ma non aveva invocato aiuto, poich sapeva che nessun
soccorso avrebbe potuto giungere fino a lui.
Quello scacco gli pesava come un grave errore.
Suonavano le dieci quando arriv allangolo della via
dove una fioraia gli offerse delle rose e delle violette.
Comper un enorme mazzo di violette e, fermato un tass,
si fece condurre allHtel Langham. Le violette erano
il fiore preferito di Cecilia, ma Hellier non lo sapeva e le aveva scelte istintivamente.
Allalbergo fu ricevuto immediatamente dalla signorina
Lefarge che gli and incontro con la mano tesa.
 Vi porto questi fiori  disse egli sedendosi accanto
a lei  e anche qualche notizia, ma non molto buona, temo.
 Sono abituata alle cattive notizie  rispose ella; 
ma nessuna notizia venuta da voi pu essere completamente
cattiva. Avete fatto tanto per me!
 Vorrei aver fatto di pi  e le raccont comerano
andate le cose, senza aggiungere n togliere nulla.
Ella lo ascolt attentamente e, quando ebbe finito, gli disse:
 E cos voi siete andato solo e disarmato in quella
casa per trovare quelluomo abominevole?
 S, e vedete con che bel risultato.
 Non per questo diminuisce la mia ammirazione
per voi, caro amico. Sapete come noi donne ammiriamo
il coraggio negli uomini. E voi vi lasciate scoraggiare
per ci che vi ha detto quellinvestigatore?
 Mi sono scoraggiato perch ha detto la verit.
 E non pensate che ci pu essere anche un po di
gelosia da parte sua? Lho osservato ieri: si poteva leggere
nel suo pensiero; le informazioni che gli avete dato
hanno fatto brillare di piacere i suoi occhi, eppure si 
mostrato malcontento e vi ha parlato come a un nemico.
Egli pensava: Ecco un investigatore dilettante col quale
dovr dividere lonore del successo. Date retta a me,
non interrompete la vostra sorveglianza, poich qualche
cosa mi dice che potrete rendervi molto utile in questa
brutta faccenda. Da parte mia, non rimpiango che una
cosa ed  di essere stata la causa involontaria di
unavventura spiacevole per voi.
Dopo uno scambio di cortesie, Hellier si accomiat,
col cuore confortato dalle parole della sua amica. Egli
lamava con tutte le sue forze e ci bastava a riempirgli
il cuore di gioia nonostante lincertezza dellavvenire.
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Capitolo 29.
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Freyberger rimase sul posto tutta la notte, che fu assai
dura per lui. Senza cibo, senza fuoco, senza luce, tutto
ammaccato dopo la lotta con Hellier, scoraggiato da
quellequivoco, rimase in attesa sperando nella vaga
probabilit che Klein ritornasse.
Allalba se ne and portando con s la piccola valigia
contenente i vestiti, gli astucci e la guaina del coltello.
Si ferm al primo caff che trov aperto per prendere un
caff e latte, poi si diresse al Quartier Generale. Londra
 desolata a quellora. Non cerano vetture, n autobus,
n tass, n botteghe aperte, n passanti. Freyberger, con
la sua valigia in mano, aveva gi davanti a s la prospettiva 
di percorrere a piedi tutta la strada fino a Scotland
Yard. Fortunatamente trov una vettura disponibile.
A Scotland Yard diede disposizioni perch un agente
fosse mandato di fazione alla casa di St. Ann Road. Pi
tardi diede a un altro lincarico di far indagini presso il
sarto di Sir Antonio Gyde, poi ritorn a casa sua, fece
un bagno e dorm qualche ora.
 Ebbene?  gli domand il direttore quando lo vide
ricomparire in ufficio.  Che cosa avete fatto di bello?
Freyberger gli rifer tutto ci che era accaduto nella
casa di St. Ann Road.
 Non importa se questa volta non lavete preso, ormai
lo stringete da vicino e state per metterlo con le
spalle al muro. Ancora un movimento ed  preso.
 Se lavessi catturato ieri avrei forse salvato una vita umana, perch temo che egli continui nella sua strage. E, inoltre, temo che sapendosi inseguito, si nasconda in qualche rifugio dove non ci riesca di scovarlo. Speriamo che la paura metta un freno alla sua pazzia sanguinaria.
 Avete visto il rapporto degli agenti inviati a interrogare il sarto di Sir Antonio Gyde?
 No.
 Smalpoge, il sarto, ha riconosciuto i vestiti per quelli di Sir Antonio. Smith e Wilkinson hanno riconosciuto gli astucci per quelli che contenevano i gioielli di Sir Antonio Gyde.
 Mi pare che ne sappiamo abbastanza per far impiccare quelluomo, ma per il momento limportante sarebbe arrestarlo. Credo che non ci resti che aspettare.
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Capitolo 30.
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Il tempo pass. Venne laprile che fece rinverdire i parchi di Londra, dopo un inverno terribile. A maggio
faceva gi caldo e il tempo si manteneva quasi costantemente al bello.
La signorina Lefarge era ritornata in Francia e Hellier aspettava. Non pensava che al problema Gyde che non riesciva ancora a risolvere. Il pubblico invece cominciava a dimenticarlo.
Ma nel Cumberland, dove gli avvenimenti piccoli o
grandi, non si dimenticano tanto facilmente, si parlava
ancora della cosa, al mercato e nelle osterie del villaggio.
Il padiglione era stato abbandonato, perch nessuno pi voleva abitarvi.
Una notte di maggio accadde un fatto strano.
Un certo Davis che si recava a piedi da Alston a
Langwathby, si smarr nelle dune, al cader della notte;
err parecchie ore fino al momento in cui la luna che
spuntava illumin davanti a lui una muraglia di rovine.
Riconobbe di trovarsi nelle vicinanze del vecchio villaggio abbandonato di Unthank.
Durante unepidemia di peste un londinese si era rifugiato
in quel villaggio. Gli abitanti gli dimostrarono la
loro ospitalit emigrando in massa e andando a fondare
pi lontano un altro villaggio che chiamarono anchesso
Unthank e che esiste tuttora. Davis, riconoscendo le rovine,
pot orientarsi e ritrovare la strada che passa per
Gamblesby e Blencarn. Disperando di arrivare nella notte
a Lanwathby decise di fermarsi a Blencarn, e di chiedere
ospitalit ad un amico.
Avvicinandosi al padiglione ricord il delitto e affrett
il passo. Alla luce della luna scorse davanti a s un
uomo che andava, a sua volta, nella direzione di Blencarn.
Contento di trovar compagnia, affrett il passo, ma,
quando, stava per raggiungerlo, si accorse che luomo
non era un contadino, n un fattore. Era vestito da cittadino
e camminava come chi non  abituato alle strade di montagna.
Con sua grande sorpresa, Davis vide lo straniero fermarsi
a una porticina che si apriva nella bassa staccionata
sulla sinistra, entrare e richiudere accuratamente.
Davis riconobbe la porticina del sentiero che conduceva
al padiglione maledetto. Continu la sua strada e
passando davanti alla porta scorse lo sconosciuto a una
trentina di passi nel sentiero. Lo sconosciuto si volt,
vide Davis e gli fece un cenno di richiamo. La luna illuminava
in pieno il suo viso e Davis, con uno spavento
terribile, riconobbe in lui Sir Antonio Gyde.
Mentre rimaneva inebetito a guardare, una nube nascose
la luna e lombra parve nascondere luomo sul
sentiero. Quando la nube fu passata, luomo, era scomparso.
Allora Davis si mise a correre e non si ferm che davanti
alla casa del suo amico.
Il racconto che egli fece su quellincontro fu cos confuso che nessuno gli credette. Se avesse veduto o creduto di vedere il fantasma di Klein, tutti gli avrebbero creduto, poich sapevano che Klein era morto, ma Gyde era vivo, secondo loro, e nessuno avrebbe creduto al suo fantasma.
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Capitolo 31.
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Era il 9 maggio, lindomani del giorno in cui Davis
aveva fatto quellincontro impressionante sulla strada di
Blencarn. A Londra il tempo era splendido, ma la bellezza
della natura non diceva niente a Freyberger. Egli
era sempre ossessionato dal caso Gyde. Dopo tutte le
sue ricerche e i suoi calcoli era arrivato vicino alla soluzione,
ma poi si era fermato.
Questa  forse la cosa pi esasperante nella professione
dinvestigatore. Avete fatto la luce su un delitto, conoscete
il movente, i mezzi usati, avete costruito una
rete di prove che avvolge il colpevole, avete pronta la
trappola in cui sperate pigliarlo, aspettate che egli ci caschi...
Avete in tasca il mandato darresto, avete sguinzagliato
agenti dappertutto, sapete che ieri notte ha dormito
al tale albergo, che stamane si  fatto radere dal tal
parrucchiere, che deve desinare alla tal ora, al tal ristorante...
vi andate... Non c pi. Bisogna ricominciare a
disporre la trappola.
Cos era per Klein. Si sapeva ormai che era lautore
dei delitti dei quali si era fatto credere vittima.
Freyberger si era sempre opposto alla pubblicazione
del ritratto di Mller, ma siccome le settimane passavano,
senza che si scoprisse traccia del delinquente, il direttore
cominci a perdere la pazienza.
 Gli abbiamo lasciato troppo lunga la corda con la
quale deve impiccarsi.
 Avete ragione, ma vi prego di lasciargliela ancora
un poco. Forse finir per infilarvi il collo.
 Gli lascio ancora tre giorni e se di qui ad allora
non si sapr ancora nulla di lui, far pubblicare il suo ritratto
su tutti i giornali. Abbiamo gi aspettato troppo e
quasi labbiamo indotto a commettere altri delitti.
Freyberger sinchin ed usc. Lasci il Quartier Generale
con una sensazione di profondo scoraggiamento che
non lo abbandon neppure la notte e tutta la giornata seguente
passata quasi interamente al Palazzo di Giustizia
per una testimonianza. Uscito tardi dal Palazzo, ritorn
a casa dove trov un telegramma del direttore che lo
pregava di andare direttamente da lui.
Un quarto dora dopo, Freyberger era introdotto
nellufficio del suo capo.
 Buona sera; Freyberger.
 Buona sera, signor direttore.
 C un direttissimo per Birmingham a mezzanotte
e un quarto.
 S, signore.
 Vorrei, che partiste con quel treno che si ferma a
Reading. Qui scenderete e passerete il resto della notte.
Vorrei che foste sul luogo domattina per tempo.  stato
commesso un delitto.
 A Reading?
 No, a Sonning. Lo conoscete?
 S;  una localit deliziosa per gli innamorati.
 Ebbene, vi ci mando con la speranza che troviate
qualcuno ancor pi interessante di una bella donnina.
 Chi?  domand linvestigatore con una luce improvvisa
negli occhi.
 Klein, Kolbecker, Mller, come vi piace meglio.
 Davvero?
 Non mi sembrate entusiasta come avrei creduto.
 Non posso essere entusiasta, finch non lo avr
nelle grinfie, per sono contento. Posso avere qualche
particolare?
 Un certo Bronson, bracciante, di cinquantanni, 
stato trovato pugnalato in un campo vicino a Sonning,
senza motivo apparente. Il delitto deve essere stato commesso
da un pazzo, perch il corpo era crivellato di ferite.
Il solo particolare che mi lascia in dubbio  che fin
qui pareva che il nostro uomo preferisse il sistema dello
strangolamento.
 Per spegnere la sua sete di sangue forse si vale di
qualsiasi mezzo.
 Credete che possa nascondersi a Sonning?
  probabile. Se lassassino  lui, c da supporre
che si nasconda, secondo la sua abitudine, nelle vicinanze 
del luogo del delitto. A che ora  stato commesso
lassassinio?
 Nelle prime ore di questa mattina.
  dunque probabile che egli sia ancora nelle vicinanze.
Insomma, vedremo. Permettete che porti con me
la guaina del coltello che ho trovato nellalloggio di
Klein?
 Portatela pure.
Il direttore suon per chiamare il custode dei corpi di
reato e ordinargli di consegnare a Freyberger loggetto
richiesto.
Freyberger si cacci in tasca la guaina e se ne and.
...
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Capitolo 32.
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Linvestigatore prese il treno di Birmingham che parte da Londra a mezzanotte e quindici e arriva a Reading alluna. Prese una camera allHtel Vastern, si coric e dorm placidamente.
Alle otto della mattina seguente era a colloquio col capo della polizia locale.
 Ci troviamo di fronte a un caso straordinario  gli disse lispettore capo.  Il delitto non pu essere che opera di un pazzo. Il cadavere  stato trovato ieri alle tre del pomeriggio in un campo di patate, presso il fiume. La vittima non aveva nemici, era un contadino tranquillo, con moglie e cinque figli. Il medico ha dichiarato che la morte risaliva a parecchie ore e che il delitto doveva esser stato commesso la mattina di buonora.
 Avete trovato il pugnale?
 S.
 Potete mostrarmelo?
 Naturalmente.
Il capo della polizia apr un cassetto, prese un piccolo involto, lapr e ne trasse un lungo coltello a scanalature.
 Credo di avere in tasca la guaina di questo pugnale  disse Freyberger traendola di tasca.
Il capo della polizia prese guaina e coltello e trov che le scanalature corrispondevano perfettamente.
 Ma come avete potuto avere questa guaina? Il pugnale  stato trovato sul ferito, conficcato tanto profondamente che lassassino non  riuscito a toglierlo. Come avete trovato quellastuccio, se siete arrivato da Londra questa notte?
 Non ho il tempo di spiegarvi tutto, perch  una storia molto complicata. Lho trovato in una casa abbandonata di Londra. Ma ora  necessario agire immediatamente, se non vogliamo perdere la partita. Siamo di fronte a un delinquente pazzo. Avete una carta dei dintorni?
Il capo della polizia gli diede la carta richiesta.
 Ecco  disse  il campo dov stato commesso il delitto.
 Vedo segnata una casa poco lontano.
 S,  la casa della vittima.  stato assassinato a un centinaio di metri da casa sua. Nel campo c un ammasso di sassi, dietro il quale si  trovato il cadavere; questo spiega perch non sia stato scoperto prima. Inoltre, verso quella parte, la casa non ha finestre.
 Ci sono villeggianti a Sonning?
 S, qualcuno, ma tutti superiori a ogni sospetto.
 Immagino che lassassino si nasconda nelle vicinanze e voglio andare a far qualche indagine; preferirei andar solo, ma non sono conosciuto in questi paraggi e risveglierei troppo la curiosit.
 Avete unarma?
 No, se avessi una rivoltella e incontrassi il mio uomo, potrei ucciderlo, ci che non voglio assolutamente.
 Mi ricordo, infatti, che, disarmato avete arrestato una volta un uomo di un vigore eccezionale. Conoscete qualche colpo da maestro.
 S, qualcuno. Potete dirmi dove potrei comprare una rete per prender farfalle?
 Che cosa ne volete fare?
 Prender farfalle. Con questo caldo ce n una quantit. Vorrei anche una giacca di flanella bianca e un cappello di paglia. Non si pu andare a caccia di farfalle vestiti come me in questo momento.
 Capisco, venite con me in citt, e vi procurer il travestimento. Ma prima volete vedere il cadavere?
 S  rispose Freyberger.
E andarono insieme a vedere il cadavere nella sala mortuaria del cimitero.
 Non so darmi ragione di questo delitto  disse il capo.  Questo poveruomo non faceva male a una mosca, non aveva commesso nessuna colpa.
 Verso luomo che lha ucciso aveva un torto solo, quello dessere al mondo.
Usciti di l, il capo della polizia accompagn Freyberger in un negozio dove lispettore pot comprare la giacca e il cappello di paglia.
In un altro negozio compr la rete per farfalle, poi ritorn allalbergo dove cambi vestito. Si guard allo specchio con gran soddisfazione: aveva proprio laria duno studente appassionato dentomologia. Nessuno avrebbe potuto immaginare che sotto quel travestimento si nascondeva un investigatore destinato alla celebrit.
Il tempo era meraviglioso.
Freyberger monologava strada facendo: Se non avessi domandato alla signorina Lefarge il suo parere, il suo amico Hellier non avrebbe ricordato i delitti che avevano seguito quello di Lefarge e ora non sarei cos vicino alla meta. Aveva ragione la signorina, aveva indovinato il demonio, presentito quella follia omicida.
Ah, la subcoscienza delle donne! Caro amico Klein, se ti prendo questa volta, credo che sar il salvatore di due o tre uomini almeno.
Cos parlando tra s, arriv allHtel des Bains. Cerano diverse persone nel giardino, uomini in abiti di flanella chiara, signorine vestite di bianco. Egli pass ed entr nellalbergo dalla parte posteriore. Il vestibolo era vuoto. Si sedette in una poltrona di vimini davanti a una finestra, depose la sua rete in un angolo e chiam.
 Avete fatto buona caccia?  gli domand la ragazza che gli serv un bicchiere di birra.
 Ah, per questa rete?  rispose.  Non  mia, lho portata per un amico che dovevo incontrare qui. Un certo signor Rogers. Non lavete visto?
 Com?  domand la ragazza.
Freyberger diede brevemente i connotati di Klein. La ragazza scosse il capo e simmerse nella lettura dun romanzo.
 Mi hanno detto che  stato commesso un assassinio qui vicino  disse Freyberger accendendo un sigaro.
 S, hanno ucciso Jim Bronson, poveretto. Hanno detto che aveva un centinaio di ferite.
Ebbe uno sguardo di terrore, poi si assorb di nuovo nella lettura.
 Non succederanno spesso fatti simili in questo paese?
 Oh, no  rispose la ragazza senza staccar gli occhi dal libro.
 I dintorni sono tranquilli, immagino.
 Oh, s.
 Ci verr qualche artista, qualche gitante, non  vero?
 S, parecchi.
In quel momento, unombra pass davanti alla porta. Un vecchio signore entr nel vestibolo camminando un po faticosamente, con laiuto del bastone.
Aveva un vestito grigio, di taglio corretto, il cappello di feltro marrone, col nastro alto.
Si avvicin al banco e chiese un assenzio. Al suono della sua voce, Freyberger si mise a esaminarlo attentamente.
Era la voce di una persona distinta, eppure aveva in s qualcosa di sgradevole. Ma, pi della voce, la fisonomia dello sconosciuto aveva attirato lattenzione dellinvestigatore.
Dove ho veduto quel viso? pensava.
E la risposta gli venne quasi immediata. Era il viso di Klein, invecchiato.
Freyberger prov un istante di disagio e di perplessit.
Non poteva esser quello luomo della fotografia di otto anni addietro. Non poteva esser luomo che Hellier aveva seguito basandosi sulla somiglianza col ritratto.
Questo era un vecchio. Non era possibile che un uomo di quarantanni, in poche settimane fosse invecchiato al punta da dimostrarne settanta. Eppure era la fisonomia del ritratto, il viso che aveva lasciato la sua impronta indelebile sulla retina del disgraziato Leloir, lo stesso viso, ma invecchiato dal tempo.
E se era luomo del ritratto, come si poteva supporre che quel vecchio che pareva non avere la forza di buttare a terra un bambino, potesse aver ucciso, la vigilia, un uomo ancora robusto?
Mentre Freyberger osservava il nuovo venuto, si accorse che questi lo esaminava, a sua volta. La ragazza del banco continuava la sua lettura.
Freyberger, per darsi un contegno, sbadigli. Si vedeva osservato dallo sconosciuto con laria di approvazione con la quale il macellaio guarda un grosso montone, ma non se ne preoccup; non gli mancava il senso del comico.
Stava per fare unosservazione sulle condizioni atmosferiche, nella speranza dintavolare una conversazione, quando il vecchio si rivolse a lui.
Freyberger pot allora vederlo bene in faccia. Che viso strano, stanco rugoso e soprattutto misterioso! Pareva che il sangue che scorreva sotto quella maschera fosse bianco anzich rosso.
Dopo dieci minuti, senza aver laria desser curioso, lo sconosciuto conosceva a fondo gli affari e la vita del suo interlocutore.
Freyberger gli raccont con franchezza che era venuto da Brme in Inghilterra, per cercare un posto di bibliotecario, che non aveva amici in Inghilterra, che aveva una vecchia zia a Colonia e una sorella vedova a Dsseldorf; aggiunse che era venuto a fare una gita a Sonning per vedere il paesaggio pittoresco.
 Vi piace molto la natura?  domand il vecchio terminando il suo assenzio.
  la mia passione.
 Se mi permettete di farvi da guida, vi condurr a vedere uno dei pi bei paesaggi dInghilterra, in questi dintorni.
 Ne sar felice.
Linvestigatore si sentiva quasi certo di trovarsi in presenza di Klein, nonostante la sua evidente vecchiaia.
Ma non ne era abbastanza sicuro per arrestarlo.
Il solo metodo da impiegare consisteva nel seguirlo in una localit, lasciarsi assalire da lui, e atterrarlo.
 Vogliamo andare?  domand il vecchio.
 Sono pronto.
Vedendoli avviarsi la ragazza alz gli occhi e domand a Freyberger:
 Se il vostro amico domanda di voi, devo dirgli che ritornerete?
 Il mio amico?  disse Freyberger mentre unombra passava sul viso del suo compagno.
Aveva completamente dimenticato la storia della rete da farfalle, aveva detto allo sconosciuto che non conosceva nessuno in Inghilterra e che era andato a Sonning senza uno scopo preciso. Un altro avrebbe inventato una spiegazione qualunque, ma Freyberger scoppi in una risata.
 Venite  disse allaltro.
Era come se avesse detto: Vi arresto.
Aveva cambiato espressione e non sembrava pi un tranquillo giovane cacciatore di farfalle.
Attraversarono il giardino e seguirono un viale fiancheggiato da rosai fino a una porticina che metteva sulla strada.
 Dove abitate?  domand Freyberger.
 Vi mostrer la mia casa quando vi passeremo vicino. Nonostante let e lapparente debolezza, il vecchio camminava lesto e disinvolto. Freyberger parl per primo.
 E cos, avete avuto un assassinio in questi paraggi.
  vero?
 S, e sono venuto per arrestare lassassino.
 Ma... voi siete...
 Lispettore Freyberger, di Scotland Yard.
 Davvero!
 Quando vi ho parlato nellalbergo temevo che qualcuno mi ascoltasse e per questo vi ho raccontato di mia zia di Colonia e di mia sorella vedova.
Camminando, Freyberger guardava il terribile profilo del suo compagno, rigido come quello di una sfinge. Freyberger aspettava. Attraversarono il piccolo villaggio, passarono davanti alla posta, al posto di polizia, alle scuole e poi voltarono a destra e si avviarono per una lunga strada deserta.
 Non abitate nel villaggio?  domand Freyberger.
 No, abito pi lontano, di fianco a questa strada.
 Meno male, poich temo che stia per venire un uragano. Almeno potremo rifugiarci nel vostro padiglione, almeno mi sembra che mi abbiate detto che abitate in un padiglione in questi paraggi.
 Vi abito infatti, ma non ve lho detto.
 Ah, deve essere un tiro della mia immaginazione.
Oggi mi vengono delle strane idee. Per esempio, dianzi, allalbergo, mentre stavate bevendo, mi ero figurato di conoscere la vostra fisonomia.
 Davvero?
 S. Mi sembrava di trovare in voi una somiglianza con un artista, un certo Mller, cio Kolbecker, ecco che la memoria mi inganna ancora. Se continuo cos, dovr lasciare il mio mestiere che, in fondo, non  molta piacevole perch consiste nel prender gli assassini e farli impiccare. Dunque il mio uomo si chiama Klein, era uno scultore.
Laltro non rispose; il suo viso rimaneva impenetrabile, ma grosse gocce di sudore glimperlavano la fronte.
Le nubi intanto si erano ammonticchiate in masse nere nel cielo, al disopra del fiume e qualche goccia cominciava a cadere. Si udiva in lontananza un brontolio di tuono.
A una svolta della strada si pot vedere, a un centinaio di metri, un padiglione mezzo nascosto dagli alberi.
Freyberger aspettava pazientemente di conoscere labitazione dello sconosciuto per arrestarlo.
Arrivati al cancelletto del sentiero che conduceva al padiglione, il vecchio, senza farsi scorgere dal suo compagno, si mise una mano in tasca, e, un secondo dopo, Freyberger, con un grido, cadeva con la faccia a terra e le braccia distese in avanti.
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Capitolo 33.
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Quando riapr gli occhi, Freyberger sent male per tutto il corpo. Era disteso sui mattoni del pavimento di una piccola cucina. Davanti a lui una porta spalancata lasciava scorgere un giardino incolto e invaso dalle erbacce.
Sulla soglia, voltando le spalle, stava Klein con una vanga in mano.
Linvestigatore tent di muoversi, ma non ci riusc; il suo corpo era strettamente legato ad un asse, con una corda. Tent di parlare; era imbavagliato.
Klein si volt e lo guard.
Dopo una prima occhiata intorno a s Freyberger non vide pi che Klein. Poteva distinguere a malapena il suo viso, ma la mano che teneva la vanga si alz e si mise ad agitarsi freneticamente. Al di fuori luragano era scoppiato.
Klein assicuratosi che la sua vittima aveva ripreso i sensi cominci a parlare a gesti. Indic prima le proprie labbra, poi la porta, come per spiegare che il segreto delle cose terribili che sarebbero accadute non sarebbe uscito di l.
Freyberger non era sordo e Klein non era muto, ma, questi non pronunci una parola; si limitava ad emettere una specie di grugnito simile a quello che aveva spaventato Leloir quando Gyde era ritornato al castello e andava di stanza in stanza prima di partire per Londra.
Poi, il demonio che rimaneva sempre sulla soglia, cominci a indicare coi gesti le sue intenzioni.
Fece mostra di scavare con la vanga una tomba immaginaria; senza proferir parola, fece latto di sollevare un corpo da terra, di portarlo sullorlo di una fossa, di gettarlo dentro, di ricoprirlo di terra e poi di calpestarlo. Dopo di che, gettato uno sguardo dodio alla sua vittima, and nel giardino e si mise a scavare realmente la tomba per Freyberger.
Questi ricominci a guardarsi attorno; scorse un oggetto in terra, vicino a lui; era larma che lo aveva colpito; una specie di mazza che lo aveva stordito con un colpo solo. Ed ora la tragedia stava per finire; stava per arrivare allultimo, atto nel quale doveva aver luogo... il suo seppellimento. Oramai sapeva che cosa si preparava a fare, Klein; sotterrarlo vivo.
Freyberger non udiva che le gocce di pioggia cadere sulle foglie del giardino e il rumore della vanga che scavava la sua tomba. Essa colpiva il terreno senza posa, sollevando la terra, la gettava da parte; e ricominciava...
Gli sembr che fosse maneggiata da un gigante.
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Capitolo 34.
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Il direttore del Reparto investigativo passava la notte nel suo ufficio. Era quasi mezzanotte ed egli, stanco dalle molte ore di lavoro, depose un momento la penna. La notte era calda e attraverso la finestra aperta si udiva il mormorio della citt che non dorme mai. Grida, sonagli di cavalli, trombe dautomobili, fischi di locomotive.
A un tratto le carte che si trovavano sulla scrivania svolazzarono per una corrente daria improvvisa. Il direttore volt la testa, vide la porta aperta e Freyberger che entrava pallidissimo, col viso disfatto e una valigetta nera in mano. Era accompagnato da uno sconosciuto.
 Ho bussato parecchie volte, signor direttore.
 Pu darsi, ero distratto. Sedetevi... e questo signore?
  il signor Hellier che mi sono permesso di condurre con me, perch mi ha validamente aiutato a risolvere il caso Gyde e oggi mi ha salvato la vita.
 Il caso. Gyde! Che cosa dite? Sedetevi, signore. Dunque, Sir Antonio  ancora vivo.
 No,  stato assassinato da Klein nel padiglione del Cumberland.
 E Klein  vivo?
 No, signore.  morto qualche ora fa e il suo corpo  al posto di polizia di Reading. I nostri sospetti erano fondati: Klein, alias Kolbecker, alias Mller fu lassassino, nel caso Lefarge, nel caso Gyde e in molti altri, fino allultimo omicidio del povero bracciante di Sonning.
Freyberger porse al suo capo un grosso taccuino.
 Questo contiene la storia della vita del pi terribile delinquente che mai sia esistito.
  il diario di Lodovico Spahn, alias Mller, alias Kolbecker, alias Klein,
 Questindividuo era nato a Monaco e aveva sessantacinque anni...
 Sessantacinque!
 S, era vecchio, ma vi spiegher fra poco questo mistero. A diciassette anni, questo Spahn, scapp di casa per andare a Roma a studiare larte o meglio ad insegnarla; poich quello strano tipo aveva idee nuove e originali. Arriv a fondare una scuola e ad avere parecchi allievi. Ma, a causa dei suoi vizi, non aveva mai abbastanza danaro. Un giorno assassin un banchiere, fu preso e condannato allergastolo a vita, perch nel paese dove il delitto era stata commesso non vigeva la pena di morte, e rilasciato dopo trentanni, in seguito alla sua buona condotta.
Aveva allora circa cinquantanni, aveva concepito, un odio terribile contro la societ ed era deciso a vendicarsi. And a Parigi. Amava sempre larte e i piaceri. Non voleva essere vecchio, studi preparati chimici e scientifici per sembrar pi giovane di ventanni e ci riusc. Visse parecchi anni nel Quartiere Latino, dove i suoi vizi gli venivano perdonati grazie al suo talento. Le sue sculture erano meravigliose, ma era pigro e prodigo, cosicch era sempre a corto di denaro.
Odiava i ricchi e studiava il mezzo di vendicarsi su loro. Una volta, osservando una maschera, ebbe unispirazione: Se volessi fare la maschera di un uomo, che ingannasse tutti con la sua apparenza di vita, come dovrei fare? Mi basterebbe uno stampo del suo viso o una perfetta riproduzione in marmo. Applicherei su quel viso uno strato di caucci trasparente,  verniciato in modo da renderlo pi consistente. Staccato quello strato lo vernicerei allinterno col colore della carne; poich anche i colori del viso umano sono sotto la pelle. Potrei avere cos un fac-simile del viso dei miei amici e dei miei nemici: Potrei farmi passare per loro a due condizioni: 1 che io possa ottenere che i muscoli del mio viso forzino i miei lineamenti ad adattarsi alla maschera; 2 che si tratti di un uomo che porti occhiali e barba, poich le suture agli occhi e al collo non possono essere mai perfette.
Medit la cosa.
Un giorno conobbe Lefarge e tutto il piano diabolico fu concepito. Si trattava di uccidere e derubare un uomo in modo che tutti potessero credere che la vittima fosse lassassino e viceversa.
Fece il busto di Lefarge, poi dal viso trasse la maschera perfetta. Studi inoltre la voce, il portamento, landatura, la scrittura della sua futura vittima. Si preparava a recitare la parte per qualche istante almeno.
Per quattro mesi pass tre ore al giorno davanti allo specchio, con la maschera sul viso. Parlava, rideva, si muoveva per essere sicuro di imitare Lefarge alla perfezione. Un giorno, con un pretesto, prega Lefarge dandare da lui. Lefarge va, Mller (era il nome che aveva assunto) lo uccide; lo sveste, lo decapita. Poi gli mette i propri abiti, tatua sul corpo le proprie iniziali, si applica la maschera, assume il portamento, landatura, la voce della sua vittima.
Portando con s la testa in una valigetta, scende le scale, sale in vettura, si fa condurre a casa di Lefarge dove entra inosservato o quasi, raccoglie qualche migliaio di sterline in gioielli, esce di nuovo, si fa condurre allangolo di Rue dAmsterdam e scompare.
Ma la Nemesi lo segue. Lassassino di Lefarge ha svegliato nella propria anima quel dmone assopito che lo spinge a uccidere, anche senza motivo apparente, ed egli commette altri omicidi.
Passano sei anni. A Vienna, dove si faceva chiamare Klein, viveva nel lusso e nella dissoluzione, col denaro rubato a Lefarge. Faceva parte di un circolo malfamato dove Gyde si era lasciato trascinare. Klein vide in Gyde un possibile soggetto per rinnovare il suo trucco del busto e della maschera. Il viso di Gyde si prestava. Cominci col ricattare larcimilionario e ne ottenne una forte somma. Lo segu a Londra, dove lo persuase a posare per un busto. Appena fu tutto pronto distrusse il busto e segu la sua vittima nel Cumberland.
Ucciso e decapitato Gyde e sostituitosi a lui, col solito sistema, immerse la testa in una soluzione chimica che la dissecc oscurando e incartapecorendo la pelle, la mise in una valigetta e si present al castello rappresentando alla perfezione la parte del padron di casa.
Al suo arrivo a Londra, il falso Gyde va nella camera della sua vittima. La maschera, a lungo andare, gli produce una certa irritazione. Se la leva per un istante nel momento in cui Leloir, che era uscito dalla camera, vi rientra e scorge il suo padrone che si toglie il viso.
Udendo il suo passo, Klein si volta con lespressione mostruosa la cui immagine  rimasta nella retina di Leloir.
Non c da stupirsi che costui sia morto dallo spavento gettando il grido udito dal segretario. Klein, nella precipitazione del momento, riunisce tutti i gioielli che pu trovare. Non ha ancora deciso che cosa far della testa, la depone in un piano di un armadio sperando che non venga scoperta se non dopo molto tempo.
Passa la notte nella camera di Howland Street, dopo essersi presentato con la maschera di Gyde. La mattina seguente, di buonora, si presenta alla banca per ritirare i gioielli e dal gioielliere per farsi pagare un assegno che aveva trovato nelle tasche di Gyde. E questo, non tanto per riscuotere limporto del vaglia, quanto per lasciare una prova dellesistenza di Sir Antonio.
Dopo di che ritorna Klein, prende in affitto la casa di St. Ann Road, ma il bisogno duccidere gli fa assassinare Goldberg.
Un giorno il signor Hellier, qua presente, incontra Klein e lo segue. Klein, insospettito, si trasforma di nuovo, ma come? rinunciando ad ogni artificio e mostrandosi vecchio qual  realmente.
Soltanto togliendosi la dentiera invecchia di ventanni. Si ritira a Sonning, affitta un padiglione, ma la mania omicida lo incalza, ed egli uccide il bracciante Bronson.
Freyberger raccont poi la sua avventura, fino al punto in cui Klein stava per sotterrarlo vivo.
 Ero disteso sul pavimento e sentivo il mostro che mi scavava la tomba quando a un tratto lo udii cadere. Dallemozione svenni, almeno credo. Il signor Hellier vi racconter il resto.
 Avevo un grave motivo per occuparmi di questa faccenda. Appena letto sul giornale il racconto dellomicidio di Sonning, mi recai sul luogo per fare delle ricerche.
Presi informazioni, domandai se recentemente era stato veduto un forestiero in quei paraggi. Seppi che un signore aveva preso in affitto un padiglione sulla costa di Henberg. Fortunatamente non mi dissero un vecchio signore altrimenti avrei rinunciato a seguire quella traccia.
Andai al padiglione indicatomi, bussai ripetutamente alla porta e, non ricevendo risposta, girai attorno alla casa. Nel giardino trovai un vecchio in piedi sullorlo di una fossa scavata di fresco. Appena mi vide, cadde riverso. Entrai nella casa e trovai il signor Freyberger strettamente legato a unasse e lo slegai.
 E Klein era morto?  domand il direttore
 S  disse Freyberger. Era morto di una embolia al cuore certamente dovuta allemozione prodottagli dal mio apparire e allo sforzo fatto nello scavare la tomba.
Quando Hellier usc dal Quartier generale, Freyberger lo segu e gli disse:  Vorrei dirvi una parola, Hellier. Vi devo una confessione: se voi non vi foste immischiato in questa faccenda e non maveste fatto pensare agli altri delitti commessi da quelluomo, non avrei mai preso Klein.
 E Klein non avrebbe mai preso voi  rispose Hellier ridendo.
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CONCLUSIONE.
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Lindomani sera, alle nove, Hellier si present allHtel Langham. La signorina Lefarge era arrivata dalla Francia, in seguito a un suo telegramma, e laspettava.
 Ebbene?  domand stringendogli le mani.
  fatto. Domani il nome di vostro padre sar riabilitato. Voi avete sofferto molto e aspettato a lungo, ma ieri siete stata vendicata. Il castello dei Gufi  sempre disabitato, perch lerede di Sir Antonio Gyde, un lontano cugino, non ha nessuna simpatia per quel luogo. I paesani che devono passare di notte sulla strada di Blencarn, si fanno accompagnare, perch hanno paura del fantasma di Sir Antonio Gyde che, a quanto si dice, aspetta sulla porta del padiglione.
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FINE.